Abbiamo veramente bisogno di nuove centrali a gas?

NewTuscia – CIVITAVECCHIA – Abbiamo veramente bisogno di nuove centrali a gas? No. Abbiamo veramente bisogno di nuove centrali a gas? Da oltre un anno e mezzo il Comitato SOLE lavora su questo tema e la risposta è ben motivata e corredata di proposte alternative.

Gli scenari europeo, italiano e regionale sono governati da scelte, piani e modalità spesso non adeguati o in contrasto tra loro.

Il piano europeo per la riduzione delle emissioni clima-alteranti spinge l’obiettivo fino al -60% entro il 2030 ed alla completa uscita dai combustibili fossili, gas compreso, al 2050 e larga parte dei fondi del “Next Generation EU” (recovery fund) sono destinati a questo scopo.

Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia Clima) italiano viene varato nel 2019 ma è già largamente superato dagli eventi: il suo obiettivo di riduzione delle emissioni è ancora un misero -38% al 2030.

Il meccanismo del CM (Capacity Market), a cui si chiede di garantire la copertura dei consumi elettrici massimi previsti in futuro, premia ed incentiva la produzione elettrica da gas a svantaggio di quella prodotta da fonti rinnovabili.

Il PER (Piano Energetico Regionale) del Lazio, in via di defin

izione, sembrerebbe orientato agli obiettivi europei con una forte spinta all’uso delle rinnovabili anziché al gas, ad incentivare la costituzione delle comunità energetiche autonome ed alla realizzazione di reti di distribuzione elettrica che permettano la generazione diffusa di piccola taglia invece dei mega poli energetici.

In questo contesto proponiamo, da tempo, una riconversione del polo energetico non verso le turbogas ma verso le fonti rinnovabili (eolico, fotovoltaico, maree…) riutilizzando le aree industriali per nuove tipologie impiantistiche; la creazione di centri di ricerca e produzione di materiali e manufatti per l’economia green; i progetti Horizon 2020, già in fase di partecipazione al bando europeo e PBC (Porto Bene Comune), fattibile e credibile, per la completa ambientalizzazione ed autonomia energetica del porto basato sulla tecnologia dell’idrogeno. Crediamo che questa sia la solo strada per coniugare, finalmente, ambiente e salute con lo sviluppo occupazionale del territorio.

In queste ultime settimane ci sembra che ci sia grande fermento su questi temi. Molte personalità, associazioni, organizzazioni, sindacati, gruppi di cittadini stanno facendo sentire la loro voce per uno sviluppo che vada verso una direzione green. Crediamo che questo sia molto positivo e che un ulteriore passo avanti possa essere una collaborazione fattiva tra diversi soggetti, accomunati da una visione comune di sviluppo sostenibile per il territorio.

Documenti più dettagliati degli argomenti qui brevemente accennati saranno inviati a quei membri della società civile e delle istituzioni che stanno dimostrando di avere a cuore lo sviluppo capace di collocare Civitavecchia finalmente nel futuro.