Le 30 volte in fuorigioco e le seconde palle perse, l’analisi di Viterbese-Foggia 0-1

NewTuscia – VITERBO / Consueta analisi del giorno dopo, Viterbese – Foggia 0-1

“Cose fuori dal mondo”.
Oggi vogliamo partire da questa frase per analizzare a fondo quella che è stata l’ennesima sconfitta interna della Viterbese.
La frase non è di un tifoso frustrato al bar, davanti alla sua tazza di cioccolata calda (e considerando le temperature di ieri, ci starebbe pure), ma di mister Taurino in conferenza stampa post partita, dopo aver visto il Foggia portare a casa i tre punti.

Vediamo insieme quali sono le cosiddette “cose fuori dal mondo” :
La Viterbese vista ieri, oltre a palesare i soliti problemi di impostazione e quindi di qualità tecnica individuale, è stata di una timidezza disarmante, portando i “satenelli” nella propria area di rigore e completando l’opera di distruzione con l’ennesima ingenuità, pagata caramente con il penalty del vantaggio ospite.
Ai problemi mentali e psicologici della squadra, si aggiungono quelli tattici, in riferimento a ciò bisogna segnalare un altra frase “pesante” di mister Taurino : “Siamo finiti 30 volte in fuorigioco”

Ricordate una delle prime parole dell’ex allenatore del Bitonto ? “Tounkara e Rossi dovranno collaborare maggiormente”
Ecco, questo ancora non si è visto e forse tatticamente risiede qui il problema più grande.
Le due punte, per caratteristiche tecnico-tattiche tendono a cercare la profondità, le squadre avversarie conoscono ormai alla perfezione certe caratteristiche, per cui questo tema tattico non è sempre ripetibile.
Ecco che ieri pomeriggio, quando la Viterbese impostava dal basso e usciva palla a terra, le bocche da fuoco gialloblù erano troppo lontane e restie ad abbassarsi tra le linee, per interagire maggiormente con il centrocampo.

In questo modo anche gli esterni sono in difficoltà, rimanendo piatti. Quando possono alzare i propri motori? Quando le due punte riescono a toccare il pallone e proteggere la sfera, anche spalle alla porta, per scaricare prima e partire a mille all’ora in un secondo momento, magari coadiuvato dai quinti.
Ovviamente, per realizzare in modo fluido questo piano di gioco, anche i difensori centrali devono cercare di abbassare il numero di tempi di gioco (in parole povere, devono assolutamente tenere palla il meno possibile) soprattutto contro squadre che ti aggrediscono alte, come ha fatto il Foggia ieri.

Taurino nel frattempo potrà contare sul rientrante Simonelli e promette cambi nel modulo, per agevolare quello che sembra uno dei pochi giocatori capace di creare superiorità numerica in mezzo al campo insieme a Galardi.
Ben sapendo però che bisognerà cambiare atteggiamento mentale, per non vedere più le cose “fuori dal mondo”.