Bozza del Dpcm del 4 dicembre, vademecum

Lorenzo Vannucci

NewTuscia – VITERBO – Altra giornata di grande lavoro per Governo, Comitato Tecnico Scientifico, Istituto Superiore di Sanità e rappresentanti delle Regioni: in una riunione fiume di oltre dodici ore si è nuovamente provato a definire norme, parametri e criteri da tenere in considerazione in vista del Decreto ‘Natale’, quello che entrerà in vigore il 4 Dicembre e che andrà nuovamente a normare come la popolazione dovrà comportarsi per contrastare la diffusione del Covid-19. Pur essendo i lavori ancora in corso è possibile elencare alcune linee guida che vengono fatte trapelare da fonti del Governo.

Riguardo il coprifuoco: si va verso una leggera modifica: non più dalle 22 alle 5 del mattino successivo, ma dalle 22 alle 6. Questo varrà anche per le notti della Vigilia di Natale, contrariamente a quanto si pensava dieci giorni fa, quando sembrava possibile che il coprifuoco fosse compresso fino alle 24, e di San Silvestro. Non saranno permessi assembramenti e feste in strada: ciò viene specificato soprattutto per evitare grandi aggregazioni per la notte dell’ultimo dell’anno.

Riguardo la ristorazione: gli esercizi commerciali che appartengono a questa categoria dovrebbero veder confermate le normative che già sono osservate con il Dpcm attuale: per chi sarà in zona gialla sarà possibile stare aperti fino alle 18.00 (con il servizio da asporto e a domicilio che può protrarsi ulteriormente); chi dovesse essere in zona arancione o rossa potrebbe operare solamente da asporto o a domicilio. Il Governo ha più volte sottolineato come la speranza sia che tutta Italia, per Natale, possa essere zona gialla, ma questo aspetto non è sicuro, ad oggi: occorre, per questo, tenere sotto controllo i dati relativi alla diffusione del contagio.

Capitolo scuola: nonostante il pressing di Lucia Azzolina e di Italia Viva sembra ormai certo che all’interno del governo a prevalere sarà la linea del Ministro della Salute, Roberto Speranza: gli alunni torneranno alla didattica in presenza, ma non prima di gennaio. Ancora da capire come vorrà procedere il Governo riguardo alle Università, che potrebbero veder prorogate le attività a distanza addirittura fino a Marzo, ma niente è certo, anche per il fatto che il Ministro Manfredi è rimasto molto abbottonato sul tema. Di sicuro c’è che le norme per gli Atenei italiani rimarranno quelle oggi in vigore fino ad inizio 2021. Poi si vedrà.

Riguardo gli spostamenti: resta da definire se chi rientra in Italia dall’estero dovrà o meno effettuare un periodo di quarantena e, nel caso, di quale durata. La proposta sul tavolo è quindici giorni, ma la decisione non è ancora stata presa. Riguardo la mobilità va sottolineato come in molti all’interno del Governo vorrebbero limitare il più possibile gli spostamenti tra regioni, anche se queste dovessero essere gialle: posto che sarà comunque consentito il rientro presso il proprio domicilio o la propria residenza, si stanno valutando ulteriore deroghe.

Per quelle attività commerciali che non rientrano nel campo della ristorazione è allo studio un sistema di ‘spacchettamento’, per cui spalmare l’apertura dei negozi oltre il tradizionale arco della giornata lavorativa: la volontà comune anche all’interno del Potere Esecutivo sarebbe quella di permettere ai negozianti di tenere aperte le proprie attività fino alle ore 22.00, Un altro punto dirimente, tornando a parlare di ristorazione, sarà la possibilità di aprire o meno nei giorni di Natale, Santo Stefano, San Silvestro e nel primo giorno del nuovo anno. Anche se non c’è niente di certo l’idea è vietare l’apertura per le prime due date e permetterla per le seconde, ma la decisione ancora non è presa.

In ultimo, ma non per importanza, le misure riguardanti cenoni e funzione religiose: per i primi non vi saranno regole specifiche, ma solo raccomandazioni: il Governo spiegherà agli italiani come deve essere fatto tutto ciò che è nel potere della popolazione per evitare una terza ondata e chiederà sobrietà. Tradotto: si inviteranno i cittadini a consumare le festività con parenti stretti e conviventi. Riguardo le messe, invece, è in corso un dialogo con la Cei attraverso il quale si vuole capire se, da parte della Chiesa, vi sia disponibilità nell’anticipare le funzioni religiose e se esse possano essere aumentate nel corso della giornata. Per il momento sembra che il dialogo proceda in senso positivo, presto emergeranno altre novità.