Chiara Frontini, intervento sulla Giornata contro la violenza alle donne

NewTuscia – VITERBO – In occasione della Giornata internazionale della violenza sulle donne, l’intervento di Chiara Frontini consigliera comunale di Viterbo 2020, spinge alla riflessione su una “parità sostanziale, nel rispetto delle differenze”; lo fa innanzitutto pubblicando sul suo profilo Facebook due sue foto, una che la ritrae nelle occasioni pubbliche e una in veste privata.

L’approccio che ha utilizzato è volto a sottolineare il caso di una maestra di Torino licenziata cui il suo ex fidanzato aveva messo in circolo dei video intimi che la donna gli aveva mandato su richiesta di lui, con la conseguenza di vedere l’uomo in attesa di giudizio per reato di revenge porn e lei immediatamente giudicata e licenziata.

Si legge sul suo profilo:

“Parto da qui e parlo in prima persona, con due foto di me stessa. La me stessa pubblica, donna impegnata in politica, professionista, alla guida di un movimento civico animato dall’amore appassionato per la nostra Viterbo. E la mia stessa privata, senza veli.

Quella che vive come vuole la propria intimità, che pensa che la libertà sia un valore irrinunciabile, che l’autodeterminazione e l’emancipazione dal patriarcato non sono concetti astratti ma che vanno conquistati e ribaditi ogni giorno. Sono due persone diverse? No, sono sempre io.

E allora pensate se mio marito un giorno impazzisse, o se il nostro matrimonio, che pur nutriamo ogni giorno, esaurisse la sua linfa vitale. E che lui divulgasse materiale relativo alla nostra intimità. Diventerei di colpo una cattiva amministratrice, una donna indegna di gestire la cosa pubblica?

Di chi sarebbe la colpa? Mia, perché ho condiviso una parte di me con un uomo in cui, in quel momento, avevo fiducia, oppure sua, che da vigliacco ha pensato bene di mettere in piazza i contenuti di una conversazione intima e privata?

Rifletteteci. Rifletteteci uomini, perché il rispetto non sia solo una parola di cui riempirsi la bocca quando fa comodo. E rifletteteci donne, perché è stata una donna a licenziare la maestra, e una mamma a denunciarla: come se avere una vita sessuale privata, quale che sia, fosse un reato.

Ci vorrà tutta la vita che mi resta per raggiungere l’obiettivo di una parità sostanziale, nel rispetto delle differenze. Ma è una battaglia che vale la pena combattere, per ognuna di noi.”