Bellezze della Tuscia e del Lazio

NewTuscia – VITERBO – Se in una calda giornata romana si desidera uscire per una gita fuori porta non necessariamente si sarà costretti ad allontanarsi eccessivamente dalla capitale.

I territori del Lazio sono ricchi di tesori e meraviglie che senz’ombra di dubbio  riusciranno a stupire ed allietare gli sguardi dei viaggiatori. Ve ne proponiamo alcuni.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo, conosciuto anche come il “Sacro Bosco” era nato con lo scopo di non essere “carino”. Il Giardino venne commissionato nel 1552 dal principe Pier Francesco Orsini ed era un progetto destinato a scioccare chi vi si addentrasse. La particolarità del parco sono le bizzarre ed affascinanti sculture in basalto che ritraggono divinità, mostri e animali mitologici come l’elefante da guerra, una spaventosa testa di pesce, un gigante che strappa a metà un altro gigante e una casa “pendente” che disorienta lo spettatore. Ma la figura più iconica e spaventosa del giardino è sicuramente quella dell’orco con “la bocca dell’inferno” spalancata in un grido. All’interno vi è un piccolo tavolo ricavato dalla pietra.

Il giardino, che venne costruito durante il Rinascimento italiano, assomigliava poco nella disposizione alla simmetria degli altri giardini rinascimentali.

Salvador Dalì fu un grande ammiratore del Parco dei Mostri, tanto che vi girò un cortometraggio. Le sculture del parco lo hanno ispirato per il dipinto “La tentazione di Sant’Antonio” del 1946.

L’ultima costruzione all’interno del parco, a circa 20 anni dalla data di creazione della prima opera, è un tempio in onore della seconda moglie del principe.

Tappa obbligatoria è il bellissimo borgo di Civita di Bagnoregio stipato sulla sommità di una scogliera di tufo che, sottoposta alle intemperie per millenni, ha subito regolari smottamenti che continuano a far crollare il paese.

Una battaglia giornaliera quella del piccolo borgo che non cessa di lottare per sopravvivere alle alterazioni delle condizioni climatiche aggrappandosi al suo improbabile trespolo immerso in un paesaggio quasi surreale di formazioni argillose ed erosioni tufacee che accompagnano lo sguardo dei turisti fino all’orizzonte.

L’unico accesso al borgo è costituito da un ponte pedonale di circa 300 metri. Ad accogliere i visitatori nella città c’è una coppia di leoni scolpiti che artigliano due teste umane, simbolo della vittoria degli abitanti del luogo sui tiranni di molti secoli fa.

Nel borgo sarà possibile ammirare la chiesa romanica di San Donato che custodisce al suo interno un crocifisso ligneo del 1500 e diversi affreschi. Passeggiando nel piccolo paese si potranno ammirare innumerevoli stili architettonici, palazzi eleganti ed edifici di epoca rinascimentale accanto ad incantevoli case con facciate interamente decorate, vicoli stretti invasi dall’edera rampicante e, quando si pensa di esser giunti alla fine della via, imbattersi in sorprendenti giardini. Un luogo che ben conserva la sua fragile antichità e che ad ogni angolo offre panorami ineguagliabili.

A Ovest di Roma, ai piedi dei Monti Tiburtini è possibile visitare una piccola città che vanta due importanti siti patrimonio dell’UNESCO: il complesso architettonico romano di Villa Adriana e la cinquecentesca Villa d’Este.

Tivoli era una delle mete preferite dei romani nelle afose giornate estive: poeti, artisti e nobili vi si recavano con frequenza e costruivano sontuose ville e giardini.

Luogo simbolo della città è Villa d’Este, un imponente costruzione realizzata nel XVI secolo sui ruderi di un monastero benedettino per il cardinale Ippolito II d’Este, figlio di Lucrezia Borgia e Alfonso I d’Este. Passeggiando tra le mura della villa si potranno scorgere innumerevoli affreschi della scuola romana del Cinquecento sebbene i giardini all’italiana rappresentino il vero spettacolo per gli occhi. Un’oasi immersa nel verde dove si potranno ammirare fontane e giochi d’acqua. Le più imponenti sono la Fontana dell’Organo, che riproduce quattro pezzi rinascimentali, e la Fontana della Civetta che invece simula il cinguettio degli uccelli.