Nostro Speciale sull’Anniversario della Vittoria del 4 novembre, nel ricordo di Salvatore Federici

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – La trasmissione Fatti e Commenti in onda questo fine settimana sugli schermi di Teleorte e già visibile su www.teleorte.it e www.newtuscia.it sarà dedicata da chi scrive e dal collega Gaetano Alaimo all’approfondimento dei significati storici e umani della ricorrenza del 4 novembre, Festa dell’Unita d’Italia e delle Forze Armate. Avremo ospite in collegamento telefonico il prof. Sante Cruciani, docente di Storia delle Relazioni Internazionali presso l’Universita della Tuscia di Viterbo, con il quale abbiamo trattato l’attualizzazione del ricordo del sacrificio di tanti giovani soldati combattenti nel Primo Conflitto Mondiale. Il  prof. Cruciani ha poi illustrato con soddisfazione un ulteriore successo dell’Ateneo viterbese con la nascita di un Centro Studi Europei e Internazionali.

Nella seconda parte della trasmissione, in  studio abbiamo intervistato il vicepresidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, sia su come nei nostri comuni sarà celebrato l’Anniversario della Vittoria ed in particolare sull’attività dell’Amministrazione provinciale di Viterbo nel campo dell’Edilizia Scolastica e della viabilità provinciale.

Mercoledì 4 novembre in tutti i nostri Comuni, davanti ai Monumenti e nelle nostre Chiese verranno ricordati i Caduti, i combattenti e reduci della Prima Guerra Mondiale, ricorrenza che nel 2018 ha celebrato i cento anni dell’anniversario della Vittoria.

Senza retorica, oggi siamo chiamati a combattere una nuova battaglia contro un virus che semina dolore e lutti in tutto il mondo, con la drammaticità di una guerra anomala, che si combatte sul filo della prevenzione, e si fonda  sul  grande valore professionale, umano e sociale del personale medico, paramedico e del volontariato presente in ogni nostro comune.

Tutti noi dobbiamo avere la consapevolezza che le radici del presente si basano sul sacrificio di tanti giovani soldati di allora che inconsapevoli dei pericoli e degli immani sacrifici a cui sono andati incontro hanno accettato di sacrificarsi per un ideale di Unità di Solidarieta di sviluppo economico sociale che attraverso i decenni ci ha portato a beneficiare di sempre migliori condizioni di vita e in particolare godendo dei Valori fondamentali delle Libertà Democratiche.

Per queste ragioni nelle festività nazionali come quella del 4 novembre dobbiamo rivalutare le pagine più eroiche, e più drammatiche,  della storia d’Italia.

Il prossimo 4 novembre dovremo ricordare ad Orte la figura di Salvatore Federici, “memoria storica”, classe 1925, per decenni presidente dell’Associanzione Combattenti e Reduci di Orte  e scomparso il 3 agosto scorso.

Dopo l’8 settembre 1943 era stato arrestato dai nazifascisti e deportato nei campi di prigionia in Germania, da dove tornò solo due anni dopo.

Iscritto  alla Sezione Associazione Nazionale Partigiani d’Italia fin dall’inizio, ha più volte partecipato, nelle scuole e altrove, a iniziative dell’Associazione, Istituzionali e di altro tipo in tutta la provincia di Viterbo.

Ricordiamo che Salvatore Federici è stato per anni presidente dell’Associazione Combattenti e Reduci di Orte e successivamente di Viterbo, a cui ha dedicato tutto il suo entusiasmo per la diffusione e salvaguardia dei valori della democrazia e la testimonianza commossa degli orrori dei Campi di prigionia nei confronti dei giovani delle scuole di ogni ordine e grado della nostra provincia.

Lo ricordiamo sempre presente con la sua divisa e il berretto di Marinaio, con quale aveva servito giovanissimo la Patria ed era andato incontro alla dolorosissima esperienza dei campi di prigionia, ad ogni Celebrazione pubblica per le ricorrenze della Repubblica: il 4 Novembre, il 25 aprile, il 2 Giugno, il 29 agosto in ricordo del Bombardamento che distrusse nel 1943 l’abitato  e la stazione ferroviaria di Orte, sempre orgoglioso di condurre la Bandiera Italiana dell’Associazione dei Combattenti e Reduci.

Personalmente, per  onorare il ricordo e la testimonianza di storia vissuta di  Salvatore Federici e la sua incrollabile fiducia nei giovani e nella democrazia, vorrei citare l’introduzione scritta che ottenni  da lui per arricchire il testo che insieme a Bruno Salvatori dedicammo nel 2018  “In ricordo dei nostri giovani Eroi” ai giovani soldati della Prima Guerra Mondiale, in occasione della celebrazione del Centenario della conclusione del Conflitto.

In quella occasione scrisse che “le Istituzioni, in particolare la Presidenza della Repubblica, le Forze Armate e di Polizia, i Comuni e le Istituzioni Scolastiche  stanno lavorano per riscoprire e diffondere nei cittadini ed in particolare tra i più giovani, inValori più profondi della nostra Storia”.

E Salvatore Federici è stato il più efficace testimone dei Valori della Costituzione Repubblicana, nata dal sacrificio di tanti uomini e donne che hanno saputo affrontare con coraggio le avversità e i drammi della guerra, per dare un futuro di benessere e democrazia alle generazioni future. 

Nel giorno del ricordo non va dimenticata l’eroica figura del capitano cappellano don pacifico Arcangeli, uno dei tre cappellani militari italiani insigniti della Medaglia d’Oro al V.M. nella Prima Guerra Mondiale, insegnante presso il Seminario di Orte, un intellettuale immolato per i suoi soldati sul Monte Grappa.

E vanno ricordate le figure di Padre Geremia Subiaco, primo parroco di Orte Scalo, anch’egli combattente e promotore di un’azione eroica di soccorso ai commilitoni sul complesso dolomitico delle Tofane e quella del Cavaliere di Vittorio Veneto Torquato Maggi, testimone dei sacrifici dei giovani.

Soldati con i suoi racconti dei giorni di guerra  ai ragazzi delle scuole locali.

Ricordiamo, infine, il testo che insieme a Bruno Salvatori, chi scrive ha dedicato a Don Pacifico Arcangeli un ampio capitolo del libro “1915-1918 1^ Guerra Mondiale. In ricordo dei nostri giovani Eroi” SED Editore Viterbo, presentato presso la sede Comunale nel novembre del 2018 per il centenario della conclusione della Grande Guerra.

Il 4 novembre 2018, celebrando i cento anni  della Vittoria della prima Guerra Mondiale, abbiamo ricordato e trascritto nel nostro libro  quei caduti – i cui nomi sono quasi sbiaditi nelle lapidi celebrative e che i ragazzi dell’Istituto Omnicomprensivo di Orte hanno restaurato – sottraendoli dall’oblìo del tempo. In particolare ci siamo soffermati con l’amico Bruno Salvatori sulle figure di giovani soldati ortani, oltre al capitano cappellano don pacifico Arcangeli, il cappellano  Padre Geremia Subiaco, il capitano Sirto Sacchetti, il capitano Ferruccio Cianchi, il Cavaliere di Vittorio Veneto Torquato Maggi, con una testimonianza diretta delle sofferenze subite e della grande gioia per la Vittoria finale.