Lavoratori in condizioni di fragilità a rischio contagio: appello dei sindacati a Conte e Speranza

NewTuscia  ROMA – Riceviamo e pubblichiamo.

Un intervento urgente e diretto a tutela dei lavoratori in condizioni di fragilità: portantini, addetti al servizio di pulizia, commessi, addetti mensa e così via, che, nei prossimi mesi, non potranno svolgere attività in modalità smart working e quindi maggiormente esposti al rischio di contagio anche per il tipo di lavoro svolto. E’ la richiesta inviata congiuntamente dai segretari nazionali dei sindacati CLAS e FIRAS (Federazione italiana responsabili e addetti alla sicurezza servizi di protezione e prevenzione), Davide Favero e Anthony Vitali, al Presidente del Consiglio Conte, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e al Ministro della Salute, Roberto Speranza.

Nella lettera viene chiesto un immediato intervento affinché si prenda atto “del buco normativo e della discriminante che si è venuta a creare in riferimento alla Legge n.126 del 13/10/2020 di conversione del Decreto Legge n.104 del 2020, tra categorie di lavoratori, ponendo immediata soluzione che vada a tutelare e salvaguardare i lavoratori e le lavoratrici in condizione di fragilità”. Si tratta dei lavoratori del settore privato che non potranno da qui al 31/12/2020 svolgere la propria attività in Smart Working, si legge nella lettera, e per i quali i due sindacati affermano che “la garanzia sanitaria e lavorativa oggi vigente, non consente ad intere categorie di lavoratori di poter beneficiare delle tutele previste, in primo luogo perché l’attività lavorativa svolta non può prevedere un lavoro agile ed inoltre perché, pur volendo, le aziende non hanno la possibilità di prevedere modifiche di mansione che consentano di lavorare in massima sicurezza. Chiediamo con massima sollecitudine che si ponga rimedio alla condizione normativa in essere, prevedendo copertura e garanzie per tutte le lavoratrici ed i lavoratori in condizione di “Fragilità”, costretti oggi a svolgere la propria attività lavorativa correndo oltremodo un alto rischio di contagio”.