“Covid-19, riaprire ospedale Sant’Anna di Ronciglione”

NewTuscia – RONCIGLIONE – Da quando è stato chiuso l’ospedale Sant’Anna di Ronciglione, per motivi “di opportunità politiche”, cittadini e autorità locali tra interpellanze parlamentari, raccolte firme e raduni di protesta non si sono mai fermati per chiederne la riapertura. Purtroppo fino ad oggi risultano voci nel deserto.

Ora, però, con l’aumento dei casi di malati da covid19, si fa ancora più impellente la richiesta di nuovi posti letto ospedalieri. L’ospedale di Ronciglione, nonostante sia stato “cannibalizzato” da altri ospedali della provincia, è ancora in ottime condizioni per cui potrebbe entrare in funzione in tempi brevi.

Accademia Kronos, tramite la sua commissione scientifica formata da insigni scienziati, oltre che far notare al Ministro Roberto Speranza la possibilità di nuovi posti letto, ha prospettato di far diventare  questa struttura ospedaliera un’eccellenza ecologica a livello internazionale. Al momento, almeno in Europa, non esistono ospedali dedicati a malati ambientali, ovvero specializzati nel curare malattie sorte a causa di ambienti inquinati, acque insalubri e inquinamento atmosferico. L’Ospedale di Ronciglione ha tutte le caratteristiche, appena terminata l’emergenza pandemia, di affrontare questo nuovo problema sanitario sempre più presente a causa dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale in genere.

Solo in Europa sono oltre 412mila l’anno le morti premature dovute a eccessivi livelli di polveri sottili pm2,5 nell’aria, senza aggiungere poi le morti da anomale e prolungate bolle di calore, da acque inquinate e da fitofarmaci dati in agricoltura.

Lo scorso anno uno studio pubblicato su The Lancet  poneva l’Italia come primo Paese a livello europeo secondo il quale si registravano per morti premature da esposizione alle polveri sottili Pm2,5 circa 80.000 unità.  Un numero impressionante, senza poi parlare di altri migliaia di individui che contraggono malattie “ambientali” che diventano in molti casi croniche.

In tutto questo alcuni anni fa, Accademia Kronos collaborò con l’Università della Tuscia alla creazione di un master di I° livello “Ambiente e Salute” che ebbe un ottimo risultato anche come partecipazione di allievi stranieri. Il master in oggetto prevedeva di analizzare patologie varie derivate da situazioni di inquinamento sia generalizzato che localizzato. Lo scopo del master era quello di formare persone capaci di individuare e di operare sulle cause delle patologie indotte dall’ inquinamento.

Grazie a quella esperienza oggi l’Università La Sapienza di Roma, Dipartimento di Chimica,  prevede di far partire con l’anno nuovo una serie di seminari capaci di formare nuovi professionisti nel settore degli interventi ambientali. Questa nuova figura è stata battezzata: Geniere della protezione ambientale e climatica.

A questo punto Accademia Kronos ha chiesto al ministro Speranza di adoperarsi per far riaprire l’ospedale di Ronciglione, che oltre a prospettare al momento nuovi posti letto per la pandemia in corso, successivamente, quando la crisi sanitaria sarà finita, potrebbe trasformarsi in un centro di eccellenza per curare patologie “ambientali e climatiche”. La gestione scientifica di questo nuovo eventuale progetto dovrebbe essere affidata, previ accordi, alla stessa Università di Viterbo, che è stata la prima in assoluto a livello nazionale ad affrontare il tema di “Ambiente e Salute” già in anni non sospetti.

Coordinatore scientifico Ennio La Malfa