Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: prevalga la collaborazione tra sindaci, prefetti e questori.

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – “In questo momento occorre responsabilità collettiva, comportamenti diffusi nel Paese, perché tutti siamo chiamati a contribuire e a sconfiggere la diffusione del virus evitando situazioni di contatto superflue. Siamo tutti chiamati a fornire il nostro contributo per superare questa situazione difficile ed evitare di ricadere nelle condizioni di marzo e aprile. Serve una prova di orgoglio e senso della misura”.

Queste le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia di consegna al Quirinale delle onorificenze di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI) conferite ‘motu proprio’ dal Capo dello Stato a un gruppo di cittadini che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza del coronavirus.

 “E’ necessario che ogni ambiente produttivo, professionale, di ogni genere eviti, come certamente avverrà, di trincerarsi nella difesa della propria nicchia di interesse, nel proprio spicchio di interesse, perché non vi sono interessi che possono essere tutelati se in primis non prevale l’interesse generale di sconfiggere la pandemia”, ha sottolineato il Presidente della Repubblica.

“Qualunque altro interesse particolare – ha aggiunto il Capo dello Stato – sarebbe travolto e scomparirebbe. Per questo siamo tutti chiamati in questo momento, la situazione ci chiama e richiede a tutti una prova di orgoglio, di senso della misura di responsabilità quella – rivolgendosi ai presenti – che voi avete messo in opera”.

Norme operative. Sindaco e Prefetto decideranno le chiusure notturne antimovida.

Sul fronte operativo dopo i contrasti con i sindaci sul nuovo Dpcm, il governo chiama in campo i prefetti che decideranno le chiusure anti-movida con i Comuni. “Col nuovo Dpcm lo Stato non abbandona i Comuni né li investe di responsabilità improprie: i primi cittadini, che sono autorità sanitarie locali, saranno ovviamente supportati in tutto dai Prefetti, negli appositi Comitati provinciali di ordine pubblico.

Ed è proprio con il Prefetto e nel Comitato Provinciale che si potranno valutare casi particolarmente delicati in cui risultasse necessario, opportuno e possibile chiudere al pubblico strade o piazze”.

Lo ha detto il Sottosegretario all’Interno con delega agli Enti Locali, Achille Variati sottolineando che “laddove si rivelassero condizioni di urgenza, nell’arco di 24 ore si può far anche l’ordinanza di chiusura, ma è chiaro che non vanno tralasciati una serie di passaggi, non ultimo quello che, quando un provvedimento riguarda un’esercizio, va notificato”.

Decaro, chiarimento su coprifuoco con premier Conte – “Al di là delle polemiche con il Governo, oggi poi c’è stato un chiarimento con il presidente del Consiglio dei ministri e con il ministro dell’Interno”. Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, con riferimento alla norma sul coprifuoco che coinvolge i sindaci.

“Noi sindaci – ha ribadito Decaro – siamo stati tenuti all’oscuro di una norma che impattava direttamente sulla responsabilità dei sindaci. È stato uno sgarbo istituzionale, sembrava un modo per scaricare sui sindaci la responsabilità” delle chiusure.

Non chiedete ai sindaci i controlli perché, come ha confermato il presidente del Consiglio Conte, i controlli li fanno il prefetto e il questore”.

Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, spiegando i contenuti del nuovo Dpcm con le regole anti-Covid relative alla possibilità di disporre il coprifuoco in alcune zone della città.

 “Il decreto – spiega Decaro – prevede che i sindaci possano individuare aree da chiudere, dove non si può sostare e si può solo transitare per raggiungere un locale o la propria abitazione, ma il controllo su quelle aree non lo fanno i sindaci, perché non hanno competenza sull’ordine pubblico, che spetta invece a prefetto e questore attraverso le forze dell’ordine”.

Ad esempio proprio a Bari il sindaco Antonio Decaro, in accordo con Asl e comitato provinciale per l’ordine pubblico, ha già firmato una ordinanza di chiusura di alcune zone della città dove c’è il rischio di assembramenti, come disposto dall’ultimo Dpcm sulla norme anti-Covid.