SLM fast Confsal: “Nel servizio pubblico di trasporto si poteva e si doveva fare di più”

NewTuscia – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo.

E’ giusto non creare allarmismi, è doveroso continuare a prestare servizio, per dare continuità alla vita delle città, che contano sulla libera mobilità dei cittadini, ma è altrettanto doveroso, anzi un obbligo garantire la sicurezza, degli stessi cittadini e di tutti gli operatori.

Il comitato di sicurezza ha avuto 6 mesi di tempo, eppure non è riuscito a programmare nulla che abbia dato credibilità alle decisioni intraprese, parlare dell’80% di capienza nei mezzi pubblici, siano essi tram, bus, treni, scuolabus, e nello stesso tempo dire obbligo del distanziamento di almeno un metro, fa capire l’assurdità delle decisioni, una task Force scollegata dalla realtà.

Potenziare il servizio, questo si doveva finanziare, utilizzare le risorse per aumentare i controlli ai capolinea, alle fermate, con verificatori ed altri addetti per distanziare gli utenti, programmare, prevedere, trovare soluzioni questo il dovere dei tecnici e commissari, lautamente pagati.

Pensare ad una legge che consenta chi percepisce la cassa integrazione (pagandola regolarmente ed al 100%), di dare aiuto al servizio pubblico dedicando due ore alla città in mansioni civiche.

Come SLM Fast Confsal Lazio, abbiamo suggerito, abbiamo inviato documenti, abbiamo dato soluzioni, inascoltati.

Continueremo a lavorare per il bene comune ed a tutela dei lavoratori.

Così in una nota il segretario Regionale del Lazio SLM fast Confsal RENZO COPPINI.