Attilio Fontana (Lega): “Giornalismo di inchiesta va bene ma che si fondi sulla verità”

NewTuscia – MILANO – Il giornalismo di inchiesta è sinonimo di libertà di espressione a condizione che si fondi su verità e non ceda a sterili mistificazioni o peggio a teorie complottiste.

Per l’ennesima volta, in concomitanza con l’aggravarsi della crisi pandemica in Lombardia, mi sono ritrovato destinatario di incredibili accuse e autonome ricostruzioni con lo scopo di creare imbarazzo nel partito che rappresento, nella mia famiglia, nella mia persona.

Sessanta interminabili minuti di trasmissione sulla terza rete di Stato in cui nell’ordine viene visto un mio gesto di generosità, compiuto con la leggerezza di chi non ha nulla da nascondere per mantenere in equilibrio i rapporti familiari, come escamotage per coprire una operazione di favoritismo andata male; si esamina al microscopio la carriera di mia figlia al fine di attaccare 800,00 euro di parcella, senza tener conto che gli elenchi dei legali accreditati presso un Ente soggiacciono a principi di trasparenza, controllo e turnazione  che sono stati sempre osservati.

Una valutazione del patrimonio ereditato oltre ad una vecchia vicenda descritta in chiave complottistica e degna dei peggiori film di spionaggio afferente il Comune di Varese e comunque già favorevolmente giudicata dalla magistratura e per di più infarcita da Report con palesi menzogne.

Infine l’apoteosi della malvagità, il vile tentativo di coinvolgere il mio nome alla ndrangheta e tangenti parlando di mappa del potere in Lombardia. Una insinuazione gravissima gratuita e di inaudita scorrettezza.

Una brutta pagina di televisione, una brutta pagina di ricostruzioni artefatte, l’ennesimo vile attacco ad una Giunta solida impegnata oggi più che mai a fronteggiare una pandemia letale.

Se questo è tutto, torno al lavoro più motivato di prima e più ricco della solidarietà che mi è giunta in queste ore.

Attilio Fontana

Attilio Fontana

Governatore Regione Lombardia