Intervista ad Antonella Litta di Medici per l’Ambiente sui rischi della pandemia nella Tuscia

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Nell’ intervista televisiva concessaci dalla  dott.ssa Antonella Litta, referente dell’Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE) per la provincia di Viterbo e responsabile nazionale della stessa per il settore delle acque e dell’inquinamento aereo, abbiamo approfondito la situazione socio sanitaria della Tuscia, in questo periodo delicato della ripresa dell’epidemia, oltre  ai rischi ambientali e sanitari del territorio, analizzando le pratiche, le sostanze e gli atteggiamenti che inquinano l’aria, l’acqua ed il cibo e fanno perdere le caratteristiche preziose delle biodiversità dei nostri territori.

Nell’intervista condotta da chi scrive e dal collega Gaetano Alaimo visibile  sugli schermi di Teleorte e su www.teleorte.it e www.newtuscia.it, la   dott.ssa Litta in particolare ha proposto, in linea con le proposte di Medici per l’Ambiente, un reale  potenziamento della medicina del territorio, con l’allestimento, in collaborazione tra i comuni, la ASL ed i medici di famiglia, dei locali autonomi o delle tende per il controllo preventivo sulla popolazione e sulla vaccinazione antinfluenzale, per prevenire la diffusione autunnale e invernale del Coronavirus, come avvenuto a Nepi, con l’utilizzo di strutture isolate messe a disposizione dai Centri Anziani comunali.

Sarebbe opportuno che almeno in ogni distretto della nostra ASL si predispongano un locale o in alternativa una tenda attrezzata, anche in collaborazione con la Croce Rossa italiana e la Protezione civile, ove effettuare un primo triage

e una prima visita a tutte le persone che  nel territorio distrettuale dovessero presentare una sintomatologia che può rimandare ad una  possibile infezione da SARS-Cov2 .

A proposito dell’inquinamento del Lago di Vico Antonella Litta ha avuto modo di ribadire  la necessità di un rapido abbandono dell’agricoltura intensiva e chimica in favore di una agricoltura più sana, naturale, ecologica, rispettosa cioè della composizione e della vitalità dei suoli, della biodiversità e non asservita alle monocolture, che non inquini l’aria, l’acqua e quindi il cibo; un’agricoltura che sappia riappropriarsi delle conoscenze e dei saperi acquisiti nel corso dei millenni di storia umana, ricominciando a produrre rispettando i naturali cicli della terra e insieme la dignità del lavoro, tutelando così l’ambiente e la salute di tutti a cominciare proprio da quella degli agricoltori e delle loro famiglie.

A tale scopo si sta  costituendo un comitato di coordinamento denominato “Addio pesticidi”, al fine di tutelare il suolo e produzioni tipiche, oltre che le acque dall’inquinamento chimico.

Ci si augura un fattivo impegno collaborativo di amministratori pubblici, produttori e cittadini per  preservare la salute pubblica e l’integrità dei luoghi in cui viviamo, per qualificare la vita nel presente e soprattutto per le generazioni future.

Le conclusioni e le raccomandazioni suggerite dai Medici per l’ambiente per la salvaguardia della salute dei cittadini richiamano le parole di  Papa Francesco nella sua Enciclica Fratelli tutti: “un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica e la scienza, mettendole  al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale”.