Doppio appuntamento per le 36e Giornate d’Autunno del FAI

Tuscania nel programma su www.giornatefai.it

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – L’edizione 2020 delle Giornate d’Autunno e’  dedicata alla fondatrice dei FAI Fondo per l’Ambiente Italiano, Giulia Maria Crespi, scomparsa lo scorso luglio, e accompagnata dalla grande campagna di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”.

Quest’anno l’appuntamento con l’Italia più bella si fa in 4! Per permettere a tutti di visitare in sicurezza 700 luoghi straordinari del nostro Paese, le Giornate FAI d’Autunno raddoppiano gli appuntamenti su due weekend: 17 e 18 e 24 e 25 ottobre.Un’occasione da non perdere per tornare a scoprire luoghi ancora poco conosciuti del nostro Paese e sostenere la missione del FAI. Per garantire un sereno svolgimento delle giornate di manifestazione, dal 6 ottobre grazie a una donazione di 3€ sarà possibile prenotare la propria visita sul sito www.giornatefai.it. La prenotazione, seppur fortemente consigliata, non è obbligatoria.

Oppure puoi scegliere di iscriverti al FAI prima dell’evento e garantirti l’accesso alle aperture riservate agli iscritti FAI. Sarà comunque possibile iscriversi al FAI anche in piazza durante i weekend dell’evento.

Mille aperture straordinarie in 400 città di tutta Italia. E per la prima volta in 36 edizioni, due weekend di visite e scoperte: un  doppio appuntamento per andare alla scoperta di palazzi, castelli, giardini, conventi, borghi e tanti tesori italiani solitamente chiusi, o poco valorizzati, e ora svelati grazie ai volontari dei Gruppi FAI Giovani.

Che anche quest’anno accompagneranno i visitatori in giro per il Paese, tra percorsi guidati nei Beni aperti, passeggiate nella natura, eventi e incontri pensati ad hoc per le quattro giornate (organizzate nel pieno rispetto delle norme sanitarie).

Giornate Fai d’Autunno 2020: cosa visitare

Il tempietto del Bramante, capolavoro assoluto del Rinascimento, nascosto nel convento di San Pietro in Montorio, a Roma. Il teatro Kursaal, tra i palazzi Liberty più belli di Bari, con visita in anteprima al cantiere di restauro. Il monastero di San Nicola di Tolentino a Napoli, con 5 mila metri quadrati di giardino. E poi i saloni affrescati del Castello del Valentino, a Torino e quelli di Palazzo Davìa Bargellini, gioiello barocco di Bologna.

Ma anche luoghi inaspettati come la Centrale termica della stazione di Santa Maria Novella, a Firenze, lo spugnificio più antico d’Europa, gli armadi che conservano i costumi del Corteo storico di Orvieto. E ancora siti di archeologia industriale, come gli ex Frigoriferi di Milano, borghi tra i più belli d’Italia, come Palazzolo Acreide con i suoi “Santoni” in Sicilia.

La mappa delle Giornate FAI d’Autunno 2020 è immensa: scopri nelle foto che seguono 20 luoghi da non perdere, uno per regione. Solitamente chiusi, sono visitabili solo in quest’occasione.

Giornate FAI dAutunno 2020: la campagna Ricordiamoci di salvare lItalia”

Un’edizione speciale quella del 2020, dedicata alla fondatrice dei FAI, Giulia Maria Crespi, scomparsa lo scorso luglio, e accompagnata dalla grande campagna di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”.

Un appello a contribuire alla conservazione e valorizzazione del “bello che li circonda”, e a sostenere la Fondazione, colpita dal lockdown e dalle restrizioni per l’emergenza sanitaria.

È dal 1975 che il FAI si occupa del recupero e della riapertura di luoghi speciali: oggi cura e gestisce 66 Beni. Dall’insediamento dell’età del Bronzo scoperto all’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, in Puglia, a Villa Panza a Varese, di cui nel 2020 si festeggia il ventennale dell’inaugurazione.

Come partecipare alle Giornate FAI d’Autunno e aderire alla raccolta fondi

I visitatori delle Giornate FAI d’Autunno possono contribuire con una donazione libera (minimo 3 € ), oppure iscriversi al FAI, online o nelle piazze d’Italia durante l’evento. Per gli iscritti sono in programma visite esclusive e accessi riservati.

Gli ingressi ai luoghi aperti sono limitati per garantire il rispetto delle misure anti-Covid. La prenotazione non è obbligatoria ma è consigliata: la donazione di 3 euro consente di prenotare la visita online. Tutte le informazioni, prenotazioni e l’elenco completo delle aperture, diverse nei due weekend, sul sito giornatefai.it.

Foto comune di Tuscania

Cosa sono le Giornate FAI

Sono la più amata e seguita manifestazione dedicata alla scoperta del patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Un weekend di festa che ricorre 2 volte all’anno – in primavera e in autunno – durante il quale aprono al pubblico migliaia di beni, gran parte dei quali chiusi tutto il resto dell’anno. È proprio per far conoscere agli italiani le “bellezze segrete” del Paese che le Giornate FAI sono state istituite dal Fondo Ambiente Italiano nel 1993.

Anno dopo anno, migliaia di gioielli nascosti o poco noti, tra castelli, ville, aree industriali dismesse, parchi e giardini, sono stati svelati in tutta Italia. Grazie ad aperture straordinarie e percorsi organizzati ad hoc, e grazie a un esercito di volontari che ogni edizione ha il compito di guidare il pubblico alla scoperta dei beni.

La mappa dei luoghi visitabili ogni anno cambia, ma è sempre ricca di centinaia di proposte. In 36 edizioni, le Giornate FAI hanno portato alla scoperta del bello 13 milioni di italiani.

APERTURA A CURA DI

Delegazione FAI di Viterbo

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

Tuscania è una città d’arte del territorio viterbese con una lunga storia, dagli Etruschi ai giorni nostri, che l’ha vista sempre in veste di protagonista.

Il borgo medievale è stato ricostruito e ristrutturato dopo un terribile terremoto, avvenuto nel 1971, e negli anni è stato scelto da artisti ed intellettuali provenienti da varie parti del mondo che qui hanno trovato il luogo ideale per allestire i propri ateliers, dove esprimono al meglio la loro vena artistica. Tra gli artisti contemporanei che hanno scelto Tuscania ricordiamo: Giuseppe Cesetti, Antonio Fraddosio, Alessandro Kokocinski, Bonaria Manca, Alessandro Sicioldr Bianchi,Aleksandar Stamenov. Numerosi gli artisti che hanno aperto delle mostre permanenti tra cui Gino Bernardini, Giovanni Tommasi Ferroni

VISITE A CURA DI

Apprendisti Ciceroni IISS “Vincenzo Cardarelli”; Volontari FAI

VISITE IN LINGUA STRANIERA

Inglese

Delegazione FAI di Viterbo TUSCANIA CITTÀ DI ARTISTI Tuscania (VT) Tuscania è una città d’arte del territorio viterbese con una lunga storia, dagli Etruschi ai giorni nostri, che l’ha sempre vista in veste di protagonista. Il borgo medievale è stato ricostruito e ristrutturato dopo il terribile terremoto del 1971, e negli anni è stato scelto da artisti ed intellettuali provenienti da tutto il mondo, che hanno trovato a Tuscania il luogo ideale dove stabilire la propria residenza ed allestire i propri ateliers.

Tra gli artisti contemporanei che hanno scelto la città si possono citare Gianni Asdrubali, Giuseppe Cesetti, Antonio Fraddosio, Alessandro Kokocinski, Bonaria Manca, Alessandro Sicioldr Bianchi. Numerosi gli artisti che hanno aperto delle mostre permanenti tra cui Gino Bernardini, Giovanni Tommasi Ferroni e il giovane Aleksandar Stamenov.

Breve biografia degli artisti:

– Gianni Asdrubali (Tuscania 1955), dal 1979 ha incentrato la sua ricerca sull’idea di vuoto come nucleo originario del suo lavoro e nell’immagine di uno spazio frontale a-dimensionale. Prende parte al movimento Astrazione Povera. Ha esposto in mostre nazionali ed internazionali.

– Giuseppe Cesetti (Tuscania 1902 – 1990) ha vissuto e lavorato in Italia e a Parigi, nel 1934 partecipò alla Biennale di Venezia. Insegnò all’Accademia di Venezia e Roma. Noto per dipingere paesaggi della campagna francese, della Maremma e cavalli. – Antonio Bernardino Fraddosio (Barletta 1951), svolge a lungo l’attività di architetto e scenografo, ma da oltre venti anni si è dedicato esclusivamente alla scultura e alla pittura nel suo studio di Tuscania. Nel 2011 ha partecipato alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia – Padiglione Italia con l’opera “ La bandiera nera nella gabbia sospesa”.

– Alessandro Kokocinski (1941 – 2017), ha vissuto una vita avventurosa tra l’Europa e l’America Latina, avendo come amici i più grandi intellettuali della seconda metà del ‘900. La vita e l’arte esprimono la sua irrequietezza, in lui si ravvisa sempre un’urgenza ad esprimere ciò che ha da dire sull’umanità, sperimentando continuamente nuove tecniche e materiali. Nell’ultimo periodo della sua vita a Tuscania, crea una fucina di personaggi spesso monumentali che rappresentano un’umanità trasfigurata che abita un mondo inquieto con il quale l’artista non sarà mai in pace.

– Bonaria Manca (Orune 1925), si trasferisce a Tuscania dal 1956, dedicandosi all’attività della pastorizia. Inizia a dipingere, oltre che ricamare e tessere, “[…] sorretta da uno straordinario spontaneismo multiforme” (Vittorio Sgarbi). La sua vena artistica si esprime anche attraverso il canto e la poesia estemporanei. – Alessandro Sicioldr Bianchi (Tuscania 1990) dipinge visioni inconsce utilizzando sia tecniche tradizionali che contemporanee. Espone in Italia e all’estero.

– Gino Bernardini (Tuscania 1966), è un autodidatta. Nelle opere riprende i colori e i luoghi della terra e della Maremma. Definisce la sua arte una “Vibrazione”, fatta di secche e decise “pennellate” che evidenziano l’essenza della natura. – Aleksandar Stamenov (Karlovo 1991), in giovanissima età si trasferisce con la famiglia in Italia, a Tuscania. La passione per il disegno cresce insieme a lui diventando la sua essenza di vita. Dopo il Liceo Artistico e il Corso di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Viterbo, frequenta il corso di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Roma. – Giovanni Tommasi Ferroni (Roma 1967) è un pittore figurativo la cui arte è caratterizzata da una sferzante ironia, dove il mito classico diventa strumento per la messa in scena di grottesche parodie della civiltà contemporanea. Nel 2011 è presente alla 54 Biennale di Venezia. Espone in Italia e nel mondo.

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