Le regioni italiane chiedono il riconoscimento del ruolo politico nell’elaborazione della programma zio e del Recovery Plan

Stefano Stefanini

NewTuscia – Sul Recovery plan nell’audizione al Senato sul  Piano nazionale di ripresa e resilienza, chiesto il riconoscimento del ruolo politico alle Regioni.

Si è tenuta recentemente  un’audizione parlamentare  – di fronte Commissioni riunite 5° e 14° del Senato –  di Donatella Tesei, Presidente della Regione Umbria e coordinatrice della Commissione Affari europei della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulle linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza .

Nel corso del suo intervento la Presidente della Regione Umbria ha sottolineato un punto di  partenza imprescindibile: la necessità di definire un ruolo politico per le Regioni nella elaborazione del Piano, da cui discenderebbero anche le modalità operative su cui impostare il confronto con il Governo e le tempistiche del percorso”. Occorre del resto, ha detto, tener conto della dimensione territoriale, in quanto anche rispetto a  progetti nazionali” bisogna comunque considerare linevitabile ricaduta nei diversi territori”.  

C’è – ha sottolineato Tesei nel suo intervento – lopportunità di unazione complessiva di riforme e investimenti, affrontando come priorità il problema della rimozione dei gap infrastrutturali e sociali, destinando adeguate risorse allo sviluppo del Mezzogiorno, delle aree interne e dellinsularità”.  

Ecco perché “la Conferenza delle Regioni ha proposto di considerare le Regioni e le Province autonome, come soggetto catalizzatore per realizzare sul territorio gli investimenti nell’ambito delle priorità condivise fra i livelli istituzionali, una specie di hub programmatorio degli investimenti nell’ambito delle priorità definite a livello nazionale”.

Ma c’è ancora unimpostazione centralistica piuttosto evidente da parte del Governo” rispetto a temi che dovrebbero esser al centro del confronto Stato-Regioni Ne ricordo solo alcuni: la necessità di fare presto, varando progetti credibili e cantierabili; il ruolo dei diversi livelli istituzionali, anche tenendo conto – come ho già sottolineato – delle possibili” sovrapposizioni tra progetti del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza PNRR e della Programmazione 2021-2027; il coinvolgimento reale e fattivo delle autonomie territoriali, le Regioni in primis”. 

“Non si tratta – ha spiegato ancora Tesei – di rivendicare in modo corporativo un ruolo per le Autonomie locali, e neppure di “chiedere” una “fetta” di risorse da distribuire nei territori, ma di pensare al bene del Paese e alla grande opportunità da cogliere con l’intero “pacchetto” europeo che si renderà disponibile nei prossimi anni.

LItalia, e le sue Regioni e le sue autonomie locali, si salva tutta assieme o tutta assieme è destinata al declino”.  

Per questi motivi –  ha dichiarato la Presidente dell’Umbria – “la Conferenza delle Regioni ha chiesto un confronto anche con il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte”. Lo spirito di leale collaborazione che deve improntare il confronto istituzionale, su questa partita strategica, non può che concretizzarsi in un confronto sui contenuti e sulla cantierabilità degli interventi”, è questo il senso che abbiamo voluto trasmettere allesecutivo nelle recenti interlocuzioni con il ministro  Vincenzo Amendola .

“Spendere bene queste risorse del Recovery Fund significa dare risposte alla nostra gente. Principi quali la transizione digitale e la transizione verso un green deal europeo, pensati prima della attuale situazione, dovranno trovare un fondamento più radicato e una accelerazione più spinta, necessaria per uscire velocemente dalla crisi. In conclusione, di fronte a questa opportunità, nei prossimi mesi l’Italia e le sue Regioni dovranno essere all’altezza e saper utilizzare tali fondi, anche attraverso mutamenti radicali di gestione delle risorse. La sfida che ci attende è molto alta e ne risentirà la credibilità dell’intera Europa, quella del nostro Stato e delle nostre regioni.

Le Regioni sono chiamate ad uno sforzo importante per superare il guado, e sono pronte a farlo, e il loro coinvolgimento sarà fondamentale. Dalla gestione dei sistemi sanitari, al tema dei trasporti, passando per una buona programmazione ed una efficace attuazione delle politiche regionali finanziate con i fondi europei, con unattenzione particolare al tema delle politiche integrate territoriali di sviluppo ed alla coesione sociale e territoriale, si gioca – ha concluso la coordinatrice della Commissione Affari europei della Conferenza delle Regioni –  la sfida per attraversare questo momento difficile, e far ripartire il Paese”.