Analisi tattica Turris-Viterbese : zero idee, zero gioco, ma stavolta manca anche la grinta

NewTuscia – Viterbo – Consueto appuntamento con l’analisi del giorno dopo : Turris-Viterbese 2-1

Tracollo totale.
Se con l’Avellino si erano manifestati i primi dubbi, riguardo la qualità del gioco espresso dagli uomini di Maurizi (rispetto alla trasferta di Terni), la partita di ieri li ha completamente eliminati. Si, ma in senso negativo.
Sulla qualità infatti, di dubbi non ce ne sono più, basta un dato per spiegare tale assenza : 3 tiri in porta in 3 partite. Quattro, considerando il gol di Baschirotto, unica gioia in queste tre apparizioni, arrivata peraltro sugli sviluppi di palla inattiva.

Ma torniamo a ieri.
Dopo un primo tempo sufficiente, la Viterbese della ripresa non è neanche scesa in campo. Preso il gol di Franco, la squadra si è sfilacciata nei reparti, allungandosi e portando la Turris a sfiorare in varie occasioni la rete del 3-1.
La partita vista al Rocchi contro gli irpini, aveva fatto alzare un dubbio : perche non mettere le due punte ? Beh, in un certo senso il match di ieri ha dato una spiegazione logica.
Di punte centrali ne puoi avere anche 4, ma se mal assistite da un centrocampo anonimo, possono essere addirittura dannose, perche allungano la squadra.
Ciò vuol dire concedere occasioni da gol a ripetizione per gli avversari, proprio come accaduto ieri.
Peccato, perche nelle tre partite ufficiali disputate, la linea difensiva composta da Markic (o Bianchi), Baschirotto e Mbende si è sempre comportata egregiamente. Anche ieri, anzi soprattutto ieri.
L’espulsione di Baschirotto (molto ingenua poiche l’attaccante di riferimento stava scivolando verso l’esterno) è stata frutto dell’ennesima ripartenza subita, figlia di una mancanza di palleggio evidente che ha portato le due punte a isolarsi, mal rifornite dai centrocampisti e mal supportate anche dagli esterni, troppo piatti e bassi.

Dicevamo, punte mal rifornite si, ma anche poco “sveglie”. Un giocatore con il fisico di Rossi, avrebbe dovuto rendersi utile nel fare sponde e prendersi falli al fine di far salire la squadra. Niente di tutto ciò. Abbandonato a se stesso, come il suo compagno di reparto Tounkara, autore anche ieri di falli al limite del cartellino giallo.
Ma veniamo alla nota più dolente, il centrocampo. Se nelle due partite contro Avellino e Turris, si è visto un buon Salandria (quantomeno in fase di interdizione), ciò non si può dire di Bensaja e Sibilia.
Il primo è stato totalmente assente sotto il profilo del temperamento, il secondo è stato addirittura dannoso : zero idee, zero gioco e mille palloni persi. Peccato che il suo ruolo di regista non glielo consenta affatto.
C’è però una flebile speranza. Risponde ai nomi di Simone Palermo e Andrea De Falco.
Se “Ciccio” Salandria sembra l’uomo perfetto per il pressing chiesto da Maurizi (a proposito, ieri non si è visto affatto), il gioco e la qualità non possono che passare dai piedi di questi due ragazzi, desiderosi di tornare (Palermo è ancora out) dopo essere stati colpiti dal Covid 19.