Sergio Saggini, nuovo presidente di Unindustria Viterbo: “Investire per il lavoro e lo sviluppo”

NewTuscia – VITERBO – Sergio Saggini, nuovo presidente di Unindustria Viterbo in una conferenza questa mattina presso l’auditorium della sede di Valle Faul. Insieme a lui Stefania Palamides, presidente uscente.

“La prima infrastruttura importante che mi vene in mente è la Orte – Civitavecchia e speriamo di vederla almeno in cantiere, dato che una delle priorità da decenni. Poi il collegamento viario con Roma, una rete importantissima la Cassia, perchè non dimentichiamo che se la Orte Civitavecchia ci da lo sbocco sul mare per il turismo di crociera e il trasporto delle merci ma il collegamento con Roma rimane la base dello sviluppo del nostro territorio.

Per fare in modo che le persone possano vivere a Viterbo e lavorare nella capitale è essenziale lo snodo ferroviario, così come le infrastrutture immateriali, a banda larga, che si chiami fibra o 5G, è un punto fondamentale del comparto industriale; nelle singole abitazioni siamo arrivati alla fibra mista con rame a 200 megabyte, mentre nelle industrie siamo ancora indietro con una banda che non arriva neppure a questa soglia.

Le opportunità con i Recovery Fund, investimenti infrastrutturali fermi in Italia da decenni, è di spendere cifre che non avremmo mai immaginato, pari a 10/15 finanziarie e abbiamo la possibilità di verificare che i soldi siano investiti bene. Si parla tanto poi di dover ripagare quello che spenderemo ma se, come speriamo, il governo accoglierà anche solo una parte delle richieste e gli investimento saranno fatti per generare sviluppo portando ad una crescita occupazionale, i debiti si ripagheranno. Se investiamo invece questi soldi per la criticità immediata, continuando con l’assistenza senza portare allo sviluppo è chiaro che sarebbe improduttivo.

Investire per il lavoro e lo sviluppo, dunque, il lavoro si genera favorendo le imprese. L’obbiettivo non è solo quello di aiutare chi è in un momento di difficoltà, che è una misura equa, ma fare in modo che nessuno debba aver bisogno di essere aiutato. C’è stato un calo occupazionale nei primi mesi dell’emergenza Covid, ma sappiamo che il peggio deve ancora venire perché c’è un blocco dei licenziamenti ed è fondamentale che gli investimenti vadano a creare la spinta per le assunzioni e far decollare di nuovo l’economia. Le condizioni ci sono. Gli imprenditori sono persone che non si fermano come ha dimostrato il Pil del dopo lockdown, tranne purtroppo alcuni settori che sono ancora bersagliati. E’ chiaro che buona parte della ripresa avvenuta dal 2015 è andata persa”.