Qualificazione urbana. Il comune di Orte propone per il Recovery Plan il Ponte sul fiume Tevere

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Fin dalla campagna elettorale del 2016 – ed anche precedentemente in più’ occasioni – l’opera  pubblica infrastrutturale che le forze politiche locali e sul nostro giornale ritenevamo  più urgente per la qualità della vita della città di Orte – insieme all’ultimazione del Centro Salute Residenza Sanitaria Assistita di Petignano Borgo San Lorenzo per cui la regione Lazio e’ intervenuta con un cospicuo finanziamento – è la variante stradale di collegamento tra il parcheggio di Molegnano Stazione FF.SS. e l’area interportuale e autostradale.

In questo senso, nell’ottica delle opere infrastrutturali finanziabili dal Recovery Plan  il  sindaco Angelo Giuliani si attiva e  scrive a Governo, Camera e Regione: “Una nuova infrastruttura a beneficio di tutto il Centro Italia”. Il collegamento tra stazione ferroviaria, Autostrada e Superstrada dei Due Mari sul tavolo dei progetti per l’utilizzo dei fondi europei.

Leggiamo nella missiva di presentazione del progetto da parte del sindaco Giuliani: “ Una nuova arteria che colleghi gli snodi della Città di Orte con tutto il Centro Italia. O più precisamente, per dirla con il Sindaco Angelo Giuliani, “Un progetto di ampio respiro che, cogliendo l’occasione fondamentale del recovery plan e dell’Alta Velocità, restituisca a Orte il ruolo fondamentale di centro strategico nazionale per la mobilità e la logistica”.

Lunedi 6 ottobre l’Amministrazione comunale di Orte è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Lazio, al quale ha fatto pervenire una ipotesi progettuale, inviata anche al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.

Il progetto prevede la realizzazione di una nuova arteria viaria, da sottoporre in sede di piano nazionale per l’utilizzo dei fondi del recovery plan. Il Sindaco Giuliani, accompagnato dal consigliere delegato al bilancio Enrico Delle Macchie, ha sottoposto all’amministrazione regionale gli elementi fondamentali del progetto, che unitamente alle altre proposte pervenute dovrà essere valutato dal governo nazionale ai fini dell’inserimento nel piano entro Aprile 2021.

“Si tratta di una rete infrastrutturale complessa, che si propone di unire tra loro gli snodi ferroviari e autostradale, che caratterizzano la viabilità della Città di Orte e attraggono ogni giorno decine di migliaia di persone. La prospettiva è chiaramente strategica per il Paese, coinvolgendo l’utenza dell’Umbria, del Reatino e del Viterbese, ma anche il traffico veicolare da e per la Capitale, oltre al bacino di utenza, di forte crescita potenziale, proveniente dalla direttrice di Civitavecchia, fondamentale polo turistico con la Superstrada con la superstrada in via di ultimazione. L’inserimento di tale opera – continua Giuliani – nel pacchetto di misure del recovery plan costituirebbe la naturale conseguenza della realizzazione della fermata del Treno Alta Velocità presso la stazione di Orte, con impegno in tal senso ribadito anche nell’incontro odierno dal Capo di Gabinetto, che ringraziamo per averci prontamente ricevuto, anche nella perdurante emergenza sanitaria”.

Un obiettivo, rilevante per tutto il Centro Italia, da perseguire in ogni forma e sede possibile. “E’ un’opera di importanza strategica a prescindere dal colore dell’amministrazione – conclude il Sindaco – A tal fine, in vista dei prossimi incontri in programma con la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati e, auspichiamo, con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, rivolgo un appello a tutte le forze politiche operanti sul territorio affinchè vogliano condividere l’iniziativa, ciascuno con i propri mezzi, per consentire a tutta la Comunità di poter contare su un’opera infrastrutturale che migliorerà sensibilmente le condizioni di vita”.

Un nostro commento all’iniziativa del Comune di Orte per il Ponte sul Tevere.

L’ attuazione del programma da parte della maggioranza sulle cose da fare si basi su una realistica programmazione con risorse economiche da reperire in ambito regionale, governativo ed europeo, oltre che tramite una gestione attenta della struttura comunale e, se necessario con consulenti “concludenti” in merito al reperimento di fonti di finanziamento certi e di rapida acquisizione, per opere pubbliche strategiche e servizi sociali, scolastici, di verde, arredo urbano e di pratica sportiva di accettabile livello.

A partire dalle prime battute della campagna elettorale comunale avevamo auspicato per la nuova amministrazione ed il nuovo consiglio comunale la creazione di un vero laboratorio responsabile ed esigente che si fosse riconosciuto nei criteri e valori ispiratori di onestà e competenza, di lotta agli interessi di parte, di leale formazione di maggioranze omogenee su poche cose da fare, con risorse certe su cui sensibilizzare la regione Lazio con risorse europee e, se necessario, il Governo centrale e su cui avviare efficaci iter di reperimento di fondi in sede di programmazione europea.

In particolare per la variante stradale di collegamento tra il parcheggio di Molegnano FF.SS. e linnesto con la superstrada Orte-Viterbo, lInterporto e la stazione autostradale – opera prevista già nel Piano Regolatore degli anni Settanta del Novecento –  fondamentale per la viabilità e la conseguente qualità della vita non soltanto dello Scalo ferroviario, ma di tutto il sistema viario della città, con ricadute sulla viabilità provinciale, interregionale e nazionale – avevamo auspicato unintesa ampia tra le forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale, come testimonianza di compattezza e di necessario valore di irrimandabilità dellintervento nei confronti degli organi regionali e governativi centrali, a cui richiedere fondatamente i necessari finanziamenti.

Peraltro da decenni – posso testimoniarlo per il periodo di assessorato alla Cultura e all’Istruzione negli anni ’90, vissuti insieme all’attuale sindaco Giuliani, allora assessore all’Urbanistica – si auspicava un necessario coinvolgimento organizzativo di consultation e compartecipazione, della provincia,  come organismo sovraordinato di coordinamento e di sinergia tra i comuni del territorio, nella realizzazione di opere in qualche modo “complementari” e di collegamento, di interscambio con il servizio ferroviario e stradale, per cui le infrastrutture e la popolazione di Orte incontrano pesanti oneri e gravami in termini di intensificazione di traffico, di inquinamento e di negativa incidenza sulla qualità della vita.

Servitù e oneri che, su opportuna sollecitazione della Giunta e dellintero Consiglio Comunale di Orte, dovrebbero incontrare unauspicabile compartecipazione da parte dei comuni di provenienza delle migliaia di viaggiatori che quotidianamente – anche da Viterbo e dalle cittadine dellUmbria – si servono delle infrastrutture ferroviarie, stradali e di parcheggio di Orte

Eravamo e siamo del parere, che, nel rispetto dei tempi tecnici di approntamento degli iter delle pratiche amministrative, vadano fortemente perseguite le opportunità di investimento pubblico su opere, manutenzioni ordinarie e straordinarie su strade ed edifici pubblici che incidono sulla Qualità della vita dei cittadini – la variante stradale dal parcheggio  di interscambio a servizio della stazione ferroviaria all’Area interportuale e autostradale non è più rimandabile e lo ribadiamo, dovrebbe essere perseguita con una vigorosa strategia condivisa da tutto il territorio – nel rispetto dei ruoli – da tutti i gruppi presenti a Palazzo Nuzzi, con l’apertura di cantieri che generano occupazione imprenditoriali e di lavoro sul territorio, aree verdi e decoro urbano, opportunità di spazi di maggiore aggregazione sul territorio, con un agevolato sviluppo dell’area artigianale-piccolo industriale e con l’ avvio di opere  manutentive  che mirino a risollevare la qualità della vita, scesa in picchiata in questi ultimi tempi.

Ricordo che, da quanto a noi noto, da anni la variante stradale che dovrebbe oltrepassare il fiume Tevere e collegare lo Scalo alla località Caldare – con l’Area Interportuale e autostradale era stata inserita tra le opere complementari dell’Interporto Centro Italia, oltre ad essere opportunamente servita – nelle previsioni progettuali – anche da una pista ciclo-pedonabile, che costituirebbe il naturale prolungamento a beneficio della popolazione della pista già in parte realizzata nei pressi del Tevere.