Graforubrica. Un’inarrestabile assertività

Tiziana Agnitelli

NewTuscia – Cari/e “Newtusciani/e” esaminiamo insieme le firme di un attore francese che è riuscito per la prima volta a vincere un Oscar in rappresentanza del Suo Paese e della Sua cinematografia: Jean Dujardin.

Queste firme riportano inizialmente il simbolo del “toro”, con un gancio apicale lanciato, che è abnorme e sproporzionato rispetto al corpo letterale che segue. Un’ipercompensazione e una barriera: la prima riguarda il suo vissuto e le sue difficoltà passate che non estrinseca, forse neanche a se stesso (filiforme legato incomprensibile) e una “barriera” di energia e di forza che pone fuori il mondo esterno e che protegge la sua intima essenza, il suo “Io” più profondo e vero che è versatile, eclettico e sempre immerso in un movimento creativo che lo porta a cimentarsi in più ruoli e in più performance, accettando sempre nuove sfide.

Nella prima maiuscola egli pone tutta la forza della sua volontà, una assertività e tenacia inarrestabile che sfocia in una esuberanza vitale, in un vanitoso orgoglio, nel monopolizzare l’attenzione e nel diffondere le proprie idee, ma anche in una pronunciata sensualità e virilità che gli causa, o ha causato, non pochi imbarazzi.

Possiede una viva immaginazione e una sana gioia di vivere, è generoso, aperto e protettivo verso se stesso e i suoi cari (arcata ricombinata), sempre positivo ed ottimista, ottimismo a cui si aggrappa, specie nei periodi bui, ma può diventare litigioso ed estremamente sprezzante se ritiene che la situazione lo richieda (finali lunghe e spesse).

Un uomo che rappresenta in pieno la mutevolezza costante del vivere e dell’essere: plus c’est la même chose, plus ça change.