L’analisi tattica del giorno dopo: Viterbese-Ternana 0-0, grande identità!

NewTuscia – VITERBO – Analizziamo insieme il match di ieri.

Identità. E’ questa la parola più giusta per enfatizzare la prestazione di ieri sera per la Viterbese.
Premettiamo, analizzare più da vicino il match tra Ternana-Viterbese è molto arduo, considerando due aspetti fondamentali che hanno condizionato il match : l’espulsione di Tounkara dopo soli 20 minuti e la tempesta che si è abbattuta sul “Liberati”.

La Viterbese di Maurizi vuole assolutamente una cosa : giocare dal basso e costruire azioni pulite, senza affidarsi a lanci casuali. Ovviamente ieri aveva di fronte una grande squadra (sulla carta quantomeno), quindi nel primo quarto d’ora i giallo-blu’sono partiti abbastanza carenti sotto questo punto di vista. L’impianto tattico però poteva avere senso : lasciare la palla a loro, farli venire in orizzontale senza mai concedere la profondità, per poi cercarla di contro con Tounkara, bravissimo in tal senso. Almeno un paio di volte l’idea stava per realizzarsi, ma la difesa rosso-verde, per quanto alta, è riuscita a metterci una pezza.

Tutto è cambiato al minuto 23. Proprio Tounkara si fa espellere e lascia i suoi in 10 per un ora di gioco.
Qua subentra la parola di esordio di questo articolo : identità. Un episodio che poteva spezzare le gambe a molte squadre, sembra dare più forza e grinta alla Viterbese. Per tutto il primo tempo le occasioni più grandi del match, le hanno proprio gli uomini di Maurizi.
Nella prima, Simonelli taglia perfettamente e costringe Iannarilli al miracolo, nella seconda Rossi sciupa tutto con un pallonetto fuori di poco, approfittando del terreno di gioco ai limiti dell’impraticabile.
L’occasione di Simonelli è però emblematica : in inferiorità numerica la Viterbese attacca l’area con ben quattro giocatori : Rossi, le due mezzali e lo stesso Simonelli, passando da esterno a esterno (il cross è infatti di Urso) come fosse l’Atalanta di Gasperini, e la Ternana trema.

Ovvio, il pallino di gioco è in prevalenza a trazione rosso-verde e Rossi deve fare spesso reparto da solo, ma vedere un azione del genere non è da tutti. E da tale si può capire perfettamente l’ambizione del mister : non si specula sull’avversario.

Il secondo tempo ricorda perfettamente la vittoria contro il Grosseto per 1-0 nell’anno della promozione in serie C.
Qua la Viterbese deve difendere ma lo fa alla perfezione senza mai rischiare nulla. Vero, costruire azioni per la Ternana era veramente arduo, con il campo ridotto a una piscina, ma i giallo-blu non patiscono più di tanto e la coppa Baschirotto-Mbende padroneggia eccellentemente nelle palle alte. Il centrocampo si adatta al clima di lotta senza intimorirsi, facendo molto lavoro “sporco”.
Bene anche Markic, tolta la classica ingenuità “da pioggia”. Su un suo retropassaggio la palla si impantana e Daga deve salvare su Torromino.

Pareggio da veri leoni, da squadra che sa quello che deve fare nelle varie situazioni di gioco, con grande identità di squadra. D’altronde, quale era la parola chiave di apertura?