Viterbo in posizione media nella classifica del “Ben vivere”

Stefano Stefanini

Ambiente, lavoro, salute, benessere… i principi base della Carta dell’economia civile: “Economia che ri-genera”.

NewTuscia – VITERBO – Un impegno comune più incisivo in difesa della salute, della scuola, del lavoro e dellambiente e del benessere collettivo e il conseguente  passo di un cambio di rotta. Sono le ragioni che hanno spinto oltre 100 personalità tra professori, giuristi, imprenditori e persone impegnate nel sociale a firmare la Carta di Firenze” presentata ieri 25 settembre e consegnata nelle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto all’apertura del Festival nazionale dellEconomia Civile.

Questi gli otto punti “programmatici” della  così detta Carta di Firenze” che si propone e sollecita un rinnovato impegno della società civile per:

  1. Sostenere il lavoro delle persone e le persone
  2. Credere nella biodiversità delle forme d’impresa
  3. Promuovere la diversità e l’inclusione sociale
  4. Valorizzare l’impresa come luogo di creatività e di benessere
  5. Investire nell’educazione e nella promozione umana
  6. Proporre una nuova idea di salute e di benessere
  7. Coltivare il rispetto e la cura dell’ambiente
  8. Attivare energie giovani, innovazioni e nuove economie.

Alla fine della prima sessione di lavori, il Presidente della Repubblica, ha accolto il testo della Carta consegnatogli dagli organizzatori del Festival e ha espresso al professor Leonardo Becchetti, che ne è il direttore, il suo apprezzamento per i contenuti, incoraggiando tutti a proseguire sulla strada di un rinnovato impegno per il Paese.

La Carta di Firenze è anche un antidoto a derive e divisioni che sono già emerse in altri Paesi – ha spiegato Becchetti –. La pandemia deve spingerci a perseguire una ripresa resiliente e generativa.

Come riferito da Francesco Riccardi, inviato a Firenze di “Avvenire”  il prof. Becchetti ha specificato: “Usando una metafora, dobbiamo cercare di colpire con ogni boccia, ogni azione, tutti i cinque birilli fondamentali: il rilancio delleconomia, quello del lavoro, ma assieme la sostenibilità ambientale, quella sanitaria senza dimenticare la ricchezza di senso del vivere”. In questo senso c’è una profonda sintonia anche con le ultime esternazioni del Presidente. “Il nostro approccio – ha spiegato Becchetti – è anche un modo di interpretare quella ‘serietà’ di cui parlava ieri” lo stesso Mattarella replicando alle parole del premier inglese Boris Johnson.

Il Festival nazionale dellEconomia Civile Leconomia che ri-genera”, giunto alla sua seconda edizione, vede alternarsi nella Sala dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze e in streaming sul sito, economisti, politici, esperti, ma soprattutto lesposizione di buone pratiche e il confronto con ciò che nei diversi territori scaturisce dal basso per cambiare e umanizzare il modo di fare economia.

Oggi sabato viene  presentata anche la seconda edizione della ricerca sul “Ben-vivere nei territori” elaborata da “Avvenire” e dalla Scuola di Economia Civile, con il supporto di Federcasse.

La nuova classifica di Avvenire e Sec. sul “Ben-vivere nei territori 2020”.

Fonte “Avvenire”

La nostra provincia di Viterbo  si posiziona al 75 posto, guadagnando sei posizioni rispetto allo scorso anno.Il Nordest domina ancora la graduatoria.

Pubblichiamo di seguito le risultanze più significative della ricerca pubblicata da “Avvenire”.

La vetta della classifica resta saldamente in mano al triangolo del Nordest con Bolzano che si conferma prima e Pordenone seconda che sorpassa di misura Trento.

Resta al quarto posto Firenze – prima provincia di una Regione non a statuto speciale – risalgono rispettivamente al quinto e al sesto Milano e Bologna, seguite dal gruppo di testa delle province di medie dimensioni: Parma settima, Siena ottava che guadagna ben 9 posizioni rispetto allo scorso anno, infine Prato e Pisa a chiudere la top 10.

Sono questi i territori vincenti della seconda edizione della ricerca sul Ben-vivere effettuata da “Avvenire” con la Scuola di economia civile e il contributo di Federcasse. Lo studio, coordinato dai professori Leonardo Becchetti, Luigino Bruni e Vittorio Pelligra quest’anno è diviso in tre parti. La prima riguarda le due classifiche elaborate per la prima volta lo scorso anno e che misurano appunto il Ben-vivere l’una e la Generatività in atto la seconda.

Le due classifiche sono costruite a partire da dati consolidati del 2019 e dunque precedenti alla pandemia. Nella seconda parte della ricerca, invece, si esaminano le correlazioni tra inquinamento e morti per Covid nei diversi territori e nella terza parte una prima ricognizione delle conseguenze economiche del Covid sulle province e sui settori economici.

Ci sono tutto il Nord e il Centro a dominare la prima metà della classifica, con Roma al 42esimo posto (che perde 2 posizioni), mentre il Sud e le Isole arrancano verso il fondo. La graduatoria del Ben-vivere in Italia, però, non è così statica e scontata come potrebbe apparire fermandosi alle prime tre posizioni. Anzi, in questa seconda edizione della ricerca si possono notare forti progressi e altrettanto netti peggioramenti dei diversi territori rispetto agli indicatori che determinano la qualità della vita nelle nostre province.

Lo studio, infatti, prende in esame oltre 90 parametri relativi a dieci domini (Demografia e famiglia, Salute, Impegno civile, Ambiente turismo e cultura, Servizi alla persona, Legalità e sicurezza, Lavoro, Inclusione economica, Capitale umano, Accoglienza) misurando il ben-vivere in un territorio non solo dal punto di vista della ricchezza economica ma secondo gli indicatori del Benessere equo e sostenibile (Bes) e gli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dallOnu (Sdg) che valorizzano maggiormente le dimensioni sociali e ambientali della nostra vita.

Ad esempio: la qualità dei servizi alla persona, la possibilità di dar vita a nuove iniziative economiche, lofferta formativa, la salvaguardia dellambiente, la capacità di accogliere e tutelare la vita nelle sue varie

Piazza San Lorenzo foto luxgallery

forme. Fra i diversi territori si distinguono i forti progressi di Vercelli (+13 posizioni), Brescia (+12), Aosta (+11), Ferrara (+11) e Lucca (+11) da un lato e gli altrettanto netti peggioramenti di Isernia (-22 posizioni), Sondrio (-15), Pescara (-12), Nuoro (-11) dall’altro.

Viterbo  si posiziona al 75 posto, guadagnando sei posizioni rispetto allo scorso anno.

LA CLASSIFICA DELLA GENERATIVITÀ IN ATTO

Che cosa fa di un territorio un posto ideale in cui trascorrere la propria vita? Avvenire con i professori Leonardo Becchetti, Luigino Bruni e Vittorio Pelligra ha cercato di fare un passo ulteriore verso la rappresentazione di un nuovo modello di benessere che misurasse la “generatività in atto”, cioè la capacità delle nostre scelte di avere un impatto positivo su ciò che ci circonda. Ne è scaturito un indice che per ogni territorio combina la vivacità dell’attività economica ed intellettuale (come ad esempio la creazione di start-up, la registrazione di brevetti), con la ricchezza della presenza di organizzazioni sociali, le attività di volontariato e la sfida sociale per le diverse generazioni (ad esempio la quota di Neet, giovani che non lavorano, non studiano e non sono in formazione, e dall’altra parte l’invecchiamento attivo). La classifica delle diverse province che ne scaturisce – al di là delle prime tre posizioni appannaggio ancora una volta di Bolzano, Pordenone e Trento – segnala in maniera ancora più netta la vivacità di molti centri di medie dimensioni. E soprattutto una spiccata mobilità nelle posizioni intermedie. Netto ad esempio il miglioramento di Massa Carrara, 39 posizioni guadagnate, ancora di Brescia (+30 posti), Grosseto (+24) e Palermo (+24). Peggiorano invece Sassari (-40 posizioni), Fermo (-27), Aosta (-27), Prato (-24), Biella (-21), Terni (-20).

 

INQUINAMENTO E COVID

Se tutta l’Italia fosse costituita da comuni-parco, cioè da località sul cui territorio insistono riserve o aree naturali protette, in Italia avremmo avuto 582 morti di Covid in meno al giorno. Il dato, che emerge da una ricerca presentata all’interno del Rapporto 2020 sul Ben-vivere nelle province italiane di “Avvenire” e Sec, esprime in modo efficace la correlazione, anche di causalità, tra la salute e il degrado ambientale. L’emergenza Covid ha riproposto con forza la necessità di azioni concrete nei territori per migliorare la qualità dell’aria, intervenendo su riscaldamenti domestici, trasporti, industria e agricoltura. Diverse ricerche internazionali, pubblicate su riviste scientifiche, dimostrano il legame stretto tra l’inquinamento da polveri sottili o da ozono e il numero di contagi e decessi per coronavirus. Una relazione che si deve principalmente alla presenza in un’area densamente abitata e con un elevato livello di spostamenti e relazioni, anche di attività produttive che non possono rimanere attive in caso di lockdown, come nel caso dell’artigianato, e in cui è più complesso attuare politiche di distanziamento. Ma che trova una correlazione significativa tra superamento dei limiti di inquinamento e tenuta sanitaria.