Ad un anno dalla scomparsa, Viterbo ricorda mons. Dante Bernini

di Stefano Stefanini

Con una Celebrazione e con una Stele nella « sua » La Quercia.

È trascorso un anno dalla scomparsa  di mons. Dante Bernini, il cui ricordo rimane indelebile nella memoria dei viterbesi, memoria e affetto profondi  che si manifestano con l’inaugurazione di una stele in ricordo di don Dante inaugurata oggi a La Quercia.

Noi ricordiamo Don Dante richiamando i contenuti della trasmissione televisiva Fatti e Commenti – condotta da chi scrive e dal collega Gaetano Alaimo – andata in onda nel novembre 2019 e visibile  negli archivi di www.teleorte.it e www.newtuscia.it, che fu dedicata al  ricordo tracciato da don Alberto Canuzzi della testimonianza dell’apostolato episcopale di mons. Dante Bernini, nella “sua” La Quercia ed all’attività di servizio condotta dal Centro di Solidarietà “Ce.I.S. S. Crispino  di Viterbo.

Abbiamo posto a don Alberto – alunno del Liceo presso il Seminario Regionale di La Quercia ove don Dante ha insegnato matematica e fisica e sacerdote vicino a mons. Dante negli ultimi anni, insieme ai parroci della Basilica della Quercia, don Massimiliano Balsi, don Angelo Massi e don Sante Bagnaia – alcune domande sulla testimonianza, autorevole quanto umile, di educatore, pastore e amico del vescovo emerito di Albano.

Abbiamo approfondito la vicinanza di mons. Dante, vescovo della diocesi di Albano dal 1982 al 1999 (sotto la cui competenza ricade la residenza papale di Castel Gandolfo) a san Giovanni Paolo II, che ha sempre manifestato vicinanza e considerazione per l’equilibrio interiore e la sapienza del cuore manifestata dal vescovo viterbese, nato sotto lo sguardo materno della Madonna della Quercia.

Con don Alberto abbiamo tracciato anche il bilancio dei 38 anni di attività del  Centro di Solidarietà “ Ce.I.S. S.Crispino “ di Viterbo, Ente Ausiliario della Regione, promosso dalla Diocesi di Viterbo  per affrontare il problema delle dipendenze e della prevenzione dal disagio. La filosofia del CeIS ,che trova la sua origine nel rispetto dei principi cristiani, fondati sul pieno rispetto della dimensione umana, pone la persona al centro dell’attenzione: la persona con tutte le sue problematiche, bisogni, paure e preoccupazioni ;e con le sue potenzialità e risorse; e considera la famiglia come valore aggiunto e fondamentale. E’ la filosofia di “ Progetto Uomo “ della FICT ( Federazione Italiana delle Comunità terapeutiche) a cui il CeIS S. Crispino si ispira e di cui fa parte.

Lo scopo dell’Associazione è quello di offrire un aiuto alle persone in stato di disagio psichico, fisico, morale, sociale: tossicodipendenti, alcolisti, soggetti con svantaggi in genere: in particolare la promozione dell’uomo come finalità, specialmente del giovane in particolare difficoltà, per il recupero della propria dignità, libertà, pace interiore ed il suo reinserimento sociale, l’assistenza morale come mezzo, la solidarietà come sostegno, da suscitarsi a tal fine tra cittadini enti pubblici e privati, soprattutto tra i giovani e le famiglie.

Mons. Dante, per molti di noi  don Dante, ci ha lasciato il 26  settembre del 2019 a 97 anni,  trasmettendoci in eredità quella Fede incrollabile, totale, contagiosa nel Signore, che sapeva infondere con la mitezza della Sapienza del Cuore.

Ci manca ad un anno  dalla scomparsa la sua testimonianza umana, ma soprattutto pastorale, nei suoi gesti come nella sue calde parole  che penetravano naturalmente nel profondo del nostro essere, esortando le Anime al Bene testimoniato con le Opere, con la Parola così autorevole nella spiegazione dei principi teologici più complessi e della Sacra Scrittura interpretata con la mitezza e spontaneità della Fede di un bambino.

Il mandato evangelico “Va e conferma i tuoi fratelli” è stato declinato da mons. Dante con la solerzia e l’amore gratuito che  solo un padre sa donare ai suoi figli, a chiunque si rivolgesse a lui per un consiglio ed un incoraggiamento.

Nelle sue omelie che abbiamo avuto il privilegio di ascoltare in questi ultimi anni, costante è stato il richiamo all’affidamento totale al Signore, come all’abbandono filiale nelle braccia materne di Maria, della Madonna della Quercia, in particolare, che fin da bambino aveva di sicuro caratterizzato le sue scelte vocazionali e nella maturità i suoi impegni di qualificatissimo servizio alla Chiesa particolare, a quella universale e, straordinariamente alla figura di San Giovanni Paolo II.

Più volte, con semplicità e rara efficacia, ci ha riferito della testimonianza di vita trasmessa dal papa venuto da lontano”, con il quale aveva intessuto uno straordinario legame di Fede e Testimonianza, da cui traspariva il Carisma unico che sa dialogare con la parte più intima delle coscienze, per esortarle al Bene.

Personalmente mi aveva parlato di mons. Dante Bernini, mons. Delfo Gioacchini, che aveva condiviso con il prelato  viterbese tanti anni di formazione e poi di insegnamento presso il Seminario della Quercia.

Fede incrollabile, impegni culturale e umano per la crescita sana dei giovani nei Valori della Fede come nell’impegno e nella solidarietà umana verso i più deboli. Un grande impegno di studio, di conoscenza delle scienze umane e di quelle esatte, (è stato docente di matematica e fisica) di servizio all’Uomo in quell’Umanesimo Integrale, affermato nel Concilio Vaticano II e praticato, testimoniato e trasmesso in preziosa eredità dalla generazione di mons. Dante a generazioni di sacerdoti e di laici impegnati nel sociale.

Limpegno per la Pace, universale, comunitaria e familiare è stata testimoniata con fervore evangelico da mons. Dante in tutta la sua lunga esistenza, con la sua presidenza della Commissione Episcopale Giustizia e Pace dei vescovi italiani e con la partecipazione alla Commission des Episcopats de la Communauté Europèenne, che operò per linserimento dei Valori Cristiani come radici della Comunità Europea.

Non vorrei tralasciare il suo assiduo e concreto impegno per lAmbiente, per unecologia integrale, umana e scientifica, per gli ultimi e chi soffre ad ogni latitudine del globo, come la passione per lo studio e la  divulgazione del patrimonio  storico e culturale di Viterbo, della Tuscia, sia per i Beni ecclesiastici che quelli civici.

Grazie don Dante per tutto ciò che hai saputo trasmetterci !