Le Giornate Europee del Patrimonio 2020 sono dedicate al tema dell’Educazione

Programma su www.beniculturali.it/gep2020

di Stefano Stefanini

NewTuscia – Durante il fine settimana del 26 e 27 settembre i musei, i parchi archeologici e i luoghi della cultura ospiteranno diversi laboratori e attività didattiche e, nella giornata di sabato 26 settembre, è prevista una apertura serale con il biglietto d’ingresso al costo simbolico di 1 euro, per una visita straordinaria nel rispetto delle misure di prevenzione dal rischio di infezione da Covid-19.

In questa pagina sono pubblicati gli eventi, gli orari e tutte le informazioni per poter partecipare. L’Italia riparte dalla bellezza, in sicurezza.

Visite guidate, iniziative speciali e aperture di luoghi normalmente chiusi al pubblico saranno organizzate nei musei e nei luoghi della cultura statali, cui si accederà con orari e costi ordinari nel corso delle giornate di sabato 21 e domenica 22 settembre.

Com’è nello spirito dell’iniziativa, le Giornate Europee del Patrimonio si pongono come obiettivo quello di incrementare  e incentivare la tradizionale offerta culturale sia rendendo fruibili al pubblico con aperture straordinarie luoghi normalmente inaccessibili sia offrendo eventi speciali e visite guidate inedite a monumenti, musei e aree archeologiche, al fine di sottolineare la centralità della cultura quale essenziale fattore di coesione sociale, da cui ripartire verso nuovi modelli di sviluppo sostenibile.   Le Giornate offrono un’impressionante serie di appuntamenti, con aperture straordinarie, presentazioni di restauri e opere di valorizzazione, itinerari naturalistici, storici ed eno-gastronomici, convegni di approfondimento, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche e visite guidate.

Collaborazione tra istituzioni pubbliche e private: il ruolo del volontariato e l’affermazione delle radici e dell’identità culturale dei nostri territori.
Un sistema di promozione culturale ramificata e coinvolgente: invito a scoprire la cultura del viaggio ed il bene culturale vicino alla propria città.    I nostri beni, scaturiscono da un incontro di civiltà diverse. Le strade, dunque, che, attraversando l’Italia, ricca di tesori artistici, culturali e ambientali, la collegano all’Europa; le strade lungo le quali le peculiarità del nostro paese si fondano con le influenze che, da oltre duemila anni, provengono da altri paesi europei, dai paesi del Mediterraneo o da culture apparentemente distanti.  All’iniziativa non partecipano soltanto gli istituti culturali dello stato, ma anche altre istituzioni pubbliche come il Ministero degli Affari Esteri – con gli Istituti Italiani di Cultura all’estero – il Ministero dell’Istruzione, il Ministero dell’Università e della Ricerca, gli enti locali (Regioni, Province Autonome, Province, Comuni), organizzazioni private, associazioni: gran parte del mondo culturale italiano che pone il patrimonio al centro dei propri interessi.

In occasione dell’ultima edizione la partecipazione di pubblico è stata superiore a ogni aspettativa, a dimostrazione di come la domanda culturale nel nostro Paese stia progressivamente incrementando e di come iniziative volte ad approfondire la conoscenza del nostro patrimonio sotto ottiche a volte inedite, come quelle connesse alla storia dell’alimentazione nelle sue multiformi chiavi di lettura, possano contribuire a cementare il rapporto identitario tra i cittadini e il nostro comune Patrimonio materiale e immateriale.

Nell’art. 2 della convenzione, incentrato sulla definizione dei concetti cardine che la animano, vengono infatti introdotti i temi che saranno al centro della manifestazione: l’eredità culturale è un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione. Essa comprende tutti gli aspetti dell’ambiente che sono il risultato dell’interazione nel corso del tempo fra le popolazioni e i luoghi.   Una comunità di eredità è costituita da un insieme di persone che attribuisce valore ad aspetti specifici dell’eredità culturale, e che desidera, nel quadro di un’azione pubblica, sostenerli e trasmetterli alle generazioni future.

Provincia di Viterbo

Area Archeologica di Volsinii in Via Orvietana Bolsena.
Visite:  domenica 27 settembre ore 9 – 13.
Responsabile Maria Letizia Arancio.

Presso il Foro della città romana di Volsinii saranno illustrati ai visitatori i risultati delle ricerche archeologiche più recenti (scavi, restauri e acquisizioni) condotte in sinergia dalla Soprintendenza, dall’Università della Tuscia, dal Comune, dal Museo Territoriale del Lago di Bolsena e da Associazioni tecniche e di volontariato.

Si parlerà delle ricerche subacquee condotte intorno all’insediamento protostorico del Gran Carro, sviluppatosi nella prima età del ferro presso la riva del lago e oggi sommerso (Barbara Barbaro, SABAP-RM-MET, con la collaborazione dei tecnici del Centro Ricerche Archeologiche Subacquee e il contributo di istituzioni scientifiche diverse), del progetto di ricerca avviato dall’Università della Tuscia nell’area di Poggio Moscini, centro vitale della città romana, e finalizzato tanto alla ripresa di scavi sistematici (prof. Salvatore De Vincenzo), con la collaborazione dei volontari del Gruppo Archeologico Velzna, quanto all’esecuzione di interventi conservativi sui pavimenti e sulle decorazioni parietali (prof. Paola Pogliani) degli edifici messi in luce nel corso della lunga stagione di ricerche condotta sul sito dall’Ecole Française de Rome e conclusasi nel 1986.

Saranno presentate infine le più recenti acquisizioni del Museo Territoriale del lago di Bolsena a cura dal suo “storico” direttore, nonché studioso di chiara fama, Pietro Tamburini, che in questa occasione passerà il testimone al giovane e talentuoso successore, Paolo Binaco, cui spetta il compito non facile di confrontarsi con la statura umana e scientifica di chi lo ha preceduto.