Pressa da stiro: guida alla scelta

NewTuscia – Nata in origine come strumento professionale in lavanderia, la pressa da stiro è un elettrodomestico che soltanto in un secondo tempo ha fatto capolino nelle nostre abitazioni, in una forma più semplice e, soprattutto, con un prezzo più contenuto.
Simile al ferro da stiro, rispetto ad esso presenta una significativa differenza, un’area di pressione, ovvero la superficie stirante, molto più grande della piastra del primo.

Cos’è la pressa da stiro

La pressa da stiro è un macchinario delegato alla stiratura veloce di panni di grandi dimensioni. Se eccelle nelle operazioni che vedono il trattamento di tende, tovaglie e lenzuola, rappresenta comunque un valido ausilio anche in quelle di pantaloni, gonne e magliette. Rivelandosi quindi ideale per strutture come alberghi di piccole dimensioni e bed&breakfast.

I criteri da privilegiare nella scelta di una pressa da stiro

Quando si deve acquistare una pressa da stiro, le caratteristiche da prendere in considerazione sono sostanzialmente le stesse del ferro. Tra di esse, le più importanti sono quelle in grado di implementarne la capacità prestazionale, ovvero:

  • il wattaggio. Più è alto, minori sono i tempi di attesa prima che l’attrezzo si scaldi e prepari il vapore. Le presse da stiro per uso domestico vanno solitamente da 1300 a 2900 W, mentre i modelli professionali possono superare i 3000. I modelli più potenti necessitano di 2 minuti per entrare in funzione, quelle meno performanti il doppio;
  • la capacità del serbatoio, da cui dipende l’autonomia della pressa. In sostanza maggiore è la quantità di acqua disponibile, più tempo l’attrezzo sarà in grado di lavorare. I modelli economici dispongono di un serbatoio da 300 millilitri, quelli di alta gamma si approssimano al litro di capacità;
  • il vapore, la cui forza è necessaria per trattare le pieghe più ostinate. In questo caso si va dai 45 grammi al minuto ai 90;
  • il colpo di vapore. Quello più forte, a pressa chiusa, è in grado di stirare i capi stropicciati e molto duri;
  • la presenza del vapore verticale, utile ove si intenda ravvivare capi appesi nell’armadio, o delicati;
  • l’area di pressione, ovvero l’asse su cui adagiare i panni da pressare. I modelli più piccoli lo hanno da circa 55 x 22 centimetri, mentre le presse da stiro più grandi raggiungono circa 100 x 30 centimetri;
  • la piastra, che deve essere antiaderente e costruita in materiale adatto a sfruttare il calore, ovvero termorifrattore;
  • la presenza delle funzioni. Tra di esse i programmi preimpostati per i diversi tessuti, l’esclusione vapore per lavare a secco, l’indicatore temperatura, quello dell’acqua, l’allarme nel caso in cui si lasci la pressa accesa, l’autospegnimento, il blocco.

Da non dimenticare poi di valutare la possibilità di implementare accessori, categoria in cui rientrano il supporto, il cuscino copriasse, la cartuccia di ricambio, lo spruzzatore e i guanti termici