Omicidio Fedeli, ascoltato in aula Michael Pang

NewTuscia – VITERBO – Ascoltato in aula il giovane Michael Pang accusato di aver ucciso Norveo Fedeli, il commerciante di via San Luca a colpi di sgabello.

Oltre tre ore di interrogatorio davanti alla corte d’Assise, presieduta dal giudice Silvia Mattei, che hanno portato alla luce come il ragazzo 23enne sia tornato sul posto mentre c’era la polizia per vedere se realmente l’uomo fosse morto.

Dopo aver colpito Fedeli con lo sgabello, lo ha trascinato sul retro del negozio per vedere se respirava ancora, inciampando sul corpo e lasciandogli l’impronta della carpa insanguinata sulla testa. Accorgendosi poi che nel negozio non c’erano telecamere è scappato su un pullman per Capidimonte. Non era ancora però sicuro della morte di Norveo, per questo sarebbe poi tornato momentaneamente a Viterbo, per accertarsene.

In aula l’imputato ha dichiarato che il commerciante ha iniziato ad urlare quando per il terzo giorno le carte di credito continuavano a non passare, poi avrebbe fatto il giro del bancone e, messogli un braccio attorno al collo, lo avrebbe minacciato con un coltello alla gola. “Ho avuto paura, sono andato nel panico e mi sono difeso”, ha affermato.

Fedeli lo avrebbe colpito alle mani e al torace, “mentre mi divincolavo, gli ho fatto lo sgambetto ed è caduto, però era tra me e l’uscita e quando ho visto che si rimetteva in ginocchio sempre con il coltello in mano, ho preso lo sgabello e l’ho colpito. Finché non ha smesso di muoversi”.

Prima di darsi alla fuga ha coperto la scarpa con una busta e si è tolto la maglietta. Poi, nel panico avrebbe preso anche il coltello.

Visto però che il giorno prima il negoziante gli aveva fatto delle foto, ha preso il laptop e il portafogli per far sparire eventuali scontrini che poteva aver messo da parte o altri indizi che avrebbero potuto ricondurre a lui.

Il giorno dopo Pang è stato arrestato nel bed&breackfast gestito da una donna di 47 anni tedesca, che aveva conosciuto sul web, ritenuta la sua compagna ma che nega di avere una relazione con il giovane. Michael invece afferma che tra loro c’erano rapporti intimi. La donna avrebbe avuto accesso al conto corrente bancario, mentre lui non avrebbe avuto neppure le chiavi di casa.

I genitori, separati e stabiliti nel Kansas, comunque non vedevano di buon occhio ne la donna in questione, ne le altre frequentazioni del figlio, tra cui il titolare di un negozio di kebab che Pang era interessato a rilevare. Avrebbero dunque insistito per farlo tornare in America, tagliandogli i fondi, ma, certo di poter contare almeno su mille euro, il giovane ha ribadito in aula di dover rientrare solo perchè il visto turistico stava per scadere.

In seguito all’aggravante della crudeltà i legali della difesa hanno ottenuto che la Corte d’Assise accogliesse la richiesta di far tradurre nuovamente alcune parti dell’interrogatorio di convalida che secondo loro sono state  interpretate grossolanamente.

Il procedimento riprenderà il 5 ottobre.