“Esco Tuscia una nuova Talete , la falsa narrazione del pubblico che argina le multinazionali”

NewTuscia – VITERBO – “Nei giorni scorsi ho ricevuto quale consigliere comunale la lettera dell’ingegner Giancarlo Daniele, amministratore unico di Esco Tuscia, nella quale lo scrivente elenca una serie di vantaggi e di opportunità che deriverebbero ai comuni dall’adesione alle proposte dell’azienda. Inoltre, nel comunicato inviato a tutti i consiglieri comunali della provincia si afferma che l’esperienza della Esco sia la modalità per competere con le multinazionali che monopolizzano il settore dei servizi energetici. Ora la mia esperienza di amministratore locale è diversa rispetto a quanto Daniele descrive. Ad esempio, il mio comune ha affidato alla Esco Tuscia per 20 anni il servizio di pubblica illuminazione (un milione e mezzo di euro il valore dell’appalto) senza schema di contratto, senza un chiaro piano economico-finanziario, senza considerare gli incentivi delle rinnovabili e senza un parere economico-finanziario. Per tali ragioni, come consiglieri di opposizione siamo stati costretti a segnalare al Prefetto queste macroscopiche e gravi inadempienze. Per quanto riguarda la Esco quale strumento per limitare i monopoli delle multinazionali, vorrei sommessamente ricordare alla politica che esistono straordinari modelli di innovazione sociale dove i cittadini sono produttori e fruitori di beni e servizi, come nel caso delle cooperative di Comunità. Tali modelli creano sinergie e coesione rispondendo in maniera reale alle esigenze di mutualità. La politica dovrebbe esaminare e confrontarsi su questi temi dove si misura la sensibilità verso la partecipazione e la centralità delle persone. Di certo, la risposta a queste sollecitazioni non può arrivare dall’amministratore unico di una società, sebbene partecipata dalla provincia e dai comuni, ma da quella politica e da quei governi locali aperti al confronto e alla partecipazione. Una nuova modalità di gestione della cosa pubblica sottratta a certe partitocrazie riuscirebbe a sperimentare nuove forme di gestione, soprattutto con la partecipazione e con l’assunzione di responsabilità dei cittadini”.§

Bengasi Battisti