Le regioni hanno approvato il documento per la gestione dei casi di coronavirus nelle scuole. Le questioni organizzative al centro dell’azione

La ripresa delle attività scolastiche: foto Emilia Romagna sociale

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – La Conferenza delle Regioni ha approvato il documento con le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”.

“A parte una modifica per renderlo più coerente con gli altri documenti – ha spiegato la coordinatrice all’Istruzione sella Conferenza delle Regioni, Cristina Grieco, assessore in Toscana – è stato condiviso. La conferenza unificata ha dato il via libera definitivo”.

La Conferenza delle Regioni – secondo quanto si apprende dal vicepresidente del Friuli Venezia Giulia con deleghe a Salute e Protezione civile, Riccardo Riccardi e riportato dall’Agenzia ANSA – ha approvato le indicazioni operative per casi e focolai Covid19 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia. Permangono le preoccupazioni per aule e trasporti”.

L’idea del Governo di equiparare i compagni di classe ai congiunti per evitare il problema del metro di distanza sui trasporti “non trova particolarmente d’accordo” il presidente della Lombardia Attilio Fontana perché, spiega lo stesso governatore, “quella è una presa in giro: o si può o non si può. E se non si può, si trovano altre soluzioni. Bisogna risolvere i problemi non con degli escamotage”. “Bisogna avere il coraggio di dire come sono le cose –  ha proseguito il  governatore della Lombardia Fontana –  io credo che si debba avere il coraggio di dire che in occasione della ripresa delle attività si possa aumentare la percentuale trasportata sui mezzi pubblici”.

La Scuola e’ dunque al centro dell’impegno delle regioni e dei comuni, in prossimità’ della delicatissima fase della riapertura delle lezioni del prossimo 14 settembre .

Già nei mesi scorsi regioni e comuni si erano occupati del così detto  “Piano Scuola 2020-2021”, elaborato dal ministro dell’Istruzione, on. Lucia  Azzolina.  Le  regioni italiane hanno chiesto al governo  un approfondimento sul testo delle  “linee guida”, ponendo  tre questioni pregiudiziali: risorse, personale e trasporti.

Ha precisato Bonaccini: ”abbiamo posto tre questioni politiche pregiudiziali. Prima di tutto la necessità ulteriori risorse, rispetto a quelle a cui si fa riferimento nel documento. Al riguardo, infatti, al di là dei fondi per l’edilizia scolastica, comunque insufficienti, occorrono risorse aggiuntive finalizzate alla riapertura delle scuole.

Poi il nodo “personale”. Bisogna prevedere ulteriori risorse di organico docente e ATA. Serve uno stanziamento per garantire il recupero dei tagli operati sui posti comuni dei docenti sull’organico 20-21, nonché un aumento temporaneo dei contingenti.

Infine – ha concluso Bonaccini – abbiamo lanciato un allarme sulla questione trasporti che va affrontata con urgenza, anche in un tavolo separato, guardando sia al lato economico che a quello organizzativo”.

Il ministro dellIstruzione on. Lucia Azzolina  ha adottato recentemente Il Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per lanno scolastico 2020/2021.”

La sintesi delle azioni e degli strumenti per la ripartenza della Scuola Italiana.

Di seguito la sintesi delle azioni e degli strumenti proposti nel presente testo, negli allegati e nei documenti del Comitato Tecnico Scientifico per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative a sostegno della ripartenza delle attività didattiche in presenza:

− Approfondimento delle misure contenitive, organizzative e di prevenzione da attuare nelle scuole per la ripartenza secondo le indicazioni impartite dai documenti del CTS;

– Coordinamento nazionale delle azioni su tutto il territorio nazionale in sede di “Cabina di Regia COVID-19”, unitamente a Regioni ed Enti locali;

– Istituzione di Tavoli regionali o territoriali interistituzionali presso gli Uffici Scolastici Regionali per attività di confronto e monitoraggio;

– Istituzione di Conferenze dei servizi, su iniziativa dell’Ente locale competente, finalizzate ad analizzare le criticità delle singole istituzioni scolastiche che insistono sullo specifico territorio, individuando modalità di intervento e soluzioni operative;

– la Valorizzazione degli strumenti e delle forme di flessibilità derivanti dall’Autonomia scolastica per il corretto svolgimento delle attività didattiche nell’anno scolastico 2020/2021;

– le Azioni di raccordo con le aziende del Trasporto pubblico locale per sostenere la mobilità verso la scuola e con la Croce Rossa Italiana per specifiche azioni formative rivolte al personale scolastico in materia di sicurezza sanitaria;

– i Raccordi tra gli Istituti scolastici e i Dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali anche tramite la previsione di uno specifico referente medico per le attività scolastiche;

– il Tavolo nazionale permanente per la sicurezza a scuola di intesa tra Amministrazione centrale e Organizzazioni sindacali, per l’individuazione di misure generali da declinare nei singoli contesti regionali, utilizzando il modello già sperimentato in occasione degli Esami di Stato del secondo ciclo di istruzione;

– le Azioni e interventi specifici per garantire l’inclusione degli studenti con disabilità, con disturbi specifici dell’apprendimento e degli studenti con Bisogni educativi speciali;

– il Quadro indicativo delle competenze tra istituzioni scolastiche ed Enti locali, riguardo gli interventi di manutenzione ordinari e straordinari da adottare per il tramite di specifici accordi o in sede di conferenza dei servizi;

– i Patti educativi di comunità tra scuole, Enti locali, istituzioni pubbliche e private, realtà del Terzo settore per favorire la messa a disposizione di strutture e spazi alternativi per lo svolgimento delle attività didattiche e per lo svolgimento di attività integrative o alternative alla didattica.

– le Indicazioni specifiche per i Piani di Formazione di Istituto rivolti al personale dirigente, docente e ATA, da attivarsi anche tramite modalità a distanza, per l’aggiornamento delle differenti competenze professionali risultate utili per la gestione dell’emergenza e attività specifica di informazione e formazione sulle misure di prevenzione igienico-sanitarie, al fine di prevenire il contagio e limitare il rischio di diffusione del COVID-19 in raccordo con il Dipartimento di prevenzione territoriale competente.

Tutte le azioni e gli strumenti sono illustrati nel documento elaborato dal Ministro e negli atti ad esso correlati, rispetto alle specificità della scuola dell’infanzia, del primo e del secondo ciclo di istruzione, con attenzione ai momenti tipici della quotidianità scolastica (Refezione, PCTO, Attività laboratoriali, Partecipazione studentesca)

I Direttori e i dirigenti responsabili degli Uffici scolastici Regionali, nell’ambito delle proprie competenze, cureranno la diffusione e la conoscenza del presente documento attraverso l’organizzazione di apposite conferenze di servizio, rivolte ai Dirigenti scolastici e ai Coordinatori delle scuole paritarie, da realizzarsi entro la seconda decade di luglio, anche in modalità di videoconferenza.

La riapertura delle scuole a settembre comporterà molte criticità, ma è indispensabile e noi non ci tiriamo indietro”. Questa la posizione dei Comuni Italiani illustrata dal presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, al presidente del Consiglio Conte e ai ministri Azzolina e De Micheli al termine dell’incontro tra governo, enti locali e parti sociali sulla ripresa della scuola. “Abbiamo fatto presente al governo una serie di necessità urgenti: sblocco dell’assunzione di personale, certezze su risorse per interventi rapidi di edilizia scolastica, riorganizzazione dei servizi di mensa e trasporto, un vero piano dei tempi che consenta di evitare gli spostamenti si concentrino nelle ore di punta”.

Le scuole dell’infanzia comunali vengono fuori da una situazione di carenza di organico, per effetto della riduzione del turn over, già precedente all’emergenza. “Solo attraverso norme e risorse mirate – spiega Decaro – potremo continuare a garantire il servizio che richiede più personale e spazi diversi per mantenere il distanziamento sociale”.

Alcune misure urgenti sintetizzate dal presidente dell’Anci: deroghe ai limiti di assunzione a tempo determinato, proroga delle graduatorie in scadenza a settembre 2020, possibilità di affidare incarichi temporanei annuali agli educatori per i servizi educativi per l’infanzia e relative risorse per sopperire alla carenza di organico che sarà acuita dalle norme per contenere i rischi di contagio; riorganizzazione dei servizi di refezione (che significa intervenire sia sulla preparazione sia sull’erogazione) e sul trasporto scolastico, servizi che accresceranno i costi a carico dei Comuni; chiarezza sulla disponibilità finanziaria per gli interventi leggeri nelle scuole indispensabili ad assicurare il distanziamento.

“Rispetto agli interventi di edilizia scolastica, le risorse attualmente disponibili per gli enti locali – ha continuato Decaro – ammontano a 360 milioni: non sono sufficienti. Per questo abbiamo già predisposto un emendamento al dl rilancio in corso di conversione: considerando un costo medio di ventimila euro, eseguire questi interventi leggeri nei 28 mila edifici tra scuole dell’infanzia e primarie, indispensabili per far ripartire l’attività scolastica in presenza, richiede 620 milioni complessivi”.