Graforubrica. Gente di… montagna

Tiziana Agnitelli

NewTuscia – Cari/e Newtusciani/e, nella mia vita ho incontrato gente di mare e gente di… montagna: gente di cuore, almeno gran parte, che segue valori di aiuto reciproco e di rispetto per la natura. Oggi esaminiamo la firma di uno di loro.

Lo scrivente nella sua firma esprime, in modo simbolico, il suo vissuto e ciò che per lui conta e vale: la lettera maiuscola del nome rappresenta una montagna che va scalata con tutto ciò che comporta, come la difficoltà e la fatica, ma anche la gioia di arrivare in cima e di godersi la vista dall’alto. Interessante è il suo modo di porsi rispetto al mondo esterno: il nome è chiaro e leggibile, al contrario del cognome che è incomprensibile, legato al nome e termina con la rappresentazione di un sorriso. Vive la famiglia in modo pieno ed ambivalente, non ha ancora staccato il cordone ombelicale e il suo rapporto con il nucleo familiare è sentito a volte come un peso (il cognome assomiglia ad una carrozza e sta un pochino più in alto rispetto al nome) da trainare ed altre volte come un mezzo che lo sospinge e sprona ad andare avanti, ma in tutto questo c’è l’ampia curva del sorriso finale, l’affetto profondo che li lega con la mutualità e generosità del reciproco aiuto. Ma chi è l’uomo che scrive sostanzialmente? È un uomo generoso, in qualche modo semplice, ma non semplicistico, sa di piacere (c a chiocciola), ma ha degli atteggiamenti di riservatezza (verticalità e scosse del filo grafico) che pongono una barriera, vuole lasciarsi andare e farsi conoscere, ma pone delle difese e chiusure (ovali con occhiello interno) che non lo aiutano, sicuramente ha sofferto e tale sofferenza sfocia in una qualche forma di rigidità ansiosa. Per questo penetrando tra i non detti della grafia ci si ritrova la massima di Jeffrey Rasley: “Se sei in cerca di angeli o in fuga dai demoni, vai in montagna”. Buon cammino amico.