Conferenza “Epidemie ospedali e medicina ad Acquapendente”

NewTuscia – ACQUAPENDENTE – “Epidemie ospedali e medicina ad Acquapendente”, una conferenza del prof. Renzo Chiovelli, con il prezioso intervento della Soprintendente Margherita Eichberg, martedì 25 agosto alle ore 21.30 in piazza Girolamo Fabrizio, organizzato dal Comune di Acquapendente. Interverrà anche il Soprintendente all’archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale all’interessante incontro di domani 25 agosto, nell’ambito del quale il prof. Chiovelli presenterà un’anteprima del volume Epidemie ospedali e medicina ad Acquapendente , che sarà pubblicato a settembre.

“Questo libro è nato ed è stato scritto durante il ‘lockdown’ per la pandemia del covid-19, il coronavirus. – dichiara il prof. Chiovelli – ‘Lockdown’, un anglicismo per definire quegli interventi di ordine pubblico a tutela della salute o della sicurezza, reso necessario da una situazione di emergenza, che ha preso il posto dei termini di contenimento del passato, altrettanto draconiani, quali quarantena, isolamento, cordone sanitario, sospensione, ecc. che venivano impiegati nel corso delle grandi epidemie infettive storiche e che avevano avuto le loro ideazioni iniziali, sin dalla prima metà del XV secolo, dopo la cosiddetta ‘Peste nera’, nelle città settentrionali italiane. Città che per secoli hanno costituito il migliore esempio organizzativo, per tutto il resto d’Europa, per i provvedimenti di tutela e prevenzione delle popolazioni dal tremendo flagello delle epidemie.

Un modello conosciuto ovunque come il “metodo italiano”. Lo dimostra anche il fatto che termini come Lazzaretto o Quarantena derivano infatti dal veneziano, dato che la Repubblica di Venezia , sin dal 400 risultò essere all’avanguardia contro il morbo, che spesso arrivava nelle città portuali italiane mediante vascelli provenienti dal mediterraneo orientale” Chiovelli sottolinea poi alcune notizie storiche di approccio e contenimento delle epidemie sul territorio aquesiano , risultato delle sue ricerche “Il morbo poi – continua Chiovelli – si propagava via terra e per questo il confine tra lo Stato pontificio e la Toscana veniva dotato di un cordone sanitario militare, che impediva gli ingressi a persone e merci, le quali potevano entrare soltanto solo dalle porte urbane, addette a tali scopi, e dietro apposite ispezioni.

Uno degli ingressi più importanti verso Roma sulla via medievale Francigena e poi romana, era senz’altro quello della Dogana di Ponte Centeno e poi di Acquapendente. Nei tempi di sospetto contagio, il Commissario apostolico della Sanità si recava in Acquapendente, da dove emanava una serie di bandi con provvedimenti atti ad evitare l’ingresso del contagio in città e nello Stato.

Le guardie alle porte urbane lasciate aperte e dotati di ‘rastrelli’ , avevano il compito di controllare scrupolosamente e a debita distanza , che ogni viaggiatore fosse fornito di bollettini di sanità, forniti dalle città di loro provenienza e che questi non fossero artefatti o falsificati. Tali controlli, come quelli dei pacchi e delle lettere , avvenivano dopo la disinfezione degli stessi, che era effettuata tramite ‘fumigazione’ sul fuoco, oppure tramite profumazione con essenze aromatiche o aceto. Per tali operazioni venivano chiamati ad operare  alle porte anche degli specialisti come i padri Camilliani.

Solo nel corso dell’800 si scoprì che tali trattamenti non avevano alcun effetto disinfettante”. Sulla copertina del volume di Renzo Chiovelli vi è effigiato San Rocco, protettore delle pestilenze. Sullo sfondo la città di Acquapendente e scene della peste. Si tratta di un olio su tela del 1641, dipinto da Francesco Nasini da Piancastagnaio, che si trova nella chiesa di Santa Maria Assunta, detta di San Francesco, ad Acquapendente. Nel volume le notizie storiche sono suffragate da interessanti documenti.