Cerimonia religiosa dell’Aido di Acquapendente

NewTuscia – ACQUAPENDENTE – Curata logisticamente con la consueta puntualità e precisione nel rispetto norme Covid 19 dalla collaboratrice parrocchiale Beatrice Menchinelli, si è svolta domenica mattina la cerimonia religiosa voluta dalla Sezione Aido  di Acquapendente del Presidente Enzo “Tramontana” Rappoli per festeggiare  coloro che, con la donazione dei loro organi, rivivono in altre persone.

Una semplice Messa alle ore 11 presso la Basilica Concattedrale del SantoSepolcro celebrata dal viceparroco Don Benjamin. per ricordare Mauro Sugaroni, Alfredo Rocchi, Andrea Pifferi, Renzo Neri, Mirella Serafinelli, Fabio Berti. E’ spettato al collaboratore parrocchiale Mario Riondato leggere la “Preghiera del Donatore” a fine celebrazione : “ Signore Iddio, Tu che dall’alto vedi le miserie e le sofferenze umane, Tu che hai sacrificato Tuo Figlio per la salvezza dell’Umanità, Tu che hai fatto l’uomo libero, libera me dall’egoismo e concedimi di rendere ai fratelli sofferenti ciò che Tu mi hai dato. Fa che una parte di me, dopo la mia morte, renda felici altri esseri colpiti da malattie e bisognosi di trapianti. Dammi la gioia di donare, come ha fatto Tuo Figlio in croce, almeno una parte del mio corpo, perché possa rendermi utile nel diffondere l’amore, la speranza, la pace”. Ad un ora dall’inizio della celebrazione è arrivato il messaggio liturgico domenicale del Parroco Don Enrico Castauro:

Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa sottolinea, “Domanda Gesù: ” la gente chi dice che io sia?” Il mondo, verrebbe da dire con un sorriso, non cambia mai! La gente che dice. Le tante chiacchiere, giudizi, immagini che facciamo su questo o su questa: sappiamo sempre, con certezza, chi sono gli altri: eppure, diceva Agostino: “factus sum mihi magna questio”.Gli altri ci vedono, noi ci vediamo: ma chi siamo? Se ci mettiamo a nudo scopriremo di essere figli di un Padre misericordioso che altro non attente che di rivestirci della veste più bella, di darci i calzari e fare festa perché ci siamo ritrovati tornando, a fatica, a casa.Anche su Gesù: si diceva. È questo, è quello. Da sempre, proprio perché ha affascinato uomini e donne di ogni tempo, di Gesù si hanno tante immagini. Il Vangelo di oggi ci insegna che la comunità dei credenti, il popolo Santo e fedele di Dio: la Chiesa, conosce davvero chi è Gesù perché è lo Spirito che a Lei lo ha rivelato. Preghiamo oggi per il nostro Santo Padre papà Francesco”.