Con la manovra di assestamento la Provincia destina 7 milioni di euro a opere pubbliche, strade, viabilità, edilizia scolastica e rifiuti

Stefano Stefanini

I frutti della “collaborazione istituzionale”.

NewTuscia – VITERBO – Il presidente della provincia di Viterbo Pietro Nocchi ha diramato un comunicato con il quale illustra con soddisfazione le principali misure economiche legate all’approvazione dell’assestamento e degli equilibri di bilancio nell’ultimo consiglio provinciale.

“l’amministrazione provinciale, senza approfittare della proroga concessa dal governo che ha spostato al 30 settembre ladempimento, e mantenendo la buona pratica” inaugurata con il bilancio di previsione 2020 approvato a dicembre 2019, ha autorizzato limpiego di ingenti risorse aggiuntive per il territorio viterbese.

Preso atto che il supporto dello Stato in sostituzione dei mancati incassi, ad oggi, dovrebbe garantire un buon equilibrio su cui si faranno costanti monitoraggi, sono stati applicati al bilancio oltre 7 milioni di euro, con le seguenti destinazioni principali:

– Strade e viabilità per circa 850mila euro da somme provenienti dal ministero Infrastrutture e Trasporti;

– Scuole superiori per circa 800mila euro dal ministero Istruzione Università e Ricerca;

Scuole e strade per oltre 400mila euro da finanziamenti della regione Lazio;

Opere pubbliche per oltre 1 milione e 400mila euro da avanzi di amministrazione da somme derivanti da mutui;

  • Gestione dei rifiuti da residui di finanziamenti della regione Lazio per le politiche in materia ambientale.

Relativamente alla gestione dei rifiuti, dopo un’attenta ricognizione dell’Unità di progetto per l’ambiente, di concerto con il settore finanziario, sono stati applicati e resi prontamente disponibili oltre 2 milioni e 700mila euro che saranno assegnati ai comuni della provincia di Viterbo per l’implementazione della raccolta differenziata porta a porta (1milione 592mila 311 euro) e la realizzazione di isole ecologiche (1 milione 136mila 982 euro).

A questi contributi si aggiungono somme ancora da assegnare e risorse economiche erogate dalla regione Lazio ancora inutilizzate o non rendicontate dai comuni della provincia.

Questo risultato, che consente alla provincia di Viterbo di mettere in campo risorse per il territorio e finanziare le attività dei comuni in tema ambientale, è stato possibile grazie ad un lavoro sinergico e in unità di intenti che l’amministrazione provinciale sta portando avanti nell’interesse della comunità, e che rafforza il ruolo di coordinamento e di intermediazione tra i comuni della Tuscia e gli enti di livello superiore. Queste le dichiarazioni di Pietro Nocchi, Presidente  della Provincia  di Viterbo.

 

Un nostro commento.

I recenti provvedimenti di destinazione di 7 milioni di euro al potenziamento di edilizia scolastica, strade provinciali e opere pubbliche varie premia, oltre che i cittadini e la qualità della vita della provincia, il nuovo assetto di  “collaborazione istituzionale”  perseguito da tempo dal presidente della provincia Nocchi, che  ha portato alla costituzione di  una “giunta provinciale”  scaturita dalla collaborazione e  la partecipazione di esponenti di centro sinistra e centro destra.

Ciò per Individuare  i  provvedimenti  più efficaci per un “nuovo modello di sviluppo” per la  Tuscia del dopo-coronavirus.

Dopo il periodo di emergenza sanitaria che ha letteralmente cambiato la vita di cittadine, famiglie, società e amministrazione centrale, regionale e locale, e’ da accogliere positivamente l’iniziativa del presidente della provincia di Viterbo, Pietro Nocchi, che ha rivolto l’invito alle forze politiche di  ad una “ collaborazione istituzionale “, con una positiva risposta delle forze politiche provinciali di opposizione .

Dalle  parole del presidente Pietro Nocchi in occasione del varo della giunta di collaborazione istituzionale i tratti salienti della nuova Amministrazione Provinciale.  

“La piattaforma programmatica condivisa è improntata al supporto, lo sviluppo e la promozione del nostro territorio. Azioni che potranno essere integrate in ragione dei fabbisogni e degli eventi da fronteggiare nellemergenza epidemica attuale.

Da questo punto in poi inizia la parte difficile: lavorare per realizzare i progetti che gli amministratori locali attendono dalla Provincia e continuare a fare in modo che l’istituzione sia la “Casa dei Comuni”.

“Per questo motivo la scelta di delegare a più consiglieri le responsabilità significa in questa fase dare un valore aggiunto al lavoro della provincia e velocizzare tutte le azioni programmatiche che metteremo in campo.

“Con due decreti il presidente Nocchi aveva assegnato nell’aprile scorso le deleghe ai Consiglieri provinciali che contribuiranno fino alla fine del mandato dellEnte alla programmazione di interventi finalizzati al miglior vantaggio per il territorio.

Alla vicepresidenza Alessandro Romoli (Insieme per la Tuscia), con deleghe nei settori Contenzioso, Enti Partecipati, Patrimonio.

Gli assessori: Maurizio Palozzi (Tuscia Democratica) Viabilità, Trasporti, Lavori pubblici,p.Istruzione; Augusto Bracoloni (Insieme per la Tuscia) Attività edilizia scolastica; Eugenio Stelliferi (Tuscia Democratica) Rete scolastica, Formazione professionale; Lina Novelli (Tuscia Democratica) Pari opportunità; Giulio Marini (Insieme per la Tuscia) Ambiente; Matteo Costa (Insieme per la Tuscia) Polizia Provinciale; Carlo Postiglione (Tuscia Democratica) Bilancio; Lina Delle Monache (Tuscia Democratica) Progetti Comunitari, Personale.

In un’ottica concretamente orientata alle cose  da fare, alle esigenze che le nostre popolazioni vorrebbero essere realizzare per migliorare la qualità della vita quotidiana in primis e la ricettività turistico-culturale,  si può definire un quadro programmatico di quanto e’ stato fatto  e quanto ancora c’è da fare per l’affermazione di un vero modello di sviluppo della Tuscia viterbese.

Una rinnovata qualità della vita nei Centri storici, con le  loro tipicità ambientali, culturali, ed eno-gastronomiche, un patrimonio da tutelare e valorizzare.

Il collegamento inscindibile tra Agricoltura, Ambiente,  Paesaggio ed insediamenti urbani, intesa nel senso di una coerenza con il “genius loci” – con il quale si indica l’insieme delle caratteristiche socio-culturali, architettoniche, di linguaggio, di abitudini che caratterizzano un luogo, un ambiente, un territorio, una città – dovrà essere concretamente declinato come tutela delle peculiarità della Tuscia, nella sua  varietà di unicità ambientali .   I nostri Centri storici sono caratteristici poiché sorti nei secoli dal mare ai laghi,  dalle colline  alla valle del Tevere, dall’archeologia ai luoghi suggestivi, di valore religioso e storico-ambientale che attraversano praticamente tutti i periodi storici, con testimonianze architettonico-monumentali e artistiche che spaziano dagli Etruschi e Romani, al Medioevo,  sino al Rinascimento e all’archeologia  agricolo-industriale (penso alle Stazioni dismesse delle linee ferroviarie o le Case cantoniere sorte sulle vie stradali)  di interessanti siti della produzione, delle reti viarie, dei trasporti e delle dimore storiche, realizzati  dal XVII al XX secolo.

Chi vuole il vero sviluppo della Tuscia deve essere cosciente che tutto questo patrimonio è a disposizione di privati, volontariato e  istituzioni  per coniugare la tradizione di mestieri con il lavoro agricolo, artigianale e piccolo-industriale, con le eccellenze delle tipicità enogastronomiche e  la presenza agrituristica e termale, l’innovazione e la ricerca dell’Università della Tuscia,  i  Turismi di qualità, esclusività  e di innovazione.

Le priorità infrastrutturali ed intermodali per una maggiore connessione economica con il resto d’Italia.

E’ determinante rivedere il quadro della mobilità e dei trasporti in questo tratto di Italia centrale. Da qui l’idea di realizzare un collegamento ferroviario ad alta velocità in grado di collegare per la prima volta grandi realtà del trasporto passeggeri e merci come Civitavecchia e Orvieto con Viterbo, attraverso il nodo intermodale di Orte, strategicamente rilevante per l’intero Paese (i lavori per il,completamento della superstrada ne sono un esempio chiaro che andrebbe esteso per completare il quadro alle Vie Consolari ed alle ferrovie così dette  minori, oltre che il prossimo collegamento ferroviario dell’Interporto Centro Italia).

Senza un sistema infrastrutturale significativo la provincia di Viterbo, ci è stato ripetuto sino all’inverosimile, è destinata a un declino irreversibile, perdendo la possibilità di sfruttare le grandi risorse di cui dispone, come le bellezze storico-ambientali, la vocazione agricola, gli impianti termali, come dimostrano le recenti escursioni programmate per i croceristi da Civitavecchia a Viterbo ed alle attrattive turistiche del territorio .

Il termalismo, l’artigianato artistico, il turismo congressuale e croceristico, formativo-professionale, l’artigianato artistico, la piccola e media impresa  in collegamento con la Ricerca Universitaria e la sua rete diffusa nel territorio, i percorsi ciclo-pedonabili e a cavallo come volani di crescita per la Tuscia.