Il Volo, Laboratorio diurno per le autonomie sociali, vincitore di un bando della Regione Lazio

Sei settimane gratuite presso il centro per 42 bambini, 30 normodotati e 12 con disabilità, con la collaborazione della Regione Lazio

di Serena Biancherini

NewTuscia – SAN LORENZO NUOVO – C’è una frase incorniciata e appesa alla parete, tra disegni e illustrazioni, all’interno del centro, che mi ha colpito fin dalla prima visita a Il Volo: E il mio maestro m’insegnò come trovare l’alba dentro l’imbrunire (Franco Battiato, Prospettiva Nevski). Con tutti i suoi molteplici significati e le situazioni a cui è possibile applicarla, non si può fare a meno di pensare che si adatti bene a rappresentare anche il contesto in cui si colloca la vincita, da parte dell’associazione, del bando realizzato dalla regione Lazio in collaborazione con Lazio Crea.

Lo sfondo, infatti, è quello che da mesi ha consolidato il Covid-19 e che con le sue chiusure e distanze ha penalizzato moltissimo i bambini, rovesciando il loro modo di vivere nell’immediato e di gestire i rapporti sociali con adulti e coetanei, al di fuori della famiglia, a lungo termine. In questo periodo le loro resistenze e fiducie, consce e inconsce, nei confronti della realtà circostante nonché la versatilità di adattamento comportamentale che si stabilisce attraverso l’esperienza in molteplici contesti facenti parte dell’apprendimento pratico, sono state alterate. Il progetto per cui Il Volo ha ottenuto i fondi, ha permesso di venire incontro ai piccoli e di aiutarli a riallacciare i rapporti un po’ allentati con gli amici, ripristinando una certa dose di normalità nelle loro vite, facendoli interagire in un ambiente sicuro, all’aria aperta e con il rispetto di tutte le norme contro il virus.

“Per sei settimane”, spiega Barbara Visciola, proprietaria dell’edificio e vice presidente, “abbiamo potuto garantire questo ambiente protetto gratuitamente a 42 bambini, 30 normodotati e 12 con disabilità”. Sono stati realizzati laboratori per tutti i bambini del territorio, anche per quelli provenienti da situazioni complesse che in circostanze normali, purtroppo, non avrebbero potuto accedere alla struttura, dal momento che questa si sostiene privatamente.

In tempi di Covid, il bando ha consentito di accettare e trasmettere il concetto di esigenza di un contatto umano, per poi tradurlo sul piano pratico. Un principio che fin dalla sua nascita l’associazione ideata e gestita da genitori, da madri soprattutto, si sforza di portare avanti. L’accortezza, la tutela, da parte della Regione, ha fornito a Il Volo la possibilità di esprimersi al meglio; dalla sua creazione si è configurato come un punto di riferimento per tutti i bambini, sia normodotati che con disabilità o problematiche sociali, andando a stimolare le capacità degli ospiti attraverso il gioco e le attività dei laboratori.

“Possiamo dire che la regione Lazio ci ha sempre sostenuto nella figura della dottoressa Troncarelli”, afferma Roberta Bartoccini, presidente del centro. “Al di là del ruolo istituzionale è una mamma, ed è con un approccio tale che ci è venuta incontro, permettendo di creare un rapporto basato su una sensibilità comprensiva e solidale che ci ha dato speranza. Ma a livello ufficiale e istituzionale, che oltrepassa il piano dell’impegno delle singole persone che ricoprono cariche, questa è la prima volta che vediamo un ente pubblico preoccuparsi di mobilitare le risorse per l’individuo, il cittadino, inteso nel senso più umano del termine. Basta affacciarsi alla finestra”, prosegue aprendo la persiana che da sul cortile della struttura e facendo entrare il vivace chiacchiericcio tipico dei bambini che si divertono, “per vedere che cosa è questo bando. Il bando sono loro mentre giocando interagiscono all’aperto, ed è la prima volta che vedo le risorse messe a disposizione arrivare alla singola persona, a Melissa, Omar, a Massimo e a tutti gli altri in questa grande famiglia”.

Ciò che si vede da questa finestra è anche la strategia vincente che la collaborazione tra vari enti rappresenta nel raggiungimento di obbiettivi che istituzioni pubbliche e private da sole non riuscirebbero a portare a termine altrettanto efficacemente. E a beneficiarne non sono solo i ragazzi, ma l’intero territorio che va a configurarsi come luogo di eccellenza nel settore sociale. La speranza per il futuro è che la sinergia che è stata creata venga poi replicata in molte altre circostanze e dato che questa è stata la prima volta che il centro diurno ha partecipato ad un progetto così ampio, è anche quella che possa continuare a raggiungere traguardi sempre più grandi.