Clima, perché il 2020 è l’anno più caldo mai registrato?

Kateryna Palazzetti

NewTuscia- VITERBO –Da un’analisi dei dati della prima metà dell’anno, Carbon Brief ha stimato che il 2020 con ogni probabilità sarà l’anno più caldo finora registrato.

Nei primi sei mesi dell’anno le temperature della superficie globale sono state eccezionalmente alte, in linea con quelle registrate nel 2016. Il mese di giugno 2020 ha battuto ogni record confermandosi come il più caldo, o il secondo più caldo, da quando iniziarono le registrazioni nel 1850.

Una temperatura record è stata registrata in Australia così come anche in Siberia per gran parte dei primi sei mesi dell’anno: nella Siberia settentrionale il termometro è salito di circa 7° rispetto allo stesso periodo degli anni passati. Secondo gli scienziati questo aumento di temperatura sarebbe stato impossibile se non fosse stato per il surriscaldamento globale causato dall’uomo.

L’analisi di Carbon Brief si è basata sui report di sei diversi gruppi di ricerca che riportano i record della temperatura superficiale globale: la NASA, NOAA, Met Office Hadley Center/UEA, Barkeley Earth, Cowtan e Way e Copernicus/ ECMWF. Tali dati dimostrano che i mesi di gennaio, aprile, maggio e giugno 2020 si ricollegano agli stessi mesi del 2016 per la temperatura media più calda mai registrata.

Nella prima metà del 2020 è stato registrato un innalzamento delle temperature in moltissime parti del mondo, con un’ondata di caldo record in Australia, colpita da uno dei più grandi incendi della storia, e nell’Antartide dove a causa dell’innalzamento delle temperature non si arresta il processo di scioglimento dei ghiacciai. Come era prevedibile non p stata risparmiata neanche il Vecchio Continente che ha registrato circa 2° sopra la media.