Amelia, ospedale, sindaco Pernazza e vice Nunzi intervengono su situazione e replicano a Pd

NewTuscia – AMELIA – Il sindaco Laura Pernazza ed il vice Andrea Nunzi hanno diffuso una nota sulla situazione dell’ospedale replicando anche alle affermazioni del Pd.

Di seguito il comunicato:

“Facendo seguito alle considerazioni politiche emerse negli ultimi giorni sul piano di ristrutturazione che interesserà il nostro ospedale ci corre l’obbligo di fare alcune considerazioni.

Dobbiamo innanzitutto ricordare che il piano di continuo depauperamento  è stato messo in atto ai danni degli ospedali di Amelia e Narni( la chiusura del punto nascita a Narni ne è l’ultimo esempio lampante) dalle giunte regionali che si sono succedute.

Questo ha portato ad un continuo impoverimento sia di risorse umane che strumentali portando di fatto ad una situazione non più gestibile con conseguente discapito della qualità delle prestazioni erogate dai due presidi, penalizzati oltre modo  dai requisiti edilizi delle attuali strutture e dai vincoli di bilancio e legislativi (DM 70/2015) che non agevolano certamente ulteriori investimenti.

Nonostante gli operatori si siano sacrificati al massimo le nostre strutture hanno perso in attrattività e visibilità. Da qui abbiamo fortemente voluto istituire un tavolo di confronto tra istituzioni e operatori al fine di dar vita ad un piano di riordino e di rilancio delle due strutture.

Ci rammarica la mancanza di obiettività e di rispetto istituzionale  del segretario del PD di Amelia e ci colpiscono ancora di più le sue posizioni perché si tratta di un medico che dovrebbe  ben conoscere lo stato dell’arte quando invece fa affermazioni pretestuose e  imprecise .

Nello specifico  le attività di oculistica e dermatologia non sono state soppresse, bensì grazie alla nostra intercessione, hanno ripreso a svolgersi. Corre però l’obbligo di precisare che non si tratta di due reparti ( dermatologia e oculistica ) ma  di attivita’ operatorie di tipo ambulatoriale.

Il trasferimento della riabilitazione neuro-motoria nasce dall’esigenza di creare un centro all’avanguardia  che consenta ad un paziente di operarsi a Narni in chirurgia ortopedica, essere riabilitato e tornare a casa senza dover passare per un’altra struttura ospedaliera come avviene nei centri di eccellenza a noi vicini ( ad esempio Figline Valdarno,Arezzo, etc.).

Questo trasferimento oltre a migliorare la qualità delle prestazioni offerte ha consentito di ampliare il numero dei posti disponibili per la riabilitazione cardiologica di Amelia da 9  a  14  e di attuare l’apertura di due nuovi servizi di riabilitazione respiratoria e nefrologica in piena integrazione con l’Azienda Ospedaliera di Terni .

E’ giusto rimarcare come il  reparto di riabilitazione cardiologica negli ultimi anni ha rappresentato un fiore all’occhiello della nostra struttura ospedaliera, reparto che non si occupa solo di gestire  la cronicita’ , pazienti che provengono dalle terapie  intensive,  da cardiologia e non solo per  anziani, ma anche  giovani che hanno bisogno di migliorare la loro qualità della vita e abbassare i tassi di riospedalizzazione.

Qualcuno non da l’importanza giusta a quello che si è riusciti a salvare e potenziare , la riabilitazione cardio-pneumologica e nefrologica , la medicina ( che chiude a Narni e passa da 20 a 24  posti letto ad Amelia),  la dialisi e la diagnostica per immagini e tutti i servizi ambulatoriali.

Chi attacca ha gioco facile ma chi salva quello che c’è da salvare e fa scelte coraggiose mettendoci la faccia si espone alle critiche. Paradossalmente avremmo creduto in modo utopico di ricevere in modo trasversale l’appoggio e la solidarietà di tutti.

Gli operatori e i sindacati ci hanno elogiato del lavoro fatto , frutto di una lunga concertazione, che ha sicuramente sventato la chiusura non solo del punto di primo intervento che invece rimarrà aperto dalle 8 alle 20 garantendo le urgenze e prevedendo nuovi investimenti.

Naturalmente a fronte di questo piano di riorganizzazione sono previsti una serie di investimenti sia sulle strutture che sul personale da attuare in tempi molto rapidi sui quali vigileremo in modo puntuale, e’ infatti il momento di cogliere l’opportunita’ che le nostre strutture ospedaliere ci concedono nel ripensare ad un modello integrato che salvaguardi vocazioni, specialita’ e ruoli e rappresenti per tanti professionisti uno scenario su cui investire se stessi e la loro crescita  in prospettiva della realizzazione del nuovo Ospedale che rimane l’obiettivo finale a cui tutti dobbiamo in modo unitario lavorare”.