Migranti trasferiti a Valentano, Proceno e ad Orte risultati positivi al Covid-19

Stefano Stefanini

L’accoglienza deve essere preventivamente controllata e organizzata per prevenire contagi. Non possiamo permetterci passi falsi sulla salute dei cittadini.

NewTuscia – ORTE – Il senatore Francesco Battistoni di Forza Italia in una nota stampa ha dichiarato:  “Tra i migranti che il governo ha collocato nel territorio della provincia di Viterbo sono risultati positivi al Covid-19 tre persone. Euna notizia terribile per il territorio del centro Italia, qualcosa che da tempo denunciamo con forte preoccupazione.

E questa preoccupazione, purtroppo, si è trasformata in notizia vera e certa.

Quando Forza Italia ha iniziato a denunciare questa situazione, lo ha fatto a ragion veduta, considerando il fatto che i migranti vengono collocati senza conoscere il loro stato di salute preventivo e senza che ci sia garanzia sul controllo delle strutture individuate per l’accoglienza.

E avevamo ragione, nonostante ancora oggi qualcuno ci accusi che le nostre parole cavalchino la paura.

Invece in provincia di Viterbo, esattamente nei comuni di Proceno e Orte, queste persone, riscontrate positive, hanno avuto libertà di circolare allinterno dei comuni, frequentando spazi e luoghi pubblici per diversi giorni senza che nessuno sapesse nulla sulla loro salute.

Il senatore Battistoni nota: Per mesi abbiamo chiesto agli italiani sacrifici immani, oggi stiamo vanificando quei sacrifici con queste azioni superficiali e scellerate.

Il senatore della Lega Umberto Fusco interroga il Ministro dell’Interno Lamorgese:  “ Tre migranti positivi tra quelli arrivati in questi giorni nella Tuscia a seguito dell’emergenza sbarchi esplosa a Lampedusa: ora vogliamo sapere con immediatezza e massima trasparenza se la signora Lamorgese prima di “spedire” il gruppo di persone potenzialmente infette nel territorio della Tuscia, ha verificato il loro stato sanitario e quali misure ha adottato per consentirne il trasferimento nella massima sicurezza, in modo da mettere al riparo dal contagio la popolazione residente che, con un atto calato dall’alto, li ha ospitati.

Il gruppo di migranti è arrivato con il “favore delle tenebre”, collocato inizialmente nell’ex convento di Valentano, nel più totale silenzio, anche nei confronti del sindaco Bigiotti che ha dichiarato non solo di non essere stato informato, ma che la struttura era assolutamente inidonea all’adozione di misure anti contagio e quelle inerenti la sorveglianza degli ospiti per impedire le fughe che si stanno verificando in tutta Italia.

Il gruppo di migranti è stato trasferito in seguito a Orte e a Proceno. Oggi la notizia di tre positivi tra i nuovi arrivi.

Prosegue il senatore della Lega, al riguardo chiediamo di sapere con la massima urgenza e unassoluta trasparenza se, prima di inviare il gruppo con gli infetti nella Tuscia, è stato eseguito un esame preventivo del loro stato sanitario e comunicato alle autorità competenti del territorio ospitante per ladozione delle dovute precauzioni.

Al riguardo chiediamo, quindi, di conoscere le misure messe in atto per il trasferimento dei migranti nella Tuscia e il successivo spostamento nei comuni di Orte e Proceno vista la presenza nel gruppo, oggi certa, di tre positivi Covid-19, per mettere al riparo la cittadinanza e gli operatori che sono venuti in contatto con il gruppo da un eventuale contagio.

Il partito Fratelli d’Italia di Viterbo con l’on. Mauro Rotelli, il  coordinatore  provinciale Massimo Giampieri e una numerosa delegazione di Orte, hanno presidiato il Centro di accoglienza di Orte, la struttura alberghiera Carpe Diem, ove sono stati ospitati, insieme agli altri provenienti da Valentano,  i tre migranti risultati positivi al CoVid .

Lo slogan che Fratelli d’Italia ha scritto sullo striscione esposto durante la manifestazione di protesta di Orte e’ “Blocco navale”, posizione affermata a livello nazionale da tempo da Giorgia Meloni.

Non registriamo ancora ulteriori prese di posizione degli altri partiti ed esponenti della maggioranza di Governo centrale, della regione Lazio, e della provincia di Viterbo che non si faranno certamente attendere.

Per ricostruire la “situazione dell’accoglienza” venutasi a creare ad Orte, va ricordato che il   14 giugno scorso si e’ consumato nella struttura di accoglienza, ubicata nei pressi della stazione autostradale e dell’imbocco della superstrada E45, un omicidio per accoltellamento: Imade, nigeriano ventunenne,  ha colpito mortalmente – quanto incidentalmente probabilmente per difendersi nella lite incontrollata – con il suo piccolo coltello il connazionale trentacinquenne Eugene, anch’egli armato di un coltello, come emergerebbe dalla ricostruzione fornita dai testimoni, proprietari della struttura alberghiera Carpe Diem,  subito accorsi sul luogo per portare soccorso ai litiganti, lite  trasformatasi in tragedia.

Il giovane aggressore omicida  Iman, di carattere mite riservato ed educato,  come emerge dal racconto  di chi lo conosce da anni, ha causato la morte di Eugene, specularmente estroverso rispetto al suo antagonista e descritto come  di carattere“tendenzialmente irascibile”.

Non si possono accogliere senza controlli preventivi in una struttura i migranti da ospitare, come non  si può morire in un Centro di accoglienza per una lite tra connazionali scoppiata a causa  una sedia prestata per una festa e restituita rotta.

I Cittadini esigono dai politici  ed amministratori che  hanno la responsabilità e la competenza in materia che l’accoglienza   deve essere assolutamente organizzata e controllata per prevenire contagi pericolosissimi per la popolazione residente ed atti illegali di ogni genere.

Se non siamo pronti per accogliere migranti in assoluta sicurezza, Sanitaria  e di Ordine Pubblico, meglio ridimensionare i nostri impegni e limitare il fenomeno ma come fare?

Abbiamo registrato nel giugno scorso di fronte all’increscioso fatto di sangue le reazioni della Lega di Orte, che rispetto alla gravità dell’omicidio,  prospettava  una soluzione drastica di allontanamento degli immigrati e la chiusura del Centro di accoglienza.

Tutti noi spesso incrociamo, di notte pericolosamente, sulle nostre strade questi ragazzi, spesso a piedi, talvolta sulle biciclette, altre volte li vediamo percorrere abusivamente i tracciati ferroviari che portano al centro abitato (un immigrato morì qualche anno fa al passaggio di un treno sulla linea Orte- Ancona, nei pressi del Ponte sul Tevere) e noi d’istinto proviamo un misto di contrarietà e di  compartecipazione al vagare di questi giovani senza una meta precisa.

Non si possono lasciare abbandonati a loro stessi decine e decine di giovani che girovagano sulle nostra strade.

La salute pubblica e la prevenzione della recrudescenza del Covid devono assolutamente prevalere su ogni altra esigenza.

Quando le amministrazioni centrali dispongono  e i comuni e privati decidono di accogliere gli immigrati nei nostri territori, necessariamente e contestualmente devono predisporre programmi paralleli di assoluta prevenzione e controllo sanitario  in sicurezza e legalità.

Il governo centrale (in collaborazione “leale” con)  le regioni, le province, i comuni – con l’intervento preventivo  primario delle autorità sanitarie e per l’ordine  pubblico e l’ospitalità organizzata di prefetture e questure –  devono  saper gestire al meglio – con il concorso delle forze produttive, formative, di volontariato e delle forze dell’ordine – sul lato della prevenzione delle malattie e della pandemia Covid  e  poi dell’integrazione eventuale al Lavoro, i migranti eventualmente affidati in assoluta sicurezza sanitaria ai comuni e alle strutture private disponibili all’accoglienza.

Non possiamo permetterci passi falsi, poi chi governa o governerà l’Italia a seguito del responso elettorale potrà decidere, secondo le scelte sottoposte chiaramente agli elettori, se e in quale misura accogliere in sicurezza i migranti o se praticare limitazioni relative o assolute dell’accoglienza di migranti, per alcune forze politiche anche mediante  un blocco navale .

Oggi la prudente vigilanza, la prevenzione e la sicurezza sanitaria devono assolutamente prevalere in tutti, responsabili della cosa pubblica a vari livelli e competenze e cittadini.