Corchiano si prepara a produrre il Moscato

NewTuscia – CORCHIANO – Riceviamo e pubblichiamo. Saranno giorni decisivi per Corchiano quelli che si apprestano ad arrivare.

In data 28 Luglio 2020 sono infatti stati spediti dei campioni di vite che ha buone probabilità di essere una specie autonoma del territorio. Se nel laboratorio C.R.E.A. – VIT del Centro di Ricerca per la viticoltura di Susegana (TV) verrà conferma questa ipotesi, si apriranno nuovi ed eccitanti scenari per il panorama della viticoltura corchianese.
I campioni sono stati donati da Elia Paolocci e Angelo Marconi, due corchianesi che hanno preservato quella che potrebbe essere la cultivar originale del Moscato di Corchiano.

Il progetto “Moscato di Corchiano” vede la sua nascita nel 2019, dall’esigenza e la volontà di riscoprire sul territorio un prodotto che fosse tipico e fortemente caratterizzante (Corchiano infatti si divide il primato di “Paese della nocciola” con tantissime altre realtà del viterbese).

Da un’intuizione della Condotta Slow Food Corchiano e Via Amerina, da subito appoggiata e promossa dall’Amministrazione Comunale di Corchiano, è nato l’evento di presentazione del “Progetto Moscato di Corchiano” che ha visto coinvolto Fabio Turchetti (giornalista enogastronamico de “Il Messaggero”) come cerimoniere di una degustazione di alcuni dei Moscati più noti d’Italia, terminata con l’assaggio di alcune bottiglie di “moscato casalingo” autoprodotto da alcune famiglie del luogo.

“C’è la necessità di riportare in vita una tradizione che affonda da più di un secolo le sue radici su questo territorio. Naturalmente speriamo in un vitigno ‘autonomo’, ma se così non fosse, ci basterà rinvigorire dalle ceneri il fuoco della nostra storia per portare comunque avanti il progetto. Magari con una denominazione comunale d’origine. Ma intanto attendiamo i risultati.”
Afferma Raffaele Marini, l’enogastronomo a cui Comune e Condotta Slow Food si sono rivolti per la direzione tecnica del progetto.

Ambizione che ha trovato l’appoggio dalla Facoltà di Agraria dell’Università degli studi della Tuscia, nella persona del Professor Muganu e dall’ARSIAL Regione Lazio che per mezzo di Giovanni Pica (Resp. Prodotti Tipici e Tradizionali), ha indirizzato le analisi molecolari alla professionalità della Dr.ssa Manna Crespan presso il C.R.E.A

Una grande opportunità per il piccolo paesino del viterbese che a giorni, potrebbe ritrovarsi con un vero e proprio tesoro fra le mani.