E’ scomparso il giudice Paolo Giorgio Ferri

NewTuscia – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo.

Il 𝙜𝙞𝙪𝙙𝙞𝙘𝙚 𝙥𝙖𝙡𝙖𝙙𝙞𝙣𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝘼𝙧𝙩𝙚 Paolo Giorgio Ferri scompariva improvvisamente il 14 giugno 2020.

Già Sostituto Procuratore della Repubblica di Roma, era stato uno dei principali artefici delle inchieste giudiziarie consentendo il rientro in Italia di innumerevoli reperti archeologici e opere d’arte sottratti illegalmente al nostro Paese.

Fu il primo a sferrare un duro colpo ai circuiti dei traffici illeciti internazionali dell’arte. La Sua competenza, tenacia e determinazione portarono alla sbarra non solo scavatori clandestini e trafficanti, ma anche i maggiori acquirenti stranieri.

La notizia della sua morte ci arrivò, lasciandoci attoniti e sconvolti,durante la cerimonia di inaugurazione del Master in Archeologia Giudiziaria e Crimini contro il Patrimonio Culturale, promosso dal Centro Studi Criminologici e dall’Osservatorio Internazionale Archeomafie, a cui avrebbe dovuto prendere parte per presenziare alla consegna delle borse di studio messe in palio per gli allievi del Master.

E’ stato un onore per il Centro per gli Studi Criminologici aver potuto lavorare per tanti anni con lui, averlo avuto al fianco, colonna portante del Master.

Non potremo mai scordare i suoi consigli, gli insegnamenti, le scelte didattiche operate, la dedizione assoluta all’insegnamento e la passione riversata, il rigore e l’umanità, le elevatissime competenze trasmesse con commovente umiltà e la totale disponibilità.

Ci ha lasciato non soltanto un patrimonio culturale ma grandi insegnameni di vita.

Ricordo i frequenti scambi per predisporre la formazione, le riflessioni, i ragionamenti, la programmazione di tutta una serie di ulteriori interventi formativi per garantire agli allievi il massimo del supporto a favore della loro professionalità.

Lavoro che diventava piacevolissimo confronto arricchito da quei cari e preziosi intermezzi di reciproche confidenze.

L’impegno, per onorarne degnamente la memoria, è quello di continuare a lottare in difesa del patrimonio culturale italiano e mondiale. Impegno al quale il CSC non si sottrarrà.

Un imperativo per noi tutti che abbiamo avuto il privilegio di lavorare con lui e per le decine di ex allievi che si sono formati alle sue lezioni.

 

Rita Giorgi

direttore scientifico del Centro per gli Studi Criminologici