“Quando il gioco si fa sporco, quando la normale dialettica politica si trasforma in diffamazione personale”, Di Mauro risponde a Felice Casini

NewTuscia – SUTRI – In un post pubblicato sulla pagina personale, aperta e senza restrizioni di privacy, il giorno (in allegato) il signor Felice Casini ha divulgato notizie che ledono la mia onorabilità, sia come persona che come volontario e operatore sociale. Le sue affermazioni non rispondono alla realtà e sono diffamatorie, pertanto ho deciso di sporgere denuncia nei suoi confronti e nei confronti di tutti coloro che hanno diffuso e commentato impropriamente il post.

Ma veniamo ai fatti. Egli mi accusa di essermi “lavato le mani” innanzi ad una emergenza sanitaria che riguardava una persona sotto tutela, ritardando addirittura il soccorso FALSO!!!
I fatti sono andati molto diversamente da come il Casini li ha rappresentati. La sera del 19 maggio, alle ore 21, 42, sono stato raggiunto da una telefonata dei carabinieri della stazione di Sutri che mi informavano in qualità di vice sindaco, che una persona sotto tutela era ammalata e che l’operatore del 118 non intendeva trasportarla in ospedale senza autorizzazione del tutore. Pur non essendo il tutore della persona in oggetto, in auto, con i carabinieri, mi sono recato presso l’abitazione del cittadino per mettermi a disposizione e offrire il mio contributo.

Arrivato in loco ho trovato gli operatori del 118 e un parente nel giardino; gli stessi mi dicono che avevano bisogno dell’autorizzazione del tutore legale per trasportare il ragazzo in ospedale e che lo stesso doveva salire in ambulanza con loro per accompagnarlo. Quando ho riferito loro di non essere il tutore, mi hanno detto che non avrei potuto assolvere al compito; a quel punto ho telefonato alla responsabile dell’Area Servizi Sociali del comune per chiederle se era informata su chi fosse il tutore legale e successivamente alla assistente sociale del comune le quali informavano che nonostante la richiesta di revoca del tutore Felice Casini avanzata al Giudice Tutelare non avevano ricevuto notifiche di revoca. A quel punto è stato chiamato il sig. Casini, che è arrivato dopo circa 30 minuti, mentre io ero lì già da oltre mezz’ora. Il sig. Felice Casini disse agli operatori che lui non era più vice sindaco e di conseguenza non era più il tutore del ragazzo dimenticando, o forse non sapendo, che la nomina di tutore o amministratore di sostegno avviene per decreto del Giudice Tutelare e sotto giuramento presso il Tribunale territorialmente competente e non decade con l’incarico politico ma solo dopo decreto motivato del Giudice Tutelare formalizzato al tutelato e al tutore. A quel punto l’operatore del 118 ha dovuto agire con urgenza in accordo con la ASL.

Va inoltre specificato che il parente del tutelato ha riferito a me ed ai carabinieri che aveva avanzato richiesta al giudice tutelare di essere nominato tutore del suo parente m di non aver ricevuto ancora risposta che mi risulta essergli pervenuto, dopo sollecitazione dell’assistente sociale al Tribunale di Viterbo, il 21 maggio due giorni dopo l’accaduto.

Quindi io non ero il tutore legale del ragazzo, non me ne sono lavato le mani perché mi sono reso disponibile da subito con i carabinieri ad agire; ero presente già da oltre mezz’ora sul posto quando è arrivato il sig. Casini e da lì, con i carabinieri, mi sono allontanato solo dopo la partenza dell’ambulanza. Se c’è stato un ritardo nei soccorsi non lo si può attribuire a me, né al sindaco.

Trovo l’uscita del sig. Casini una squallida speculazione politica sulla pelle di persone che per essere tutelate non dovrebbero entrare nel confronto politico (se vogliamo definire questa “roba” politica).
Ma le gravissime affermazioni del sig. Casini non si fermano qui, vanno oltre accusando me e l’amministrazione di aver abbandonato persone in disagio nelle mani di “altri” quando “per legge”, come lui sostiene, dovrebbe farsene carico il sindaco. Bene, ricordo a questo signore che la legge del 9 gennaio 2004 n.6, così come l’art 404 del C.C. ha la finalità di offrire alle persone inabilitate o interdette, incapaci di agire, un sostegno attraverso un che non si limiti soltanto alla gestione del patrimonio e l’art 408 del C.C. individua nella veste di amministratore/tutore preferibilmente il coniuge che non sia separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, il parente entro il quarto grado, in assenza di questi volontari e professionisti iscritti all’albo presso il tribunale di competenza territoriale e solo in ultima istanza il sindaco perché vi è un evidente conflitto di interessi e soprattutto non potrebbe adempiere a tutte le incombenze che tale ruolo richiede. Quale etica permette ad un amministratore pubblico di svolgere la funzione di amministratore dei beni di un suo cittadino? Essere amministratore di persona inabilitata non si può limitare a gestire i soldi degli assistiti, funzioni per altro delegate impropriamente all’ufficio di servizio sociale, come prassi sutrina ha fatto in tutti questi anni.

Quale attenzione alla persona è stata messa in atto nei confronti dei beneficiari. Ci dica Felice Casini nella sua funzione di amministratore/tutor quali sono stati i suoi adempimenti in tal senso, in che modo ha accompagnato, assistito, rappresentato le persone beneficiarie nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana tenendo conto delle loro aspirazioni, delle loro possibilità, quali sono stati gli interventi di sostegno temporaneo o permanente posti in essere così come previsto dalla legge, ci presenti le relazioni elaborate periodicamente per il giudice tutelare. Il Comune nei confronti di queste persone, per tutelarle realmente, deve avviare altri tipi di azioni non limitarsi ad amministrare i loro soldi.

E’ proprio in virtù della mia esperienza di oltre trenta anni nei servizi sociali, che con le sue parole ha tentato maldestramente di mettere in discussione il signor Casini e tutti coloro che hanno commentato il suo post, che confrontandomi con gli uffici preposti si è preferito solo per le persone che avevano bisogno di un amministratore di chiedere al Giudice Tutelare di affidarle a volontari iscritti all’albo presso il Tribunale.

Quindi non ho rifiutato alcunché ma abbiamo maturato scelte più appropriate per l’Amministrazione. Lo testimonia il fatto che ho assunto la tutela dei minori affidati al comune. Per altro è falsa l’affermazione per cui essere le persone che oggi sono amministrate da professionisti iscritti all’albo debbano sostenere dei costi in quanto le prestazioni del tutore o dell’amministratore di sostegno per legge devono essere gratuite.

Pertanto consiglio il sig. Felice Casini di basare la sua azione politica su un livello civile di dialettica istituzionale e non su chiacchiere da bar e affermazioni false che mirano solo a denigrare e infamare le persone perché poi se ne devono pagare le conseguenze.

IL VICE SINDACO
Luigi Di Mauro

Sutri