Orte Secondo fine settimana di apertura dei siti archeologici delle Colombaie rupestri, del Ninfeo e del Porto Romano di Seripola

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – In questo fine settimana di sabato 27 e domenica 28 giugno saranno  nuovamente  aperti i siti archeologici di Orte. Fino a nuove disposizioni, gli orari di apertura saranno momentaneamente ridotti rispetto a quelli normalmente in uso in questa stagione: la mattina sarà possibile visitare le strutture con partenze alle ore 9:15 -11:00,  mentre il pomeriggio alle ore 15:00 – 17:00.

Un comunicato del Comune di Orte informa che per  la necessità di una ripresa del turismo e della valorizzazione del patrimonio culturale, storico, archeologico e artistico nonché delle attività commerciali, ad Orte, su proposta dellAssessore al Turismo Claudia Paolessi, in data 16.06.2020, è stata emessa lordinanza n. 44, con la quale è stata prevista la riapertura di parte del complesso di Orte Sotterranea (Colombaie rupestri), il Ninfeo Rupestre e il Porto romano di Seripola. Saranno per ora esclusi dalla riapertura il Pozzo di Neve e lacquedotto etrusco- romano, per la manifesta impossibilità di far rispettare il distanziamento interpersonale in questi due siti.

Ogni visita potrà ospitare un numero massimo di 8 partecipanti, rendendo inevitabile lobbligo di prenotazione. Il porto fluviale di Seripola sarà visitabile tutte le domeniche, con partenza unica alle ore 10:00 (obbligatoria la prenotazione).

La ripartenza è stata programmata a seguito degli adeguamenti alla normativa nazionale e regionale prevista per i musei e le aree archeologiche.

Epossibile trovare tutte le regole e le modalità di prenotazione sul sito www.vistaorte.com.

 

Forniamo alcuni dettagli storico archeologico dei siti riaperti a pubblico

 

Colombaia (Foto Visitaorte)

Colombaia rupestre

La colombaia è un luogo utilizzato per l’allevamento del piccione a uso alimentare. Nel Medioevo questa attività è diffusa nel Lazio Settentrionale della Tuscia Viterbese. Nel borgo di Orte sono presenti su entrambi i versanti della rupe tufacea.

Le pareti della colombaia sono scavate da molteplici piccole nicchie disposte a file. L’allevamento dei piccioni era un mestiere che faceva guadagnare molto ed era praticato già in epoca romana. A Orte era un’attività produttiva sviluppata e sono tanti gli esempi di colombaie ben mantenute.

Unica nel suo genere la colombaia in via Solferino, forse del periodo etrusco-romano. Situata nella Contrada Porcini, sul lato settentrionale che si affaccia sul Tevere, è scavata su tre livelli differenti. Vicino a questa è presente anche l’articolata colombaia di via Magenta.

Ninfeo rupestre

Situato sotto il giardino-orto di via Belvedere, sul versante sud del colle tufaceo, il ninfeo rupestre rappresenta il fiore all’occhiello del sottosuolo ortano. Si tratta di un complesso ipogeo di fattura rinascimentale,realizzato tra la fine del XV e l’inizio del del XVI secolo , che faceva parte delle proprietà del monastero di clausura femminile di San Giorgio fino al 1518.Il piano superiore è costituito da un’ambiente ampio diviso da pilastri . Il secondo livello è di maggior complessità articolato in numerosi vani scavati nella roccia, tutti occupati da impianti idraulici alimentati dal cunicolo proveniente dalla fontana ipogea di Piazza della Libertà.

La città portuale sul Tevere di Seripola

Con le attività connesse alla costruzione  dell’Autostrada del Sole sono venuti alla luce i primi resti del complesso portuale, indagato archeologicamente a più riprese tra il 1962 e il 1993, dislocati in un’area di fondovalle, in forte declivio verso il Tevere.

Gli edifici della città portuale sono organizzati ai lati di due assi viari di cui uno con orientamento est-ovest  ed uno con orientamento nord-sud che si intersecano ad angolo retto quasi al centro dell’insediamento portuale, dividendolo in quattro isolati. Il primo di questi, quello vicino alla banchina di attracco del fiume, è caratterizzato da una serie di strutture a carattere commerciale o di rimessaggio.

Il secondo isolato, nel settore nord-occidentale dell’area, è composto dalla presenza di tabernae e da strutture residenziali che hanno restituito materiale epigrafico di età augustea (27 a.C- 14 d.C). Il terzo isolato, delimitato dalle due strade, ospita l’impianto termale di età traianea (98 d.C-117 d.C) ed è sicuramente il settore più ricco e rilevante dal punto di vista turistico. A monte di questo settore sono conservate le cisterne, probabilmente alimentate da cunicoli scavati nel banco di tufo.

Il sito fu restaurato e reso fruibile nell’ambito del Progetto Etruschi della regione Lazio nei primi anni 90 del 900 (chi scrive curo’ il restauro come assessore alla Cultura), ha subito qualche anno addietro un periodo di inutilizzabilità a causa selle  esondazioni del Tevere e recentemente e’ stato restituito alla fruibilità dei visitatori dall’attuale amministrazione.