Latina. Spostamento del deposito degli autobus del Trasporto pubblico

Codici è venuta a conoscenza da un nutrito gruppo di cittadini che il deposito degli autobus del Servizio di Trasporto Pubblico Locale di Latina sarebbe spostato in un luogo che non riteniamo idoneo, così esordisce Antonio Bottoni, il responsabile di Latina di Codici, una delle più importanti ed attive Associazioni di tutela dei diritti dei cittadini.

D.: Bottoni, lei è noto per essere sempre dalla parte dei cittadini. Parliamo dello spostamento del deposito degli autobus del Trasporto pubblico di Latina, Cosa sta accadendo?

R.: Certo che sono sempre accanto ai cittadini ed alla difesa dei loro diritti visto che, spesso, anzi, troppo spesso, non vengono tenuti nella giusta considerazione, soprattutto per quanto riguarda i servizi pubblici. In questo caso sono stato interessato da diversi cittadini, che evidentemente hanno fiducia in me, in merito alla notizia che starebbe per essere spostato il deposito di questi autobus da un luogo che, oggi, è in aperta campagna dove, quindi, non danno fastidio a nessuno, ad un altro, distante, in linea d’aria, si e no un chilometro, ma è vicinissimo alla città e, soprattutto, a ridosso di numerose abitazioni.

D.: Quali sono le sue perplessità, al riguardo?

R.: A dire il vero, le mie sono molto più che perplessità, perché se la notizia rispondesse al vero, la mia sarebbe una vera e propria notevole sorpresa oltre che insoddisfazione, perché si sposterebbero circa 60 autobus in un quartiere, a mio parere, sicuramente non idoneo ad ospitarli.

D.: Perché dice questo?

R.: Semplice, lei pensi a 60 motori che, come quelli dei pullman, devono essere lasciati accesi per diversi minuti per farli riscaldare prima di prendere servizio. Lei riesce ad immaginare quale tipo di inquinamento atmosferico si produrrebbe? Lei riesce ad immaginare quale tipo di inquinamento acustico si produrrebbe? Riesce ad immaginare una fila di 60 mezzi che devono entrare ed uscire dal deposito utilizzando strade, parlo di via Monte Gennaro e di via Terminillo, certamente non idonee per le loro manovre? Riesce ad immaginare che su quelle strade dovrebbero essere parcheggiate anche le automobili del personale impiegato nel servizio, restringendole più di quanto già non lo siano? Riesce ad immaginare cosa produrrebbe tutto questo, alle persone delle numerose abitazioni poste proprio a ridosso di questo sito? Parlo non di cose inanimate, ma di persone, di esseri umani che hanno diritti ed il primo diritto è quello ad essere rispettati, questo provoca la mia indignazione.

D.: Il Comune di Latina, supponiamo, che avrà valutato tutto questo?

R.: Preciso che non ho la certezza che tutto ciò risponda al vero, ma, come si dice, “voce di popolo, voce di Dio”, per cui credo che vi sia una forte probabilità che ciò risponda a quanto mi è stato riferito. Tuttavia, ho effettuato una richiesta di accesso agli atti del Comune indirizzandola alla Segretaria/Direttore Generale dell’Ente, affinché sia lei stessa ad inviarla ai dirigenti dei settori interessati. Dalle riposte che riceverò, deciderò le azioni da porre in essere.

D.: Quali potrebbero essere?

R.: Se le risposte dovessero confermare i sospetti, potrebbero essere le più svariate, dall’esposto alla Procura della Repubblica a quello ai Carabinieri del NOE, lo deciderò al momento.

D.: E se, nel frattempo, le cose dovessero andare avanti?

R.: Beh, a questo punto non escludo una mobilitazione della popolazione sotto il comune, perché un Ente come il Comune, prima di autorizzare una cosa del genere, non può non valutare sotto tutti i punti vista le ripercussioni che potrebbero verificarsi sulla salute, sulla vita e sulla tranquillità della popolazione.