Il Presidente del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre, Famiano Crucianelli scrive al Prefetto di Viterbo, Giovanni Bruno

NewTuscia – VITERBO – Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo la lettera aperta indirizzata dal dott. Famiano Crucianelli, Presidente del Bio-distretto della via Amerina e delle Forre al Prefetto di Viterbo, dott. Giovanni Bruno.

Al  Prefetto di Viterbo  Dott. Giovanni Bruno
Ufficio territoriale del Governo di Viterbo

 

Egregio Signor Prefetto,

Le scrivo come presidente del Bio-distretto della via Amerina e delle Forre, che comprende i territori dei comuni di Orte, Gallese, Vasanello, Vignanello, Vallerano, Canepina, Fabrica di Roma, Corchiano, Civita Castellana, Nepi, Castel sant’Elia, Faleria e Calcata, per sottoporLe  un’ emergenza, non nuova, che investe il nostro territorio.

Mi scuso per la inusuale forma di comunicazione, quella della lettera aperta, ma le questioni che intendo sottoporLe hanno tale rilevanza pubblica che è bene abbiano anche il massimo di chiarezza e trasparenza.

Sono ormai fin troppo numerose le segnalazioni di un uso, e abuso, dei trattamenti da fitofarmaci nelle piantagioni di nocciole, effettuati, peraltro, senza darne avviso visibile alla popolazione, dunque in contrasto con la disposizione che, nell’imminenza del trattamento, prevede che ne siano pubblicizzati l’informazione el ’avvertimento.

Proprio in questi giorni il nostro territorio ha ricevuto lodevoli dichiarazioni di apprezzamento su «La Stampa»-le storie di Green heroes -per le sue bellezze storico-naturalistiche e perle sue pratiche virtuose. Non è accettabile che l’interesse di alcuni possa mettere a rischio beni comuni quali la salute delle nostre comunità e dell’ambiente, compromettendo le opportunità di salvaguardia e di sviluppo del nostro territorio.

Abbiamo svolto tutti un grande lavoro per far rispettare la legge, per far crescere fra i produttori e i cittadini la consapevolezza sulla gravità del problema provocato dall’inquinamento chimico.

Il Covid-una drammatica testimonianza della frattura intervenuta tra uomo e natura-ci ha costretto in casa per diversi mesi; non possiamo accettare che l’uso dissennato di pesticidi ci metta nella stessa situazione. Alcuni produttori forse ritengono che dopo il Covid tutto sia permesso. È vero esattamente il contrario.  

Colgo l’occasione di questo breve scritto per ringraziare le autorità italiane che solo poche settimane fa hanno portato alla luce, a Vetralla, un deposito illegale di16 tonnellate di pesticidi.

Ricordo anche che le amministrazioni dei nostri comuni hanno emesso ordinanze e regolamenti che tengono in armonia ‘salute pubblica’ e ‘sviluppo sostenibile’.

Vi sono però alcuni nelle nostre comunità i quali ritengono che i loro interessi particolari siano al di sopra di ogni regola e continuano ad ignorare quanto seri e gravi siano i danni che l’uso scriteriato dei pesticidi può causare alla salute dei cittadini e al nostro patrimonio naturale.

Tutte le istituzioni debbono impegnarsi affinchè viga il rispetto delle leggi nazionali, dei regolamenti, delle ordinanze comunali.

Chiedo a Lei che già in passato ha dimostrato sensibilità e attenzione per questo serio problema di farsi garante perché ciò accada.

Per parte nostra, in coerenza con i nostri principi fondativi e con le cose sin qui fatte, siamo disponibili alla più piena collaborazione non solo nella denuncia delle illegalità, ma più ancora per promuovere nelle comunità locali e fra i contadini le alternative che rendono possibile un’agricoltura sostenibile, rispettosa della salute dei cittadini e del nostro ambiente.

Famiano Crucianelli
Presidente del Bio-distretto  della via Amerina e delle Forre
Civita Castellana, 22 giugno2020

 

Alcune nostre  brevi valutazioni.

Il  Biodistretto delle Via Amerina e delle Forre, fin dalla sua prima costituzione,  persegue un vigoroso impegno sul fronte della sostenibilità e della tutela ambientale dell’agricoltura biologica rispetto all’agricoltura tradizionale. I Valori che ispirano la sua azione sono: il rispetto del benessere animale, l’azzeramento dell’uso di additivi chimici, la propensione verso un modello produttivo ispirato a un ridotto tenore di carbonio.

Gli obiettivi pratici della strategia del nostro Biodistretto sono: favorire i consumi dei prodotti biologici locali, promuovere un modello di sviluppo e stili di consumo eco-sostenibili, stimolare una riflessione sulla qualità dell’alimentazione, promuovere la conoscenza del paesaggio e del territorio.

Il contenuto ed il tenore della lettera del presidente Crucianelli al Prefetto. Bruno, assolutamente realistici nella loro gravità,  sono opportunamente finalizzati  a tutelare la salute pubblica, la qualità delle produzioni agricole e la salvaguardia delle risorse naturali.

Il presidente  Crucianelli opportunamente pone in rilievo come i   comuni dell’area che interessa il Bio-Distretto costituiscano un territorio rurale in cui l’agricoltura biologica rappresenta una scelta strategica, condotta già da molti produttori locali in modo consapevole.

L’agricoltura biologica è un metodo di coltivazione e di allevamento che permette di sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo.

Nell’area del Bio-Distretto della Via Amerina e delle Forre si contano, ad oggi, diverse centinaia di produttori agricoli impegnati nelle filiere ortofrutticole, vinicole, zootecniche e di trasformazione di altri prodotti di eccellenza. La loro offerta si rivolge al mercato interno, tuttavia per alcune produzioni, come olio d’oliva e vino, i mercati più accessibili sono quelli esteri.

Questi Valori e Beni naturali  vanno assolutamente tutelati con gli idonei strumenti normativi e, se necessario,  repressivi,  con lo stesso rigore dei Beni culturali, paesaggistici ed enogastronomici, di cui la Tuscia nella sua unicità deve continuare ad essere orgogliosa.

 

Stefano Stefanini