Guardia di Finanza: il Comando Provinciale di Viterbo celebra il 246° anniversario della fondazione del corpo

NewTuscia – VITORCHIANO – Si è tenuta oggi la cerimonia del 246° Anniversario di fondazione della Guardia di Finanza, a Vitorchiano in Piazza Monti Cimini, presso il monumento dedicato al Finanziere M.O.V.M. Antonio Zara, ucciso da un gruppo di terroristi nello scalo romano nel 1973.

Alla Cerimonia, sobria e raccolta, organizzata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Viterbo con la collaborazione dell’Amministrazione comunale di Vitorchiano, erano presenti il Prefetto di Viterbo, Dott. Giovanni Bruno, il Sindaco di Vitorchiano Dott. Ruggero Grassotti e una piccola ma significativa rappresentanza di Finanzieri della Tuscia e delegati della Sezione ANFI di Viterbo (Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia) e dell’Amministrazione comunale di Vitorchiano.

Ha inoltre partecipato, in videochiamata dal luogo di residenza in Molise, Angelo Zara, fratello del Finanziere Medaglia d’Oro, impossibilitato a presenziare per sopraggiunte esigenze familiari dell’ultimo momento.

Il Comandante Provinciale – Col.t. ISSMI Andrea Pecorari, al termine della cerimonia ha ringraziato il Prefetto ed elogiato il Sindaco, per l’opportunità concessa alla Guardia di Finanza di rendere onore, in un giorno tanto significativo per le Fiamme Gialle, alla memoria del Finanziere Antonio Zara Medaglia d’Oro al Valore Militare. Un giovane militare, appena all’inizio di una carriera che avrebbe dovuto essere lunga e colma di soddisfazioni, che il 17 dicembre 1973, appena ventenne, cadde barbaramente ucciso nel tentativo di opporsi ad un commando terroristico che, forte di alcuni ostaggi, era in procinto di dirottare un aereo di linea. Solo, nel piazzale dell’aerostazione, intervenne con la sua pistola di ordinanza in soccorso degli ostaggi catturati da un gruppo di terroristi, i quali risposero con raffiche di mitra una delle quali, alle spalle, ne stroncò la vita.

In un anno così particolare, in cui tante persone “normali” hanno dovuto farsi eroi e misurarsi, con armi inizialmente inadeguate, contro un avversario subdolo apparso all’improvviso, è sembrato appropriato richiamare l’esempio di Antonio Zara, un “comune” militare che, di fronte ad una minaccia inaspettata, ha reagito con l’istintivo impulso a proteggere che deve animare ed anima, in modo quasi inconsapevole, costi quel che costi, chi ha scelto di vestire l’uniforme della Guardia di Finanza.

Al termine della breve cerimonia, Angelo Zara, con voce resa sommessa dalla commozione, ha salutato e ringraziato, attraverso lo schermo, tutte le Autorità intervenute e le fiamme Gialle Viterbesi per voler perpetuare, anche a distanza di quasi 50 anni, la memoria di ciò che ha rappresentato il fratello come uomo e come militare.

L’anniversario della fondazione del Corpo della Guardia di Finanza è, tradizionalmente, anche un momento in cui si è soliti condividere con le Istituzioni ed i concittadini i risultati dell’anno precedente e fare un primo, preliminare, bilancio di ciò che si sta conseguendo nell’anno in corso. Un momento nevralgico nella vita del Corpo, che porta ad analisi, riflessioni ed è fondamento per scelte future.ì

Il 2020 non deve fare eccezione alla norma, nonostante sia di palmare evidenza l’assoluta peculiarità della situazione che l’intera popolazione sta vivendo in questi ultimi mesi. Questa condizione, piuttosto, deve essere ed è, per la Guardia di Finanza, uno sprone ulteriore per immergersi nella realtà operativa e, comprendendola a fondo, tracciare le linee organizzative e strategiche che ne guideranno l’azione nel futuro prossimo.

Non possono essere sottaciute, del resto, le quasi 14.000 ore di servizio dedicate, nel solo ultimo trimestre, ai controlli di ordine pubblico su strada, per la verifica delle norme di contenimento del virus, rispetto alle 13.600 ore di tutti i servizi di controllo su strada svolti nell’intero anno 2019.

Allo stesso modo, oltre il 50% delle attivazioni al numero di pubblica utilità 117, ordinariamente contattato per segnalare violazioni di carattere tributario, economico o finanziario, hanno invece riguardato evidenze riconducibili a vario titolo all’emergenza CVID-19.

Le pattuglie ordinariamente deputate alla prevenzione e repressione dei traffici illeciti e delle attività di inquinamento del mercato attraverso ‘introduzione di merci contraffatte sono state in gran parte destinate a controllare il rispetto delle norme sulla disciplina dei prezzi, l’adeguatezza dei dispositivi di protezione, la correttezza dell’informazione alla clientela, le limitazioni all’esercizio di impresa nel periodo di lockdwn, tutto al fine di garantire i cittadini nei confronti di ogni forma di speculazione ed approfittamento, e gli imprenditori stessi, che andavano protetti da forme di concorrenza sleale.

4 Fiamme Gialle viterbesi sono state colpite dal COVID-19, fortunatamente pienamente recuperati al servizio senza alcuna conseguenza per loro stessi, per i colleghi e per i cittadini con cui erano entrati in contatto per ragioni di servizio.

Tutto questo ha implicato inevitabilmente che una grande parte delle risorse normalmente devolute ai tradizionali compiti istituzionali della Guardia di Finanza sono state drenate in favore di attività differenti. Ma ciononostante non sarebbe corretto che la Guardia di Finanza di Viterbo identificasse il 2020 esclusivamente come l’anno del COVID-19.

Quello in corso è anche l’anno in cui la collaborazione con la locale Polizia di Stato ha permesso di applicare la prima Misura di Prevenzione patrimoniale proposta dal Questore in questa Provincia, sequestrando beni e disponibilità finanziarie per 3 milioni di euro, illecitamente accumulate da una persona, recentemente arrestata dalle Fiamme Gialle anche per traffico di stupefacenti, che da anni viveva abitualmente con i proventi di attività illecite.

Ed ancora, nel mese di aprile del 2020, al termine di indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Viterbo, un’altra persona abitualmente dedita a vivere con proventi derivanti da traffici delittuosi è stata colpita dal primo provvedimento di sequestro per prevenzione, su di un patrimonio illecitamente accumulato, pari ad oltre 8 milioni di euro, derivato dalla sistematica e pluriennale evasione fiscale, dalla simulazione di operazioni commerciali inesistenti, dalla falsificazione di documenti amministrativi e dall’impiego di false dichiarazioni sostitutive di atto notorio.

Ed ancora, in esecuzione di provvedimento del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma, sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni collocati in ambito nazionale ed estero concernenti quote di società, denaro, fondi d’investimento, partecipazioni societarie, veicoli e motoveicoli di lusso, nonché beni immobili fino ad una concorrenza di oltre 21 milioni di euro, al fine di confisca diretta e per equivalente.

Il provvedimento, eseguito nei confronti di 8 soggetti, tra amministratori di fatto e prestanome di società operanti nel settore della distribuzione al dettaglio, pulizie di edifici, trasporti e facchinaggio, consegue alle ipotesi di reato di concorso in frode fiscale, indebite compensazioni e riciclaggio.

Questi gli esempi più significativi dei risultati conseguiti e, insieme, la prova del fatto che, anche in una situazione evidentemente emergenziale come quella del primo semestre, la Guardia di Finanza non ha abdicato al proprio ruolo di presidio nazionale posto a tutela della sicurezza economica e finanziaria di tutti i cittadini rispettosi delle regole, proseguendo la propria attività istituzionale a contrasto delle più gravi forme di illegalità economica e finanziaria.

Nella fase della ripresa, allo stesso modo, massima attenzione verrà posta su tutte le attività tese a controllare che le contingenti difficoltà economiche e sociali non rappresentino il veicolo attraverso cui la criminalità organizzata, di stampo mafioso o meno, si possa infiltrare subdolamente nell’economia legale, attraverso l’apparente beneficio costituito da aiuti economici illeciti, oggetto e frutto dei delitti di riciclaggio, usura, spaccio di stupefacenti e così via. Proprio per questa ragione, altrettanto rilevante sarà controllare che gli aiuti economici legali, erogati dagli Enti pubblici nelle varie forme, non siano oggetto di tentativi di sviamento e di appropriazione indebita, e che tra le maglie delle procedure burocratiche che sottendono l’erogazione dei fondi pubblici non si annidino situazioni di approfittamento o corruzione.

Il libero e corretto sviluppo dei rapporti economici sarà uno dei fattori decisivi per la ripresa, ed in tal senso assumerà sempre maggiore rilevanza anche la capacità di saper riconoscere le più gravi, deprecabili e insidiose forme di evasione fiscale, in grado di snaturare i rapporti di leale competizione tra le imprese e di inquinare il mercato.

In questo, cementati ulteriormente dall’esperienza emergenziale, fondamentali si sono rivelati e si riveleranno i rapporti di entusiastica e rispettosa collaborazione con le altre Istituzioni presenti sul territorio, partendo dall’insostituibile coordinamento della locale Prefettura e dalla sicura guida della Procura della Repubblica di Viterbo nelle indagini giudiziarie, passando per la quotidiana condivisione con gli uomini della Questura e del Comando Provinciale dell’Arma, per arrivare al Comando dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa Italiana ed alle Polizie Locali sino alla Direzione dell’A.S.L. di Viterbo, che tanta parte ha avuto nella gestione sanitaria della recente emergenza.

BILANCIO OPERATIVO DEL 2019

Nel corso dell’anno 2019 il Comando Provinciale di Viterbo della Guardia di Finanza ha eseguito 4.803 interventi ispettivi e 288 indagini delegate dalla magistratura ordinaria e contabile in tutti gli ambiti della propria missione istituzionale.

LOTTA ALL’EVASIONE, ALL’ELUSIONE E ALLE FRODI FISCALI

Evasione fiscale internazionale, frodi carosello, indebite compensazioni, illeciti doganali e traffici illeciti di prodotti petroliferi sono alcuni dei fenomeni più gravi, pericolosi e diffusi su cui si sta concentrando l’attenzione del Corpo per contrastare gli effetti distorsivi della concorrenza provocati dalla grande evasione e dalle frodi fiscali.

Un’azione che, nel corso del 2019, si è concretizzata nell’esecuzione di 255 interventi ispettivi e di 47 indagini delegate dalla magistratura, che hanno permesso di riscontrare reati fiscali (principalmente riferibili all’utilizzo di fatture false, all’occultamento delle scritture contabili e all’omessa dichiarazione) e di denunciare 50 soggetti.

Le proposte di sequestro al vaglio delle competenti Autorità Giudiziarie ammontano a quasi 42 milioni di euro.

E’ stato scoperto un caso di evasione fiscale internazionale, riconducibile a stabili organizzazioni occulte, estero-vestizioni della residenza fiscale, manipolazioni dei prezzi di trasferimento e illecita detenzione di capitali all’estero.

Non meno significativo è l’impegno del Corpo nel contrasto all’economia sommersa, come testimonia l’individuazione di 88 soggetti sconosciuti al Fisco (evasori totali), che hanno evaso complessivamente quasi 23 milioni di IVA. Inoltre, sono stati verbalizzati 68 datori di lavoro per aver impiegato 222 lavoratori in “nero” o irregolari.

Ammontano, invece, a 58 gli interventi svolti nel settore delle accise, al fine di contrastare la filiera distributiva delle merci illecitamente introdotte sul territorio nazionale mediante servizi di prevenzione nei porti, negli aeroporti e nelle rotabili maggiormente interessate dai traffici illeciti, nonché, nei casi più gravi, attraverso l’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria volte a neutralizzare l’operatività delle organizzazioni criminali, anche di carattere transnazionale, operanti nel settore.

Nel settore del gioco illegale ed irregolare, sono stati eseguiti 40 controlli riscontrando 9 violazioni.

CONTRASTO AGLI ILLECITI NEL SETTORE DELLA TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA

La Guardia di Finanza ha dedicato, nel corso del 2019, 10 Piani operativi al contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica e a quelle condotte che, mettendo a rischio la legalità e la trasparenza che devono connotare l’azione della Pubblica amministrazione, pregiudicano la corretta allocazione delle risorse, favorendo sprechi, truffe, malversazioni e indebite percezioni.

Si tratta di un settore strategico per il Paese, in quanto il corretto impiego dei fondi pubblici sostiene il tessuto economico nazionale, consente di affrontare le condizioni di disagio in cui possono trovarsi i cittadini e le famiglie, contribuisce a contenere l’esborso complessivo dello Stato e si traduce, in ultima analisi, in un miglioramento complessivo della qualità della spesa, permettendo che essa possa conseguire gli obiettivi cui tende: benessere, crescita e sviluppo.

108 sono gli interventi complessivamente svolti, nel 2019, a tutela dei principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, cui si aggiungono 23 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la Magistratura ordinaria e 8 deleghe svolte con la Corte dei conti.

Le frodi scoperte dai Reparti in danno del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a 43.000 euro, mentre si attestano su quasi 2 milioni di euro quelle nel settore della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria, con un numero di soggetti denunciati complessivamente pari a 88.

Sono attività, quelle appena sintetizzate, che hanno quasi sempre una ricaduta sul versante erariale, nell’ambito del quale sono stati segnalati alla Magistratura contabile danni per oltre 24 milioni di euro, a carico di 104 soggetti.

Tra i controlli in materia di prestazioni sociali agevolate, all’indomani dell’introduzione del “reddito di cittadinanza”, il Corpo ha realizzato uno specifico dispositivo operativo volto al contrasto dei fenomeni di illecita apprensione del beneficio a tutela di coloro che hanno reale necessità usufruire del sussidio. Gli interventi eseguiti hanno consentito di denunciare all’Autorità Giudiziaria 11 soggetti per le ipotesi di reato previste dalla normativa di settore.

Nell’ambito dei Piani operativi finalizzati alla tutela della regolarità della spesa previdenziale e sanitaria, i Reparti hanno portato a termine, in totale, 7 interventi, segnalando all’Autorità giudiziaria 7 persone.

Le frodi scoperte hanno raggiunto l’ammontare di quasi 1,9 milioni di euro, con sequestri, a carico dei responsabili, di valori e disponibilità per 625 mila euro.

Con specifico riguardo al comparto della spesa previdenziale, le frodi più consistenti hanno interessato le prestazioni assistenziali (assegni sociali, pensioni di guerra, invalidità civile e altre), con 978 mila euro di indebite percezioni.

È utile sottolineare, a fattor comune, come un sicuro indice dell’incisività dell’azione investigativa sia rappresentato dal dato riguardante i sequestri: nell’ambito delle attività svolte a tutela della spesa pubblica, sono stati eseguiti provvedimenti ablatori per un importo complessivo di oltre 100 mila euro.

CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA ED ALLA CRIMINALITÀ ECONOMICO-FINANZIARIA

Nel corso del 2019, con riferimento ai risultati conseguiti in applicazione della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 44 soggetti con proposte di sequestro per quasi 10 milioni di euro.

Sono state avanzate proposte di sequestro per oltre 9,5 milioni di euro, ai sensi del Codice Antimafia, conseguenti allo svolgimento di 5 accertamenti nei confronti di soggetti connotati da c.d. “pericolosità economico-finanziaria”, ovvero coloro che per condotta e tenore di vita, debba ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da ogni genere di attività delittuosa, in particolare di natura tributaria, societaria, fallimentare, ecc..

Al contempo, si è proceduto ad un sistematico ricorso alle alternative misure di prevenzione, individuate dal Codice Antimafia nell’amministrazione e nel controllo giudiziario di aziende infiltrate o condizionate dalla criminalità organizzata, tese al recupero delle condizioni di legalità ed al reinserimento nel mercato economico di queste realtà imprenditoriali

Sono stati eseguiti 1.026 accertamenti a seguito di richieste pervenute dai Prefetti della Repubblica, la maggior parte dei quali riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.

Con particolare riguardo al campo dei reati fallimentari sono stati accertate distrazioni per 127 mila.

Nel comparto operativo dedicato alla sicurezza della circolazione dell’euro sono stati eseguiti sequestri di banconote false per un valore complessivo di 600 mila euro.

Tra le attività del Corpo svolte nel 2019 a tutela del mercato dei beni e dei servizi si pongono quelle – convergenti su 3 Piani operativi – a contrasto dei fenomeni di contraffazione di marchi registrati, usurpazione di indicazioni di origine e qualità delle merci, false attestazioni concernenti la corrispondenza dei prodotti agli standard di sicurezza previsti, nonché delle violazioni alla normativa sul diritto d’autore.

In tali ambiti, i Reparti operativi hanno effettuato 85 interventi, sottoponendo a sequestro 309.446 di prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy e non sicuri nonché ingenti quantitativi di prodotti alimentari recanti marchi industriali falsificati o indicazioni non veritiere.

BILANCIO OPERATIVO NELLO STATO DI EMERGENZA DA COVID-19

A seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 il Corpo ha rivolto la propria azione contro gli illeciti economico-finanziari che, nel particolare momento che sta vivendo il Paese, destano maggiore preoccupazione: usura, riciclaggio, truffe e frodi in danno della popolazione, anche on line, pratiche commerciali scorrette e pericolose per i consumatori, manovre distorsive sui prezzi, indebite percezioni di risorse pubbliche, reati contro la Pubblica Amministrazione, frodi nelle pubbliche forniture e, più in generale, violazioni al Codice degli appalti.

Circa 3.500 i controlli svolti dalla Guardia di Finanza a partire dallo scorso mese di marzo per assicurare il rispetto delle misure di contenimento della pandemia da COVID-19: 82 i soggetti, a vario titolo, denunciati per violazioni commesse nel periodo dell’emergenza.

Con riguardo al contrasto all’infiltrazione della Criminalità Organizzata nel tessuto economico del paese, nei primi cinque mesi del 2020 sono stati svolti accertamenti patrimoniali nei confronti di 5 soggetti, con beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie, di valore pari a quasi 2,2 milioni di euro, proposti all’Autorità Giudiziaria per il sequestro. I provvedimenti di sequestro operati in applicazione della normativa antimafia hanno invece raggiunto la quota di quasi 4,5 milioni di euro.

Incessantemente è continuata la collaborazione istituzionale con le Autorità Prefettizie, quale fulcro del sistema di prevenzione antimafia in ambito provinciale, attraverso l’esecuzione di 174 accertamenti a seguito di richieste pervenute dai Prefetti della Repubblica, la maggior parte dei quali riferite alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.

Sul fronte della tutela del mercato dei capitali, nel medesimo arco temporale, le attività sono state svolte, in linea con l’evoluzione del contesto esterno, riservando prioritaria attenzione alle condotte più marcatamente illegali e fraudolente.

L’impegno profuso in tale comparto operativo, si è, in particolare, concretizzato con il sequestro di beni per un valore di quasi 2,3 milioni di euro a seguito di 2 interventi in materia di riciclaggio e auto-riciclaggio.

La crisi sanitaria connessa al Covid-19 vede la Guardia di Finanza fortemente impegnata, inoltre, nelle attività a tutela dei consumatori, principalmente volte a contrastare le fattispecie fraudolente riferite, da un lato, all’illecita commercializzazione di dispositivi di protezione individuale e beni utili a fronteggiare l’emergenza epidemiologica e, dall’altro, a condotte ingannevoli e truffaldine.

Nei primi mesi del 2020, per i reati di contraffazione e frode in commercio nonché per violazioni alle norme in tema di sicurezza prodotti, sono stati sequestrati 60.588 prodotti e denunciati 4 soggetti per i reati di frode in commercio, vendita di prodotti con segni mendaci, truffa, falso e ricettazione, nonché sottoposti a sequestro quasi 6.000 mascherine e dispositivi di protezione individuale e 10 confezioni di igienizzanti (venduti come disinfettanti).

Sono state sviluppate, poi, attività a contrasto di pratiche anticoncorrenziali e di manovre speculative commesse approfittando dell’aumento della richiesta di taluni beni. In questo ambito, sono stati approfonditi elementi sintomatici di condotte distorsive della corretta dinamica di formazione dei prezzi, con indagini finalizzate a risalire sistematicamente la filiera commerciale, fino alle strutture e ai soggetti del processo produttivo/distributivo dai quali hanno tratto origine le speculazioni.

Nel complesso, durante l’emergenza epidemiologia da COVID-19, che ha interessato l’intero territorio nazionale, la Guardia di Finanza, unitamente alle altre Forze di Polizia, ha assicurato l’attuazione delle misure di contenimento del contagio, attraverso l’impiego giornaliero di 23 militari.