Diritto in diretta. Collocamento paritario e mantenimento diretto dei figli minorenni

A cura dell’Avv. Roberto Rossi

NewTuscia – Nell’ambito della rottura di un rapporto di coppia non coniugata con un figlio di anni 6, è insorto un contrasto in ordine alle modalità di collocamento e mantenimento del minore.

Mentre i genitori hanno trovato un accordo sull’affidamento condiviso e l’esercizio congiunto della responsabilità genitoriale, la madre ha chiesto che il piccolo fosse collocato presso di lei, che il padre lo potesse tenere, senza pernottamento, due giorni alla settimana e, con modalità alternata, nei fine settimana ed in occasione delle festività, con riserva di concordare di volta in volta i periodi di vacanza estivi. 

Oltre a ciò, la ricorrente ha invocato l’assegnazione dell’immobile (di proprietà del compagno) adibito a casa familiare e la corresponsione, da parte del padre, di un assegno per il mantenimento del figlio dell’importo di euro 500 mensili oltre al 50% delle spese straordinarie.

Il padre ha chiesto al Tribunale di disporre il collocamento alternato o paritario del minore, con mantenimento diretto a carico di ciascun genitore, per il tempo di permanenza del figlio presso il medesimo e, conseguentemente, rigettare tanto la domanda di assegnazione dell’immobile adibito a casa familiare, quanto quella di attribuzione dell’assegno di mantenimento.

Il Collegio di Reggio Calabria, ha quindi dedicato ampio spazio alla rassegna sottoposta dal padre all’attenzione dei Giudici i  ordine alla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata dall’Italia con l. n. 176/1991; Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000 e ora richiamata espressamente dall’art. 6 TUE; la Risoluzione del Consiglio d’Europa n. 2079/2015; nonché i protocolli e le linee guida dei Tribunali di Perugia, Salerno e Brindisi (che avevano già disciplinato casi analoghi).

In tale contesto, sulla base degli elementi così raccolti, i Giudici calabresi sono giunti ad affermare il seguente principio di diritto: in tema di affidamento condiviso del figlio nella crisi della coppia genitoriale, la soluzione paritetica dei tempi di permanenza presso ciascun genitore non è sempre scontata, ma essa è preferibile laddove ve ne siano le condizioni di fattibilità e, quindi, tenendo sempre in considerazione le caratteristiche del caso concreto (età del minore, impegni lavorativi dei genitori, disponibilità di un’abitazione dignitosa per la crescita dei figli, ecc.).

Nel caso i questione, essendo risultati entrambi i genitori in grado di provvedere autonomamente al mantenimento diretto, all’istruzione, alla cura e alla dignitosa collocazione del figlio, il Tribunale ha optato per il collocamento paritario (seppur non perfettamente equivalente nei tempi di permanenza), secondo lo schema seguente:

settimana Lun. Mart. Merc. Giov. Ven. Sab. Dom.
1 Madre Padre Madre Padre Madre Padre Padre
2 Madre Madre Padre Padre Padre Madre Madre
3 Madre Padre Madre Padre Madre Padre Padre
4 Madre Madre Padre Padre Padre Madre Madre

I Giudici hanno altresì stabilito che i genitori debbano, nel giorno di propria pertinenza, prelevare il figlio da scuola e ivi riaccompagnarlo, nel giorno di pertinenza dell’altro genitore. Quanto alle festività nazionali, è stato previsto che il minore le trascorra – secondo il metodo dell’alternanza (a cominciare dalla madre) – con ciascuno dei genitori, i quali devono concordare (entro il 30 maggio di ogni anno), quando e dove il figlio trascorrerò le vacanze di 15 giorni con ciascun genitore.

In conseguenza del disposto collocamento paritario e dell’accertata idoneità di ciascun genitore a soddisfare direttamente le esigenze di vita del minore, il Tribunale ha stabilito il mantenimento diretto del figlio e, quindi, respinto sia la domanda di assegnazione della casa familiare (rimasta nella disponibilità del padre proprietario), sia quella di attribuzione, in favore della madre, di un assegno per il mantenimento per il figlio.

Stesse decisioni sono state prese dai Tribunali di Catanzaro 2019 – Lecce 2017 – La Spezia 2017.