Orte Scalo onora Antonio di Padova con i soli festeggiamenti religiosi

di Stefano Stefanini

NewTuscia  ORTE – Oggi, 12 giugno, vigilia della Festa di Sant’Antonio, è prevista alle ore 21,30  la  Processione in onore del Santo, senza la presenza di popolo,  mentre domani  13 giugno mons. Romano Rossi, vescovo diocesano presiederà la Santa messa delle ore 18,30 in memoria del Santo dei miracoli presso il campo dell’oratorio  limitrofo alla chiesa intitolata al Santo dei Miracoli.

L’origine del culto di Sant’Antonio da Padova nasce ad Orte Scalo nella primavera del  1921, quando nel pieno della campagna elettorale che porterà il fascismo al potere avviene, nei pressi della stazione ferroviaria, il grave ferimento del figlio del capostazione Giovannini.

Il figlio del Giovannini versò per molti in giorni in pericolo di vita ed i genitori disperati si rivolsero a Padre Geremia, allora parroco amatissimo di Orte, per ottenerne da Sant’Antonio di Padova la guarigione, esprimendo il voto di donare una statua del Santo all’erigenda chiesa parrocchiale. Il giovane ben presto guarì ed i coniugi Giovannini mantennero il voto consegnando al Parroco la statua che ancora oggi è oggetto di devozione da parte di tutta la cittadinanza.

Il 12 giugno 1954 infine venne solennemente consacrata la Chiesa restaurata che fu dedicata proprio a S. Antonio.

I festeggiamenti organizzati in onore di S. Antonio assumono ogni anno un significato legato particolarmente alla nascita del culto del Santo dei Miracoli nel 1921 nell’abitato sorto attorno alla stazione ferroviaria, alla costruzione della chiesa parrocchiale, ai bombardamenti dell’agosto del 1943 ed alla Ricostruzione materiale e spirituale della Borgata dalle rovine della guerra.

La comunità cristiana e civile di Orte Scalo associa da sempre le feste patronali alla figura di P. Geremia Subiaco, primo parroco,  francescano, artefice e costruttore della chiesa parrocchiale.

Questa sera di vigilia, 12 giugno, il passaggio della statua di Sant’Antonio per le vie della “borgata”, come amava definirla il primo parroco e costruttore della chiesa, senza il gran numero di fedeli in processione, richiamerà alla memoria di qualche giovane di ieri la processione del 12 giugno 1945, la prima che vide la statua portata dai giovani attraverso le macerie delle abitazioni distrutte dal bombardamento e in fase di ricostruzione, guidata da Padre Geremia, come presidente del Comitato per la Ricostruzione.

E questo dovrà essere il significato più profondo dei ridotti festeggiamenti patronali di quest’anno: una ripartenza fondata sull’essenziale, sui Valori positivi, per ricostruire su solide basi un nuovo futuro di benessere, resiliente, integralmente ecologico e solidale, dopo il dramma della pandemia.

Il Comitato Festeggiamenti “Classe 1979”, composto da tanti attivissimi quarantenni  coordinato dal presidente Paolo Polimadei si è impegnato per tutti i mesi invernali all’organizzazione delle  iniziative che onorano  il santo patrono e la comunità civile e religiosa: i molti appuntamenti programmati di musica in piazza, i concerti e tante iniziative sportive, culturali e ricreative non sono state allestite a causa dell’epidemia.