Giornata Mondiale degli Oceani. L’allarme del WWF: solo 1.2% del Mediterraneo protetto

Kateryna Palazzetti

NewTuscia – VITERBO – Domani 8 Giugno si festeggia la Giornata Mondiale degli Oceani istituita dall’Onu nel 1992 e riconosciuta dalle Nazioni Unite nel 2008.

In occasione dell’evento il WWF ha dato il via, per il terzo anno consecutivo, a “GenerAzioneMare”: una campagna estiva che unisce “volontari, ricercatori, pescatori, imprese per difendere specie e habitat marini anche attraverso lo sviluppo di Aree marine Protette, essere a fianco della piccola pesca, promuovere un consumo sostenibile di pesce e combattere l’inquinamento, in particolare la plastica”.

Contemporaneamente il WWF lancia un appello a 22 paesi e territori costieri: lavorare insieme su un piano per la ripresa, il “Blue Recovery Plan”, per garantire ai cittadini di ogni governo un futuro di prosperità e stabilità essendo i mari e gli oceani le risorse naturali e socio economiche condivise più importanti. Gli oceani, che coprono il 70% della superficie terrestre, generano un valore economico superiore a 24 trilioni di dollari mentre l’economia legata alle acque del Mediterraneo, secondo le stime del WWF, produce annualmente circa 400 milioni di euro. “

Il Mediterraneo è un concentrato di biodiversità che tutto il mondo ci invidia, con oltre 17.000 specie, paesaggi evocativi, ricco di cultura, tradizioni – ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia – I paesi che condividono questa grande ‘oasi marina’ hanno quindi un’enorme responsabilità verso i propri cittadini e la nostra proposta punta ad un futuro sostenibile del mare, per il Mondo che Verrà”.

L’iniziativa del “A Blue Recovery for the Mediterranean”, il piano per la ripresa blu del Mediterraneo è nata come conseguenza all’analisi dei dati che mettono in luce un netto peggioramento delle prospettive ecologiche ed economiche delle acque del Mediterraneo nel 2020. La pesca intensiva, il surriscaldamento globale e l’inquinamento stanno mettendo a repentaglio le biodiversità marine. Attualmente solo l’1.27% del Mediterraneo è effettivamente protetto mentre i maggiori scienziati del mondo concordano che almeno il 30% del mare deve essere tutelato.

Un’iniziativa a tale scopo è stata lanciata nel settembre del 2018 dalla Gran Bretagna con il progetto “#30by30” cui l’Italia e un’altra decina di nazioni (Belgio, Belize, Costa Rica, Finlandia, Gabon, Kenya, Palau, Portogallo, Seychelles, Vanuatu, Nigeria e Svezia) hanno aderito con l’impegno di proteggere almeno il 30% dei mari su scala globale entro l’anno 2030.