Graforubrica. Totò: il volto dalle mille espressioni

Tiziana Agnitelli

NewTuscia – Cari/e Newtusciani/e, un paio di anni fa una mia amica mi chiese di analizzare la firma originale di Totò, il principe Antonio De Curtis, fotografata ad una mostra cui aveva visitato, ma ogni volta che la osservavo non riuscivo a “vedere” il suo vero volto, immerso nelle nebbie della sua personalità. Qualche tempo fa ho cercato su Internet altre sue firme e sono riuscita finalmente a “comprendere” meglio sia l’Uomo che il Personaggio.

Questa è la firma inviatami dalla mia amica e di seguito le due che ho trovato su Internet

Nello stesso uomo albergano più personaggi, ma il suo vero “io” è ben nascosto dietro alle sue tante “facce”: un uomo molto sensibile, sottile e delicato (tratto leggero con porosità), che soffriva per queste sue qualità e che in qualche modo non accettava e nascondeva, cercando di compensarle con un carattere vivace ed espansivo e con una forte spinta vitale ed ottimista (lanciata e ascendente).

Un uomo generoso sia nella sua presenza, sia nell’ascolto che nel portafoglio, è stato sempre pronto a dare, ma ove veniva risposta male questa sua fiducia e generosità, egli poi reagiva mettendo distanza e diventando freddo e pungente (tratti finali e superiori lanciati acuminati e anche a mazza).

Tenace e volitivo, acuto, estremamente intelligente ed eclettico, ma con un tormento ed un’ansia che lo dominava, che non faceva emergere, la viveva nelle sue notti stellate, in solitudine, guardando il firmamento (ritmo basale curvo, uncini, code di rondine).

Un uomo con una grandissima dote, quella della risata. Dopo un suo film lo spettatore esce più leggero grazie alla sua mimica e alle sue battute.

La leggerezza di una piuma che lui utilizzava per sciogliere il piombo della pesantezza dell’animo. Specialmente la propria.

Grande uomo, grande personaggio che voglio ricordare con una frase di Edward L. Krame: “non aspettare di essere felice per sorridere. Ma sorridi per essere felice”.

Grazie Totò.