Orte Scalo onora la Madonna della Sanità, in preghiera per la salute del corpo e dello spirito

Stefano Stefanini    

NewTuscia – ORTE – Quest’anno, a causa della pandemia, non si è potuto tenere il Mese Mariano, che si svolge ad Orte Scalo presso il santuario della Madonna della Sanità, ubicato nella zona nord dell’abitato. Ciò’ nonostante, la preghiera nelle famiglie, chiese domestiche, si è fatta incessante durante il periodo della pandemia, perché la Madonna, nei titoli di   Salus Infirmorum, Salus Populi, sostenga tutti, le famiglie, in particolare gli anziani e le persone sole.

Sarà possibile nei giorni di sabato 30 e domenica 31 maggio onorare e pregare l’immagine della Madonna della Sanità esposta sull’Altare Maggiore della chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio.

Negli anni scorsi, come di tradizione, venivano tenuti alcuni momenti di spiritualità, con la recita meditata del Santo Rosario, la riflessione giornaliera sul Mese Mariano e la celebrazione della santa messa nei vari quartieri della cittadina ed all’interno della Chiesina dedicata alla Madonna della Sanità, incastonata nel quartiere Cittàgiardino.

A conclusione del mese mariano veniva celebrata nel pomeriggio dell’ultima domenica di maggio la santa messa sul sagrato e la processione per onorare la Madonna della Sanità. Quest’anno cade il Sessantacinquesimo anniversario della Consacrazione della Chiesa a Lei dedicata, avvenuta il 30 maggio 1955, a conclusione dell’Anno Mariano che era stato proclamato in occasione del Centenario della proclamazione l’8 dicembre 1854 del Dogma dell’Immacolata Concezione.

Quest’anno, purtroppo per le precauzioni legate all’epidemia non si potrà svolgere la processione per le vie del Quartiere Città Giardino, con una sosta particolare davanti  all’’immagine della Madonna della Sanità, realizzata su ceramica artistica – voluta  nel 2015 dagli abitanti del quartiere Città Giardino  a ricordo del Sessantesimo anniversario della Consacrazione del piccolo Tempio – commissionata all’artigiano della ceramica artistica  Vincenzo Dobboloni di Civita Castellana  ed apposta sulla parete esterna dell’abside del Santuario.

La Chiesina della Madonna della Sanità realizzata nel 1955

 L’origine del  culto della Madonna della Sanità. La riproduzione dell’effigie della Madonna della Sanità, deriva dal  culto che ebbe origine  per iniziativa del primo parroco della parrocchia dei Santi Giuseppe e Marco, Padre Geremia Subiaco, dell’Ordine dei Frati Minori, nativo di Vallecorsa (Frosinone) ed ebbe diffusione nell’agglomerato urbano sorto nei pressi dello Scalo ferroviario, con la Peregrinatio Mariae del Quadro offerto nel 1954 a padre Geremia dai concittadini di Vallecorsa e, successivamente, dal  30 maggio 1955, giorno della Consacrazione della Chiesina  intitolata a Madonna della Sanità, Salus Infirmorum, a conclusione dell’Anno Mariano 1955, centenario della proclamazione del Dogma dell’Immacolata Concezione di Maria.

I concittadini di Padre Geremia offrirono la raggiera realizzata alla fine del 1800 che attualmente adorna il quadro di Maria nella Cappella di Orte Scalo e in origine impreziosiva l’altare dedicato a Maria nella chiesa parrocchiale di San Martino e santuario della Madonna della Sanità.

Il vescovo mons. Roberto Massimiliani e padre Geremia Subiaco il 30 maggio 1955, giorno della consacrazione della Chiesa della Madonna della Sanità in Orte Stazione

Ricordiamo che il quartiere “Città Giardino”, ove sorge la Cappella Santuario, fu ideato nel 1905 da Dante Santoni, fondatore della prima industria cinematografica italiana “Cines di Roma”, insieme al pioniere del cinema Filoteo Alberini.

Torna a fiorire La Rosa di Maggio

In continuità con lo spirito che mosse P. Geremia ed i suoi parrocchiani alla realizzazione della chiesa nel 1955, oggi i fedeli “vicini di Casa della Madonna della Sanità”  intendono rinvigorire, con la comunità’ religiosa e civile,  i germogli ed i fiori di bene profuso per la presenza di questa Casa di Dio e di Maria tra le abitazioni degli uomini, dei fiori che tornano a sbocciare nell’avvicendarsi provvidenziale delle stagioni e delle generazioni, anche nelle prove dolorose della vita, che hanno avuto solide radici nell’operato di Padre Geremia, parroco costruttore di una chiesa di Pietre Vive, nella felice espressione di mons. Romano Rossi, costruita materialmente e spiritualmente.