Mafia viterbese, ascoltate le presunte vittime in tribunale

NewTuscia – VITERBO – Dopo la deposizione del maggiore dei carabinieri Marcello Egidio, anche le presunte vittime della mafia viterbese hanno parlato in aula nella giornata di ieri.

Il processo si svolge presso il Tribunale di Viterbo con lo scopo di ricostruire tutti gli attentati nei quali è stata coinvolta la banda costituita da Ionel Pavel, Emanuele Erasmi e Manuel Pecci. I tre, difesi dagli avvocati Fausto Barili, Giuliano Migliorati, Carlo Taormina e Michele Ranucci, sono imputati con l’aggravante del “metodo mafioso”, mentre i presunti capi dell’associazione, tra cui Ismail Rebeshi e Giuseppe Trovato, devono rispondere del reato, ancora più grave, di “associazione di stampo mafioso”.

Le indagini delle forze dell’ordine, portarono infatti, il 25 gennaio 2019, la presunta associazione criminale che nei mesi precedenti, stava tentando di ottenere il controllo del capoluogo della Tuscia, attraverso 53 attentati. La vita delle vittime dell’associazione di stampo mafioso, da quei fatti sono cambiate in modo definitivo. Il titolare di un’attivia di Compro Oro, ha raccontato di aver trovato la propria auto incendiata ed una testa mozzata di agnello sul sedile della macchina. Trovò anche una seconda auto in fiamme, e l’ingresso del negozio imbrattato di vernice. Altri imprenditori, attivi nello stesso settore, hanno raccontato episodi simili.

Nel blitz dello scorso anno sono state arrestate in tutto 13 persone, e si contano 47 vittime, tra le quali, 19 si sono costituite parti civili nel processo. Tra queste, anche il Comune di Viterbo. Il processo riprenderà a fine giugno.

Tribunale di Viterbo