La 54a Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali domani 24 maggio

Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria”. La vita si fa storia, nella narrazione dei fatti  del territorio ove siamo chiamati ad operare come giornalisti.

di Stefano Stefanini

NewTuscia – Raccontare le eroicità  del quotidiano, ricucire le lacerazioni strumentali che dividono e non danno fiducia nel futuro, nella narrazione dei fatti  del territorio ove siamo chiamati ad operare come giornalisti.

Il Messaggio di Papa Francesco per la 54ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria” (Es 10,2). La vita si fa storia, viene celebrata domani domenica 24 maggio prossimo ci sollecita a riflessioni operative importanti, anche per chi opera come chi scrive sul territorio, seguendo giorno dopo giorno la vita delle comunità religiose e civili delle nostre città .

In questo periodo di post-pandemia credo sia compito di noi operatori dell’informazione porre ancora di più al centro della nostra attenzione il lettore e il telespettatore di Tv nazionali e regionali, per metterlo in condizione, qualora ce ne fosse bisogno, di interpretare sotto la  triplice prospettiva del fatto (accade ciò che accede) di ciò che lo ha determinato (dimensione sociologica e storica) e sulle sue ripercussioni sul futuro, le prospettive di azione positiva sia  rispetto alle attività dei responsabili della cosa pubblica, come nel racconto della cronaca giudiziaria, nella cura dell’ambiente e dei beni culturali, nella divulgazione degli argomenti scientifici, medici e socio assistenziali, non tralasciando la descrizione della vita delle chiese locali.

Proprio nel racconto giornaliero dei fatti delle nostre comunità civili e religiose il lettore deve essere aiutato a valutare ciò che non va ma anche le positività, ciò che di bene e di positivo viene creato nel quotidiano del nostro lavoro, dallo studio dei nostri giovani, dal sostegno ai più deboli curato dalla capillare presenza del volontariato cristiano e laico, dall’esperienza trasmessa dalla terza età, andando oltre la cruda cronaca  delle inchieste su criminalità, sui significativi successi delle forze dell’ordine, sulla vigilanza della correttezza dell’amministrazione pubblica, sulle inefficienze,  ma anche sulle moltissime  eccellenze delle nostre città.

Mi riferisco al bagaglio di energie e operatività dell’associazionismo, del volontariato, dei tanti amministratori locali e operatori pubblici e privati, sui quali si sono accesi i riflettori della cronaca solo ora in tempo di pandemia ma che hanno sempre operato nei settori dell’assistenza, della protezione civile e  della sanità, dimostrando altissima professionalità e capacità realizzativa, spesso a dispetto di scarsi mezzi a disposizione.

Papa Francesco ha inteso  dedicare il Messaggio di quest’anno al tema della narrazione, perché “per non smarrirci abbiamo bisogno di respirare la verità delle storie buone: storie che edifichino, non che distruggano; storie che aiutino a ritrovare le radici e la forza per andare avanti insieme”.

Ribadisce il Pontefice: nella confusione delle voci e dei messaggi che ci circondano, abbiamo bisogno di una narrazione umana, che ci parli di noi e del bello che ci abita. Una narrazione che sappia guardare il mondo e gli eventi con tenerezza; che racconti il nostro essere parte di un tessuto vivo, che riveli l’intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri.

Nella nostra esperienza di racconto del quotidiano diamo risalto al bello e  l’utile che emerge dalle attività dei ragazzi che con i loro docenti hanno approntato itinerari virtuali dei beni culturali e ambientali, hanno recuperato beni culturali sottratti alla malavita, hanno contribuito gratuitamente alla manutenzione di parchi e giardini, affiancandosi ai manutentori contrattuali, hanno recapitato la spesa e medicinali a tante persone anziane o impossibilitate a uscire di casa.

Ancora le nostre piccole città,  come le metropoli hanno un solido tessuto e una rete di buone pratiche, di recupero e solidarietà civile nei campi dell’assistenza sociale e sanitaria, nel recupero e fruizione dei beni culturali e ambientali, in collaborazione e scambio con università e centri di ricerca.

Lo scrive il Papa nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, la finalità del nostro servizio ai lettori si sintetizza così: “ Raccontare la verità e l’eroicità ignorata del quotidiano, per ricucire le “tante lacerazioni dell’oggi”,  “in un’epoca in cui la falsificazione si rivela sempre più sofisticata, raggiungendo livelli esponenziali (così detto deepfake), abbiamo bisogno di sapienza per accogliere e creare racconti belli, veri e buoni.

Come dunque nel raccontare e fissare la memoria possiamo contribuire a fasi che la vita si faccia storia ?

Riflettendo e’ questo un compito affascinante quanto impegnativo per  giornalisti, come di chiunque esercita una professione a rilevanza pubblica, contribuendo nel nostro caso con il massimo rispetto possibile a formare le opinioni dei cittadini, ovviamente separando i fatti dalle opinioni di chi descrive gli accadimenti stessi.

Noi siamo convinti che la  forza di una storia, raccontata nelle forme giornalistiche, si esprime costruttivamente nella capacità di generare un cambiamento.

Un racconto, una cronaca esemplare hanno una forza trasformativa positiva nel lettore e con lui nella società civile e nelle comunità religiose, diocesi, parrocchie, famiglie quali chiese domestiche, come nel dialogo interculturale e interreligioso.

Nel suo messaggio per la giornata delle Comunicazioni Sociali, ancora  una volta al centro della riflessione, il Pontefice pone la persona con le sue relazioni e la sua innata capacità di comunicare.

Il Papa chiede a tutti, nessuno escluso, di far fruttare questo talento: fare della comunicazione uno strumento per costruire ponti, per unire e per condividere la bellezza dellessere fratelli in un tempo segnato da sofferenze e spesso da contrasti e divisioni.

Con questi propositi ci accingiamo, nel nostro lavoro quotidiano nelle realtà del territorio e delle città, a concretizzare le sollecitazioni rivolteci dal Pontefice in occasione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali di oggi 24 maggio solennità dell’Ascensione,  contribuendo  a fissare  nella memoria nei nostri lettori le radici del drammatico quanto stupendo racconto della vita che si fa Storia collettiva .