Venerdì 22 maggio il film Tv “Felicia Impastato”. Una madre eroica lotta per affermare il sacrificio ed i valori antimafia del figlio Peppino

Stefano Stefanini

NewTuscia- Venerdì 22 maggio alle 21.20 il film Tv “Felicia Impastato” verrà trasmesso su Raiuno. Una madre eroica lotta per affermare il sacrificio ed i valori antimafia del figlio Peppino.

Dal giorno dopo l’assassinio mafioso del figlio, Felicia Impastato lottò per la verità e la giustizia e aprì le porte della sua casa continuando quel processo aggregativo e comunitario intrapreso da suo figlio Peppino.

Venerdì 22 maggio su Rai1, in prima serata, alle ore 21.10, andrà in onda lo sceneggiato sulla mamma di Giovanni Impastato, Felicia. Oltre a essere un bel ricordo di una grande donna, la Rai dimostra così una grande attenzione e sensibilità, dando il giusto risalto a una vicenda che va ricordata.

L’attrice Lunetta Savino, con rara immedesimazione, si è calata nella coraggiosa figura di Felicia Impastato, mamma del giornalista Peppino.

In particolare Giovanni Impastato, a nome del  “Comitato di Operazione Colomba”,  fratello di Peppino ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978, il giorno del ritrovamento di Aldo Moro,   invita tutti a seguire venerdì 22 maggio su Rai1 in prima serata lo sceneggiato su sua mamma Felicia.

Il fratello di Peppino tiene moltissimo a che tanti telespettatori seguano il film, per condividere il ricordo di quella grande donna, che ha sacrificato la sua vita perché il ricordo del figlio giustiziato dalla mafia, non svanisca con il tempo.

Fiammetta Rubini su Ultimora news, serie tv e fiction traccia le caratteristiche salienti del film in onda venerdì 22 maggio.

Sbarca in TV la fiction “Felicia Impastato”, la storia della madre del giornalista Peppino.

Felicia Impastato”, racconta la storia vera della madre di Peppino Impastato, giornalista siciliano ucciso dalla mafia.

La protagonista della fiction, Felicia Impastato, è stata la madre del più noto Peppino, a cui il cinema ha dedicato un altro bellissimo film,I cento passi”, di Marco Tullio Giordana.

Il monologo più famoso del film, inoltre, è stato riportato in auge recentemente in TV a “Italia’s got talent” grazie a una concorrente giovanissima che lo ha recitato sul palco, ottenendo grandi consensi.

Grazie al successo del lungometraggio diretto da Marco Tullio Giordana tutti conoscono Peppino Impastato, ma non si sa molto della madre di lui, Felicia, che compare nel film del 2000 ma a cui nessuno finora aveva dedicato un’opera televisiva.

Cogliamo l’occasione di scoprire qualcosa di più sulla figura di Felicia Impastato, che vedremo stasera su Rai1 impersonata dall’attrice Lunetta Savino (la Cettina di “Un medico in Famiglia”).

Chi era Felicia Impastato, protagonista del film TV di Rai Uno.

Felicia Bartolotta nasce a Cinisi (Palermo) nel 1915 in una famiglia piccolo borghese, proprietaria di piccoli appezzamenti di terra. Sposerà Luigi Impastato, proveniente da una famiglia di allevatori legata alla mafia del paese.

Nel volume La mafia in casa mia, in cui viene raccontata la sua storia e da cui sono tratte le sue citazioni più famose come Io vendette non ne voglio” o La mafia non si combatte con la pistola ma con la cultura”, Felicia dirà che se avesse saputo davvero cosa volesse dire mafia non avrebbe fatto quel passo.

Dal matrimonio con Luigi, che sarà confinato durante gli anni del fascismo proprio per mafia, nascono Peppino, Giovanni e un altro bambino che morirà a soli 3 anni.

Per anni Peppino intraprende una battaglia di denuncia ai potenti locali, fino a che pubblica un articolo contro la mafia su Lidea socialista. Peppino viene trovato morto il 9 maggio 1978, e dopo alcuni giorni di smarrimento, Felicia decide di costituirsi parte civile nel processo, facendo quello che fino a quel momento nessuna donna in Sicilia aveva mai fatto, ovvero rompere l’omertà denunciando i nomi di chi ha ucciso suo figlio.

Felicia Impastato muore nel 2004 e la sua abitazione di Cinisi è divenuta “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato”.

Felicia Impastato, film tv di Rai1: la trama.

Il film in onda venerdì 22 maggio su Rai 1racconta la storia di coraggio, impegno civile e determinazione con cui la madre di Peppino Impastato, Felicia, ha lottato per oltre 20 anni perché fosse fatta giustizia per il figlio ucciso dalla mafia.

Felicia è diventata il simbolo della forza di una madre che non si arrende di fronte alla prevaricazione e allo strapotere della criminalità organizzata, lottando per la verità.

Nel film seguiremo, attraverso i lunghi flashback che scaturiscono dalle deposizioni in tribunale, la battaglia di Felicia accanto al figlio Giovanni prima contro i depistaggi dello Stato, che vuole archiviare il delitto come suicidio terroristico, poi contro i mandanti dell’omicidio di Peppino.

Felicia troverà, infatti, un magistrato di Palermo, Rocco Chinnici, disposto ad ascoltarla e a fare luce sulla morte del figlio. Il 29 luglio del 1983 Chinnici viene fatto saltare in aria e le speranze di Felicia sembrano svanire, fino a quando Franca Imbergamo, un altro coraggioso magistrato siciliano, seguendo quel filo che le arriva dai pentiti, incrocia le denunce di Felicia e degli amici di Peppino.

Il film, diretto da Gianfranco Albano e sceneggiato da Diego De Silva e Monica Zapelli, è liberamente ispirato alla storia di Felicia Impastato, al suo impegno civico e sociale nella lotta alla mafia. Per il soggetto la Rai si è rivolta alla consulenza di Giovanni Impastato, figlio di Felicia e fratello minore di Peppino.

Nel cast del film, al fianco di Lunetta Savino nei panni della protagonista, reciteranno Carmelo Galati, Barbara Tabita, Linda Caridi, Alessandro Agnello, Gaetano Aronica, Paride Benassai, Alessandro Idonea, Francesco La Mantia, Rosario Petix, Fabrizio Ferracane, con la partecipazione di Giorgio Colangeli e Antonio Catania.

Felicia Impastato con una foto del figlio Peppino

La notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978 Peppino Impastato, dopo diverse minacce per essersi candidato alle elezioni locali di Cinesi nelle liste di Democrazia Proletaria, veniva brutalmente ucciso dalla mafia.

Il suo omicidio coincise con il ritrovamento di Aldo Moro in Via Caetani a Roma, a conclusione del suo doloroso rapimento ad opera delle Brigate Rosse e la straordinaria attenzione mediatica sul sacrificio dello statista democristiano offuscò l’altrettanto efferato crimine perpetrato dalla Mafia nei confronti del giornalista.

Il triste destino che ha accomunato questi due uomini deve farceli ricordare come Martiri della Libertà e della Legalità della democrazia repubblicana, contro ogni violenza utilizzata come arma di lotta politica o di intimidazione affaristico-mafiosa.

Pierpaolo Galota di RTM Modica così delinea l’esperienza di Peppino e Felicia Impastato:

Gli esecutori dell’omicidio di Peppino Impastato per depistare le indagini, posizionarono il suo corpo sulla linea dei binari della ferrovia Trapani-Palermo, e lo fecero saltare con una carica di tritolo, così da far pensare ad un suicidio, offendendo l’immagine pubblica di Peppino, che aveva fatto della sua vita una continua lotta alla mafia.

Nonostante, tutto alle elezioni i cittadini di Cinisi votarono lo stesso Peppino, riuscendo a farlo eleggere simbolicamente, come consigliere comunale.

La vita di Peppino è stata unintensa attività politica e culturale incentrata tutta sullantimafia. Da sempre a fianco dei disoccupati, dei contadini e dei lavoratori che venivano maltratti dalla mafia locale.

Peppino ha combattuto la mafia con la vita, con la passione e soprattutto con la cultura.

La storia di Peppino Impastato è segno tangibile che la mafia può essere combattuta giorno dopo giorno con l’educazione alla bellezza e alla verità.

Se si insegnasse la bellezza alla gente, – afferma Peppino Impastato – la si fornirebbe di unarma contro la rassegnazione, la paura e lomertà. Allesistenza di orrendi palazzi sorti allimprovviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante nel davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più labitudine e la rassegnazione a rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

La storia di Peppino e di sua mamma Felicia non va dimenticata, ma va raccontata perché simbolo di una lotta alla mafia fatta di piccole cose incentrata sulla ricerca della verità e della bellezza. Le armi usate da Peppino non sono state da fuoco, ma sono state parole legate ad arte che divengono una spada a doppio taglio.

Buona visione del film “Felicia Impastato”. Da non perdere!