Rinfondazione Comunista Viterbo: “Scuola, il problema non può essere rimandato a settembre”

NewTuscia – VITERBO – Il Circolo della Conoscenza di Rifondazione Comunista concorda con la sostanza della piattaforma presentata dai sindacati della Scuola, all’incontro del 7 maggio scorso con la ministra Azzolina.

Le richieste in essa contenute sono infatti molto vicine a ciò che sosteniamo da tempo e rese più evidenti ed urgenti dalla pandemia, della quale non siamo ancora in grado di prevedere gli sviluppi. A partire dalla drastica riduzione del numero degli alunni per classe, che noi però abbiamo messo concretamente in relazione alla dimensione delle aule, come già prevede la legge, che regola gli spazi destinati ad ogni alunno e che noi riteniamo debbano essere quanto meno raddoppiati. Questo garantirebbe ambienti salubri e una maggiore cura da parte dei docenti nei confronti di un numero minore di alunni e alunne.

L’incontro, anche se le dichiarazioni dei sindacati sono molto prudenti nella valutazione, ha segnato una distanza siderale tra la richiesta dei dodici miliardi, per garantire spazi e personale adeguati, e un miliardo e mezzo scarso sbandierato dal governo come grande impegno per la Scuola.

Sul fronte della stabilizzazione, il governo prevede 16.000 nuove assunzioni a fronte delle 40.000 richieste dai sindacati, mentre a fine giugno scadranno i contratti di 150.000 precari, che in gran parte hanno occupato posti vacanti.

In particolare la Flcgil (la Fed. dei lavoratori della conoscenza della Cgil), per bocca del segretario Sinopoli, insiste giustamente sul superamento – alla ripresa dell’anno scolastico – della ‘didattica a distanza’. La didattica in presenza, unica modalità praticabile e dignitosa di relazione fra docenti e discenti, in una prima fase – a garanzia della sicurezza – richiederebbe anche delle turnazioni, con un consistente aumento del personale; mentre in una fase successiva, ma da avviare da subito, richiede l’attuazione di un piano di edilizia scolastica, di messa a norma degli spazi esistenti e di creazione di nuove ed adeguate strutture scolastiche, per superare definitivamente la fase di emergenza.

I timidi provvedimenti del governo, che rischiano di far riaprire a settembre le scuole nel caos, non segnano certo l’inversione di tendenza delle politiche che hanno portato ai gravi problemi che si evidenziano oggi in tutta la loro pesantezza, cui si aggiunge l’ulteriore svilimento del lavoro docente, prodotto dalla didattica ‘in remoto’.

Venendo al nostro territorio, il Circolo della Conoscenza chiede con urgenza al Sindaco di Viterbo e ai Sindaci dei Comuni della Tuscia di rendere pubblici i piani approntati o quelli allo studio, nella prospettiva ravvicinata di una ‘normale’ riapertura delle scuole primarie, dell’infanzia e dei ‘nidi’. E la stessa domanda rivolgiamo al Presidente della Provincia, cui compete la responsabilità delle sedi delle scuole superiori.

 Nei giorni scorsi si sono svolte assemblee on line del personale in tutta Italia, in cui le lavoratrici e i lavoratori della Scuola sono stati chiamati a pronunciarsi sulla trattativa e sulle eventuali azioni da intraprendere: la sola partecipazione a queste assemblee è stato un segnale importante, per come e quanto la pandemia abbia svelato le contraddizioni di un sistema ormai regressivo per la gran parte della popolazione.

Nessun settore della società allude al futuro come quello dell’istruzione e ciò che si vede al momento non è un buon futuro.

Il Circolo della Conoscenza del PRC,

Piero Arcangeli